ATTUALITA'
A San Marco la Messa di Ringraziamento per Papa Leone XIV
LATINA – In tanti ieri sera nella Cattedrale di San Marco a Latina per la Messa di Ringraziamento voluta dal vescovo Mariano Crociata per l’elezione del nuovo papa Leone XIV. “Non siamo qui per tenere un talk show o una conversazione da salotto – ha detto Crociata ai fedeli riferendosi all’ analisi e al dibattito sviluppatosi intorno alla figura nel nuovo Pontefice – noi siamo convenuti in cattedrale per compiere un atto di fede, siamo qui per ringraziare e celebrare la bontà di Dio che continua a guidare la sua Chiesa donandole, per il tempo che abbiamo dinanzi, una nuova guida nella figura di papa Leone XIV”.
Poi Crociata ha parlato del senso del primo messaggio di Papa Prevost: “Il vangelo ci parla di amore, amore di Gesù – e del Padre per Gesù – nel quale rimanere osservandone i comandamenti, così da condividere la gioia piena della comunione con Lui e tra di noi. Un amore di amicizia così piena da culminare nel dono della vita per gli amici. Non un amore da servi, che agiscono per paura o per interessi, ma un amore da prescelti, da prediletti del Padre e del prediletto per eccellenza che è Gesù stesso. Credo che il Papa abbia voluto trasmetterci, fin dalle sue prime parole, questa circolarità dell’amore e questo amore di predilezione dal quale per primo egli si è sempre sentito avvolto e ora in modo speciale nella chiamata al nuovo ministero di successore di Pietro”.
L’OMELIA – È importante collocarsi subito nell’ottica giusta, se vogliamo cogliere e vivere il senso proprio di questa celebrazione. Scorrendo i molti commenti e parole di augurio che sono stati indirizzati al nuovo Papa, possiamo notare come per lo più essi si fermano sulla figura del cardinale Prevost per sottolinearne l’una o l’altra qualità. Questo è pienamente legittimo, e del resto abbiamo bisogno di conoscere la persona che concretamente ha assunto la missione di nuovo pastore della Chiesa universale. Io stesso allora potrei testimoniare che ci troviamo di fronte a una persona mite e forte allo stesso tempo, e potrei ulteriormente arricchire l’elenco delle doti che la corredano. Ma noi non siamo qui per tenere un talk show o una conversazione da salotto; noi siamo convenuti in cattedrale per compiere un atto di fede, siamo qui per ringraziare e celebrare la bontà di Dio che continua a guidare la sua Chiesa donandole, per il tempo che abbiamo dinanzi, una nuova guida nella figura di papa Leone XIV.
Ogni volta che avremo modo di vederlo, di ascoltarlo, di pregare per lui nella liturgia eucaristica o in altri momenti, dovremo avere cura di ricordarci che egli è il segno primo e per eccellenza che il Signore continua a guidare la sua Chiesa e non l’abbandona nemmeno in questi tempi, difficili non solo per la fede e per la Chiesa, ma anche per la società e per il mondo intero.
Come è illuminante la pagina del profeta Isaia! Essa ci dice che anche il nuovo Papa è scelto da Dio a guidare la sua Chiesa non per le sue caratteristiche personali, ma perché Egli lo ha scelto e ha effuso su di lui il suo Spirito Santo. Da questo ha veramente inizio il nuovo ministero e in questo troviamo la nostra consolazione e la nostra sicurezza, perché la nostra fiducia non è posta in un uomo, ma attraverso di lui in Dio stesso. E allora sotto la sua guida procederemo veramente sicuri.
L’anno di grazia di cui parla ancora il profeta – e davvero questo anno giubilare si sta rivelando straordinario – è il tempo nel quale Dio ha deciso di agire portando liberazione e sollievo a tutti quelli che sono nella prova, a noi che sperimentiamo limiti di ogni genere, di natura materiale e di qualità spirituale, a motivo delle nostre fragilità e della lentezza nel rispondere alla chiamata del Signore su di noi. Il nuovo pontefice ci ha detto nel suo primo saluto che non dobbiamo avere paura, perché il Cristo risorto ci dona la sua pace e, sostenuti da essa, possiamo camminare insieme, mano nella mano con Dio e tra di noi, aiutandoci a costruire ponti tra di noi e con tutti attraverso l’incontro e il dialogo.
Ci sentiamo profondamente incoraggiati nell’ascoltare parole come queste: «Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come del ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore». Dobbiamo sentire allo stesso tempo il santo orgoglio e la responsabilità di portare al mondo la luce di Cristo, senza paura e senza vergognarci di lui. Sappiamo infatti che solo lui, il Cristo risorto, può annunciare e portare, in un mondo lacerato da guerre e discordie, «una pace disarmata e una pace disarmante». Una pace che comincia con l’«accogliere […] con le braccia aperte tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, del dialogo e dell’amore».
Il vangelo ci parla di amore, amore di Gesù – e del Padre per Gesù – nel quale rimanere osservandone i comandamenti, così da condividere la gioia piena della comunione con Lui e tra di noi. Un amore di amicizia così piena da culminare nel dono della vita per gli amici. Non un amore da servi, che agiscono per paura o per interessi, ma un amore da prescelti, da prediletti del Padre e del prediletto per eccellenza che è Gesù stesso.
Credo che il Papa abbia voluto trasmetterci, fin dalle sue prime parole, questa circolarità dell’amore e questo amore di predilezione dal quale per primo egli si è sempre sentito avvolto e ora in modo speciale nella chiamata al nuovo ministero di successore di Pietro. Lo ha fatto anche stamane nella prima celebrazione da Papa insieme ai cardinali nella Cappella Sistina, quando ha voluto indicare il centro di tutto ciò che si è compiuto in questi giorni per lui e per la Chiesa grazie a Gesù. Egli lo definisce «il Cristo, il Figlio del Dio vivente, cioè l’unico Salvatore e il rivelatore del volto del Padre», ma anche come «un modello di umanità santa che tutti possiamo imitare, insieme alla promessa di un destino eterno».
Il Papa ha voluto sottolineare l’intreccio inestricabile tra il dono dell’amore di Dio e la nostra adesione ad esso con l’osservanza del comandamento dell’amore, e lo ha fatto accostando «il dono di Dio e il cammino da percorrere per lasciarsene trasformare, dimensioni inscindibili della salvezza, affidate alla Chiesa perché le annunci per il bene del genere umano». Da qui egli comincia come pontefice, da Gesù, dalla Chiesa, dalla nostra risposta e adesione umana al dono di Dio, e questo per il bene di tutto il genere umano. Non rimaniamo chiusi in noi stessi o tra di noi, ma apriamoci al mondo come veri testimoni che non si accontentano di vedere in Gesù «una specie di leader carismatico o di superuomo», ma gli consegnano la loro vita e rimangono nel suo amore.
Accogliere il mondo che ci è affidato così com’è, ma «farlo prima di tutto nel nostro rapporto personale con Lui [Gesù], nell’impegno di un quotidiano cammino di conversione»: è questa la missione che il Papa ci ricorda per rendere vivo il vangelo oggi. Mi piace chiudere citando ancora l’omelia di oggi di Leone XIV, che dice bene fino a qual punto il primato di Cristo arriva per chi comprende nella sua luce il ministero che ha avuto affidato, perfino il più alto. Con riferimento a sant’Ignazio di Antiochia e al suo desiderio di consumarsi totalmente per Cristo, egli ha detto: «un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato (cfr Gv 3,30), spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo».
APPUNTAMENTI
Riapre l’Ex Evergreen. Nuova vita al Parco di Via Roccagorga
Ha ri- aperto al pubblico il parco di via Roccagorga, Ex Evergreen, con una nuova veste grazie alla riqualificazione effettuata con il progetto Upper per i parchi produttivi urbani per lo sviluppo di tecnologie e servizi connessi a soluzioni basate sulla natura.
Presenti, ieri pomeriggio il sindaco Matilde Celentano, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Carnevale nonché Marco Compagnucci, rappresentante della società La Flan Gest Srl che gestirà il parco per vent’anni. Hanno partecipato anche numerosi assessori e consiglieri comunali.
“L’iter seguito dall’amministrazione comunale – afferma il sindaco Matilde Celentano – non è stato semplice considerando il termine degli interventi di riqualificazione legati al progetto europeo e l’affidamento. La prima consultazione di mercato ha dato esito negativo perché le proposte pervenute non erano in grado di rispondere a tutte le necessità che la gestione di un parco produttivo richiede, ma siamo arrivati poi all’aggiudicazione e sottoscrizione del contratto con La Flan Gest Srl, che ringrazio, che si gestirà per 20 anni il parco. Non è un parco come tanti. Presenta, infatti, una serie di innovazioni che lo rendono unico sia nel panorama locale che nazionale: ospita una serra ricca di fiori e piante, stand espositivi e laboratori creativi, un’area bimbi, zone relax, percorsi sensoriali, chiosco con vendita di prodotti a chilometro zero, area picnic, e, infine, musica e spettacoli per trascorrere anche le serate d’estate insieme sotto alle stelle. Insomma, è stato un percorso complicato, ma siamo orgogliosi di aver aperto al pubblico un parco innovativo, green, con una forte vocazione sociale situato in un’area strategica, caratterizzata dalla presenza di numerose scuole, del mercato settimanale e della Curia vescovile. In questo parco, inoltre, è installata una delle quattro bacheche di crossbooking in legno volute dal Consiglio comunale delle bambine e dei bambini. Infine, voglio sottolineare un aspetto a cui tengo in maniera particolare. Mentre erano in corso i lavori presso quest’area, nel 2023 appena poco dopo il mio insediamento, è venuto a mancare Jean-Luc Krautsieder. Un giovane molto conosciuto in città che per motivi di lavoro si era trasferito in Francia, ma che desiderava tornare a Latina. Jean-Luc tornerà a Latina sotto un’altra forma perché questo parco, l’ex Evergreen, dove trascorreva i pomeriggi d’estate quando era piccolo, sarà intitolato a lui. La commissione Toponomastica si è già espressa e, prestissimo, la delibera approderà in Consiglio comunale per divenire ufficiale. Questo meraviglioso parco, sarà a lui dedicato”.
Esprimo grande soddisfazione – dichiara il vicesindaco Massimiliano Carnevale, con delega ai Lavori pubblici – perché finalmente il parco sarà a disposizione del quartiere e dell’intera comunità, tornando a essere un punto di riferimento come lo è sempre stato. È stato un lavoro complesso, al quale questa amministrazione si è dedicata sin dai primi giorni per evitare il definanziamento dell’opera e poter completare i lavori nei tempi richiesti. Un percorso che ha richiesto impegno costante, attenzione amministrativa e una stretta collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di garantire il buon esito dell’intervento e la piena valorizzazione di un’area particolarmente significativa per il territorio. Ringrazio, per questo, gli uffici per il prezioso lavoro svolto, che ci ha permesso di raggiungere il risultato per tempo e auguro buon lavoro al gestore”.
“L’Ex Evergreen – aggiunge Marco Compagnucci, rappresentante della società La Flan Gest Srl – nasce con l’obiettivo di essere uno spazio aperto e a disposizione di tutta la città. Vogliamo che diventi un vero punto di riferimento per la comunità, un luogo capace di accogliere attività sportive, sociali, culturali e anche lavorative, creando connessioni tra persone, associazioni e realtà del territorio. Parliamo di un progetto in continua evoluzione. Abbiamo immaginato il parco come un organismo vivo, destinato a crescere insieme alla comunità che lo frequenterà. Nei prossimi mesi prenderanno forma nuove iniziative, dalla produzione e vendita di piante e fiori agli orti urbani, che contiamo di avviare tra settembre e ottobre. Ma soprattutto vogliamo ascoltare le persone: idee, proposte e contributi dei cittadini saranno fondamentali per costruire insieme il futuro di questo spazio. L’ambizione è quella di creare un vero incubatore di idee e progetti per la città, un luogo dove possano nascere collaborazioni, attività e opportunità capaci di generare valore per il nostro territorio”.

ATTUALITA'
Formia rende omaggio ad Annamaria Scafetta: targa celebrativa alla campionessa del ciclismo su pista
L’Amministrazione comunale di Formia ha reso omaggio ad Annamaria Scafetta, protagonista di una lunga carriera nel ciclismo su pista che l’ha portata a conquistare tredici titoli italiani e a vestire per quindici anni la maglia della Nazionale.
Nel corso di un incontro a Palazzo Comunale, il sindaco Gianluca Taddeo ha consegnato all’atleta una targa celebrativa, la maglia della partenza del Giro d’Italia da Formia e alcuni gadget dell’evento, come riconoscimento per i risultati ottenuti e per aver portato il nome della città ai vertici del ciclismo nazionale e internazionale.
Ad accompagnare la campionessa c’era il padre Salvatore, definito dalla stessa Scafetta il suo primo tifoso. Alla cerimonia ha preso parte anche l’assessore allo Sport Fabio Papa.
Tra i principali traguardi dell’atleta figurano tredici titoli di campionessa d’Italia, la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo Juniores del 1999 e una lunga esperienza con la Nazionale italiana.
Il riconoscimento arriva a poche settimane dalla partenza della settima tappa del Giro d’Italia ospitata da Formia il 15 maggio scorso, evento che ha rafforzato il legame della città con il mondo del ciclismo.
“Con la sua straordinaria carriera ha dato lustro alla nostra città, diventando un punto di riferimento per lo sport italiano”, ha dichiarato il sindaco Taddeo, sottolineando come Scafetta rappresenti un esempio di impegno e determinazione per le nuove generazioni.
Emozionata la campionessa, oggi in servizio presso il 7° Reggimento AVES “Vega” di Rimini, che ha ringraziato l’Amministrazione per il riconoscimento ricevuto. “Formia è casa, è il luogo dove è nato il mio sogno. Spero che il mio percorso possa essere uno stimolo per tanti giovani a credere nei propri sogni e a non smettere mai di inseguirli”, ha dichiarato.
ATTUALITA'
Cambio alla guida della Cattedrale di San Marco, lascia Don Francesco Pampinella, arriva Don Sergio Pellini
LATINA – Questa mattina, il vescovo Mariano Crociata ha presieduto l’assemblea del clero, tenuta presso la Curia diocesana di Latina. “Si è trattato di un momento di condivisione e confronto sull’anno pastorale appena trascorso, ma anche di accennare ai temi e ambiti da sviluppare per il prossimo cammino della comunità diocesana”, si legge in una nota con cui vengono ufficializzati anche i trasferimenti di Parroci e altre nomine.
I Salesiani hanno deciso che Don Francesco Pampinella lascerà la guida della Parrocchia cattedrale di S. Marco a Latina e al suo posto arriverà Don Sergio Pellini (nell’ambito degli avvicendamenti della famiglia religiosa).
Crociata ha poi deciso che Don Leonardo Chiappini sarà Parroco al SS.mo Cuore di Gesù a Borgo Sabotino (Latina); Don Alfonso Fieni, Parroco della concattedrale di S. Cesareo a Terracina; Don Pasquale Tamborrino, Parroco a S. Giovanni Battista a Giulianello (Cori); Don Fernando Vazquez, Amministratore parrocchiale a Gesù Divin Lavoratore, a Latina (insieme a Madonna di Loreto); Don Gianmarco Falcone invece resta Parroco di Sezze Scalo, ma è nominato Cancelliere vescovile e succederà a Don Isidoro Petrucci che ha rivestito l’incarico per 30 anni; infine, Don Alberto Barda è il nuovo Cappellano dell’Ospedale “S. Maria Goretti” di Latina.
Il vescovo Crociata ha ringraziato i presbiteri coinvolti nei trasferimenti per la disponibilità assicurata ad assumere i nuovi incarichi. Allo stesso tempo ha ringraziato anche coloro che hanno lasciato il servizio per motivi di salute o per raggiunti limiti di età, come don Isidoro Petrucci, che ha trascorso 42 anni complessivi nella Cancelleria, di cui gli ultimi 30 anni proprio come Cancelliere vescovile, il quale già a febbraio scorso, al compimento del 75° anno d’età, aveva presentato la rinuncia all’ufficio come previsto dal Diritto canonico.
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