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A Maenza la rappresentazione storica della Domenica delle Palme e della Passione di Cristo

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MAENZA – A Maenza la Settimana Santa verrà inaugurata domenica 13 aprile, giorno della Domenica delle Palme quando (alle 16) l’Associazione Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, ripropone alle porte del paese l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Ma per tutta la Settimana Santa, dal 13 al 18 Aprile 2025, la cittadina lepina sarà sede di una serie di iniziative storico-culturali e religiose, che ogni anno richiamano migliaia di turisti. L’evento anticipa la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo di Maenza, che si svolge dal 1969, quando Padre Roberto Fastella decise di trasformare l’antica processione penitenziale del Venerdì Santo, che si svolgeva nel Paese, in una vera e propria rappresentazione teatrale.
Giovani, uomini, donne e bambini, si trasformano nei giorni della Settimana Santa in altrettanti attori per interpretare i ruoli dei personaggi della Bibbia e del Vangelo: Gesù, Apostoli, Maria,
Caifa, Pilato, Erode, le pie donne, soldati, popolani… riproponendo così dal vivo, il dramma storico svoltosi duemila anni fa a Gerusalemme.

LA DOMENICA DELLE PALME – “Alle porte del paese viene riproposto l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, che a cavallo di un’asina, viene accolto con grida di Osanna. Lungo il percorso che si snoda fino al centro storico, hanno
avuto luogo una serie di scene che riguardano la vita di Gesù: il Battesimo di Gesù ad opera di Giovanni il Battista; la lapidazione dell’adultera; l’incontro con il centurione romano; la guarigione
del cieco e la cacciata dei mercanti dal tempio” – raccontano gli organizzatori che quest’anno hanno portato la rappresentazione anche nella Silicon Valley.

“Nel frattempo, ogni cosa viene messa a punto per la grande rappresentazione della Passione di Cristo, dalle scenografie a grandezza naturale alle luci, alla colonna sonora, ai costumi, realizzati
dalle sapienti mani del costumista Benito Trichei, alle corazze e gli armamenti dei soldati romani. Il piccolo centro acquista così la tonalità di una piccola Gerusalemme, con le varie scene distribuite nei luoghi più adatti a riproporle per raffigurare le ultime ore di vita di Gesù”.

LA PASSIONE DI CRISTO – Unica nel suo genere, si caratterizza per essere una rappresentazione teatrale itinerante, che si snoda lungo un percorso di 3,5 km, nel corso del quale lo spettatore cammina al fianco degli attori e dei figuranti in costume, la Passione di Cristo avrà luogo venerdì 18 Aprile 2025 alle ore 21.00, presso Piazzale San Rocco.
LE STAZIONI – L’ultima cena e la cattura di Gesù nell’orto degli Ulivi, si svolgono in Piazzale S. Rocco, zona ricca di uliveti; il Tribunale di Hanna, in Piazza Duomo; Il tribunale di Caifa, nell’austera cornice del castello Baronale; In Piazza F. Lepri hanno luogo il tribunale di Pilato, con il trionfale ingresso della legione romana; il tribunale di Erode con la sua scellerata corte, scena introdotta da un flashback che ricorda la figura di Giovanni il Battista e la sua morte per mano di Erode e l’impiccagione di Giuda. La via Crucis, percorre via Circonvallazione e termina con la Crocifissione sul colle che domina Piazza Lepri.

Per quanto riguarda l’organizzazione della 55a edizione la regia è nelle mani dell’Ass. Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, mentre la cura della recitazione è affidata al Prof. Piergiulio
Cantarano. Con il patrocinio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio e Comune di Maenza. In occasione dell’anno Giubilare, l’edizione 2025 della Passione di Cristo di Maenza, ha ricevuto il patrocinio di Italy for Christ ed è stata inserita nella campagna Forever Open.

Per permettere agli spettatori di raggiungere agevolmente il Paese, è stato attivato un servizio navetta con bus, a partire dal tardo pomeriggio di venerdì 18 Aprile 2025.

Attualmente la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo di Maenza è candidata, tramite la “Rete delle Passioni” a diventare patrimonio dell’UNESCO, un procedimento promosso da Europassione per l’Italia, con l’intento di far riconoscere le performing art della Settimana Santa come bene immateriale dell’umanità.

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Al Respighi di Latina due artiste portano in scena un dramma sonoro tratto dal terzo canto dell’Inferno di Dante  

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LATINA – Giovedì 26 marzo, alle 18:30, nella Sala A del Conservatorio Respighi di Latina, in via Ezio 26, va in scena “De li angeli che non furon ribelli né fur fedeli a Dio”, dramma sonoro tratto dal terzo canto dell’Inferno di Dante Alighieri.

Non si tratta di una lettura né di una trasposizione teatrale tradizionale: il testo fiorentino viene trasformato in un paesaggio sonoro vivo, dove voce, ritmo e suono costruiscono un’atmosfera immersiva, capace di restituire in modo originale la forza e le immagini dell’Inferno.

Il viaggio parte dall’anticamera infernale, lo spazio degli ignavi: anime sospese, senza una collocazione precisa tra bene e male. È proprio su questa zona di indeterminatezza che si innesta il lavoro di Valentina Sciurti, performer, autrice e regista che da anni esplora la vocalità come fenomeno fisico e spaziale. Sciurti costruisce “stanze” percettive in cui il testo si disarticola e si ricompone continuamente.

A completare l’insieme, il contrabbasso di Caterina Palazzi, tra le figure più importanti della scena sperimentale europea, non si limita a accompagnare: attraversa la performance come una linea di forza, introducendo risonanze e contrasti. Il particolare suono dello strumento contribuisce a definire un campo dinamico in continuo movimento.

Già presentato in contesti prestigiosi, tra cui l’Archivio Carmelo Bene di Lecce, lo spettacolo conferma la forza di un teatro contemporaneo che trasforma Dante in un’esperienza sonora intensa, capace di coinvolgere corpo e mente.

L’evento è a ingresso libero proposto in collaborazione tra MADXI MUSEO CONTEMPORANEO di Latina Conservatorio Repighi. Presso la sede distaccata del Conservatorio, Antonella Catini espone la sua collezione d’arte digitale VERSO IL PAESAGGIO sempre a cura di MAD.

LE ARTISTE – Valentina Sciurti è performer, autrice e regista, cofondatrice della compagnia teatrale Therasia Teatro di Lecce; la sua ricerca indaga il suono e la vocalità a partire dal movimento coreografico e dallo spazio architettonico. Laureata in Etnomusicologia con una tesi dal titolo “Musica. Trance. Teatro. Il rituale della Lila”, ha studiato presso la scuola di alta formazione vocale e sonora “Malagola” di Ravenna diretta da E. Montanari ed E. Pitozzi presso cui ha approfondito la sua indagine sul suono, e in particolare sul paesaggio sonoro, con maestri come A. Curran, F. Giomi, Meredith Monk.

Collabora con la cantautrice e musicista Serena Abrami con la quale cura il laboratorio “Suonare lo Spazio – coreografie di corpi e voci per un’architettura del vuoto”.

Le sue performance sono state ospitate in luoghi storici come l’Anfiteatro Romano di Lecce, le Antiche Cisterne Romane di Fermo, lo Sferisterio di Macerata e la sua ricerca promossa in Licei Coreutici e progetti legati ad alcune Università italiane.

Attualmente porta in scena il terzo canto dell’Inferno con una performance vocale e sonora che spesso si avvale della collaborazione di diversi musicisti e pittori, assumendo forme in variazione continua e con il suo poema sonoro in lingua madre “La Macàra – Concerto di Voci”.

Caterina Palazzi Contrabbassista e compositrice, leader dal 2007 della band Sudoku Killer, quartetto ben noto nella scena jazz, noise e sperimentale europea, con cui ha registrato i tre album Sudoku Killer (ZdM, 2010), Infanticide (Auand Records, 2015), Asperger (CleanFeed, 2018) e con cui ha all’attivo più di 700 concerti in tutta Europa e in Asia.

Nel 2010 ha vinto il “Jazzit Award” come migliore compositrice italiana e nel corso degli anni è stata nominata più volte tra i migliori talenti nella classifica “Top Jazz”.

Nel 2022 viene annoverata tra i 20 migliori bassisti italiani di sempre dalla rivista ROCKIT.

Nel 2023 apre il tour italiano di Kim Gordon, storica bassista dei Sonic Youth.

Attualmente si dedica anche al suo progetto solista Zaleska e a varie collaborazioni di musica altra, contaminata e improvvisata. Spesso interagisce dal vivo con performances di video designers, pittori e artisti visivi.

 

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Vita di coppia, “Casa Abis ancora in 2” in scena al teatro D’Annunzio il 29 marzo. L’intervista

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LATINAStella Falchi e Gabriele Abis, ovvero i Casa Abis, arrivano sul palco del Teatro Gabriele D’Annunzio di Latina con il loro nuovo spettacolo. Una commedia ironica, tenera e spietata sulla vita di coppia: “Si parte dal matrimonio  – raccontano – e si attraversano, senza filtri, le tappe della convivenza, i microtraumi della quotidianità, le aspettative degli altri, le crisi, i compromessi… e quella misteriosa forza che spinge due persone a restare insieme”.

Il duo comico romano molto popolare sui social, composto dalla coppia nella vita e sul palco, nota per gli sketch divertenti e le parodie sulla vita matrimoniale e di coppia, che li ha resi  un brand di successo, hanno parlato dello spettacolo in scena il 29 marzo a Latina, dal titolo “Casa Abis – Ancora in due“, su Radio Immagine con Alessio Campanelli.

 

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Museo della Passione nel Chiostro dell’Abbazia di Fossanova, secondo appuntamento

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PRIVERNO – Dopo il grande successo di visitatori della scorsa settimana, torna il Museo della Passione presso il Chiostro dell’Abbazia di Fossanova. La Pasqua è il periodo più importante dell’anno liturgico cristiano, si festeggia la Resurrezione di Gesù, la vittoria della vita sulla morte. Attraverso i fatti storici, il visitatore si immergerà nell’antica Gerusalemme, ripercorrendo l’ultima settimana di Gesù. L’evento è strutturato in quadri viventi e quadri statici.

Saranno presenti numerose guide che approfondiranno alcuni temi della Passione e della Resurrezione: la flagellazione, la croce, il titulus crucis, la corona di spine, i chiodi (ritrovati nel 325 dopo Cristo, da Santa Elena in una antica cisterna) e la copia autentica – non venerabile – della Sacra Sindone, lenzuolo di lino utilizzato per avvolgere il corpo di Gesù dopo la crocefissione.

Saranno forti le emozioni davanti a Gesù nel Giardino dei Getsemani – spiegano i promotori  dell’iniziativa – dove viene arrestato e portato da Erode. Sottoposto ad un processo iniquo da Ponzio Pilato e dal Sinedrio, viene condannato alla crocifissione. La Fede cattolica ci insegna come il Sacrificio di Gesù si rinnova e si ripete in ogni celebrazione della Santa Messa. Sarà proprio San Tommaso d’Aquino ad affrontare il Mistero dell’Eucarestia come atto di Fede.

L’evento organizzato da Padre Pablo Scaloni e da Padre Javier Nobile, dell’IVE, si svolgerà presso il chiostro dell’Abbazia il 29 marzo, dalle 15.30 fino alle 19.30. L’entrata è gratuita e la visita guida ha una durata di circa 30 minuti. L’evento si svolgerà anche in caso di pioggia.

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