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Manca un mese alla traversata di Nardecchia dalla Corsica a Sabaudia
Manca solo un mese al tentativo di Record che vedrà ancora una volta Cristian Nardecchia sfidare le stesso. Questa volta dovrà sfidare il mare con tutte le incognite che questo significa.
Cristian Nardecchia, atleta setino conosciuto al mondo sportivo per i suoi record mondiali nel ciclismo, a Giugno 2025 da Toga Bastia in Corsica arriverà a Sabaudia su una water bike, pedalando per 180 miglia impiegando in tutto, secondo le previsioni, non più 60 ore durante le quali lui non potrà mai scendere, pena l’annullamento del record. Anche il riposo avverrà a bordo del mezzo nautico dopo le prime 38 ore, almeno questo è obiettivo che si è prefissato. Nardecchia che in passato ha già portato il suo fisico allo stremo delle forze punta tutto sulle prime ore dove conta di fare la maggior parte della tratta.
Chi conosce e segue Nardecchia sa che questa impresa doveva avvenire lo scorso anno, ma che è stata rimandata per motivi non legati a lui o alla sua forma fisica.
Cristian sono due anni che prepara questo Record, mai un momento di riposo, mai un momento di relax perché lui lo sa, i record si fanno prima con la testa, poi con il fisico.
Nardecchia arrivato al giorno di allenamento n. 128 è costantemente monitorato perché quello che tenterà di fare ancora una volta lo porterà al limite.
Cristian ha un solo obiettivo: tentare la traversata, anzi più che tentare, riuscire nella traversata, il suo grande sogno. La tensione inizia a salire, le paure iniziano a farsi sentire, ma Nardecchia non molla.
Coinvolta la Francia, che sarà teatro della partenza dal porto di Bastia, la Regione Toscana dove passerà durante la traversata e la Regione Lazio, dove ci sarà l’arrivo a Sabaudia presso l’Oasi di Kufra che è stata la “casa” dei suoi allenamenti.
La data della PARTENZA sarà comunicata il giorno della conferenza stampa prevista il pomeriggio del 30 Maggio all’Oasi si Kufra.
Nardecchia tenterà di realizzare l’impresa sulla Red Shark Bike, il mezzo nautico creato dall’omonima azienda spagnola fondata nel 2017 da Josep Rubau, formato da una tavola gonfiabile dove è montato un telaio di bicicletta. Su questa water bike tenterà di battere il primato stabilito nel 2003 dall’inventore della bicicletta marina Vittorio Schincaglia. Una simile impresa l’ha tentata anche il tre volte Campione del Mondo di ciclismo Peter Sagan.
IL PROGRAMMA:
1. PARTENZA dal Porto Turistico di Toga Bastia, Corsica, dove inizierà ufficialmente il record (entro il 9 giugno)
2. (passaggio) Arcipelago Toscano, sfiorando l’Isola di Pianosa, l’Isola del Giglio e Giannutri
3. (sosta notturna) Civitavecchia, Porto Turistico Riva di Traiano
4. ARRIVO Sabaudia, Oasi Di Kufra
L’evento è organizzato dalla Società Sportiva Usc Team Nardecchia in collaborazione con Onda Lunga, con il patrocinio di Regione Lazio, Regione Toscana, Provincia di Latina, dei Comuni di Sabaudia, Sezze e di Opes Latina. Il tentato Record avverrà sotto gli occhi dei giudici Spagnoli Internazionali dell’Official World Record che garantiranno il regolare ed insindacabile giudizio legale.
Main sponsor Lodi Optica
I RECORD DI NARDECCHIA
Cristian non è nuovo a imprese quasi impossibili, il 12 giugno 2021 portava a casa il suo primo Official World Record, il More Than Double Everesting, il dislivello di 18.075 metri (due volte l’altezza dell’Everest), realizzato in Via Monticello a Sezze in 22 ore di pedalata; il secondo record lo porta a casa a Settembre 2022 impiegando 31 minuti e 40 secondi nella scalata al Passo Giau, superando il campione colombiano Bernal staccandolo di oltre un minuto. Edgan Bernal, vincitore del Giro d’Italia, nella tappa sulle Dolomiti aveva realizzato infatti il tempo di 32 minuti e 42 secondi.
Sito internet: www.cristiannardecchia.it
https://www.instagram.com/nardecchiacristian/profilecard/?igsh=bzN4bGJ6ZGwyeDBq
CRONACA
Incendio nell’edificio di via Badino, il Sindaco: “Già presentato un nuovo cronoprogramma per il completamento dei lavori”
Il sindaco di Terracina Giannetti ieri si è subito recato sul luogo dell’incendio in via Badino: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine per il tempestivo intervento nell’edificio a ridosso di via Badino che rientra nel piano di zona Arene 1, ha dichiarato. Mi sono immediatamente recato sul posto per sincerarmi della situazione. Voglio ricordare che si tratta di un’opera privata, che diventerà pubblica non appena completati i lavori. È infatti un progetto pubblico-privato, che come noto è rimasto fermo per anni a causa di un ricorso presentato da alcuni proprietari su ricorsi fatti all’epoca. Una prima sentenza aveva dato ragione ai privati, bloccando di fatto i lavori. Il Comune di Terracina ha quindi presentato ricorso in appello, ottenendo questa volta una sentenza favorevole che adesso è passata in giudicato. Una vicenda giudiziaria legata ad un’indennità per l’esproprio che adesso finalmente si è conclusa. Il privato soggetto attuatore dell’opera, che prevede tra l’altro la realizzazione di una sala conferenze, ha già presentato un nuovo cronoprogramma, e gli Uffici Urbanistica sono al lavoro per la convenzione integrativa che verrà portata in Consiglio Comunale entro l’estate. Si procederà dunque alla firma della convenzione, e contiamo di far riprendere i lavori entro l’autunno. Da cronoprogramma presentato dal privato che sta realizzando l’opera i lavori devono concludersi entro 18 mesi dalla loro ripresa. L’opera solo una volta completata diventerà pubblica. È sempre stata nostra intenzione completare i lavori nella zona servizi del piano di zona Arene 1, che a lungo sono rimasti bloccati non per nostra volontà. Sono infatti presenti nel PIAO e nel DUP. Grazie al ricorso presentato dall’Amministrazione e alla sentenza passata in giudicato potremo ora arrivare alla conclusione di questo iter, riqualificando un’area e offrendo nuovi servizi per la Città».
APPUNTAMENTI
“Le pagine perdute degli amanti, del coro D’altrocanto – Nonostante tutto ” il 15 Maggio al Teatro D’Annunzio di Latina
Si terrà il 15 maggio 2026, alle 20:30, al Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio lo spettacolo “Le pagine perdute degli amanti, del coro D’altrocanto – Nonostante tutto ”, un appuntamento che unisce musica, parola e memoria in un percorso dedicato alle voci dell’amore, della perdita e della resistenza. Lo spettacolo è costruito come un viaggio tra lettere mai arrivate, canti e frammenti che emergono da un tempo interrotto, restituendo un archivio invisibile di sentimenti spezzati dalla distanza, dalla morte e dall’indifferenza. Le pagine perdute degli amanti, scritte da Michele Ciavarella, raccoglie lettere d’amore mai arrivate e le trasforma in una partitura di voci, parole e musiche che attraversano dolore, tenerezza e speranza. Il repertorio, intreccia brani e tradizioni diverse: da canti di nostalgia e appartenenza come “Ya Baladi” a pagine antimilitariste e pacifiste, fino a reinterpretazioni che fanno della musica un gesto di coscienza civile. Tra i riferimenti presenti nel progetto ci sono anche “La guerra di Piero”, “Solo le pido a Dios”, “Bella Ciao” e “Dance Me to the End of Love”, in un disegno che mette in dialogo amore, guerra, memoria e libertà. Il progetto artistico porta la direzione di Paola Salvezza, alla guida del coro tutto al femminile. con la partecipazione di Salvatore Palombi, voce narrante e canto, Etta Lomasto, canto, Caterina Bono al violino, Francesca Bartoli al pianoforte, Mattia Malagola alla chitarra, Marco Malagola, armonica e percussioni, Martino Minà Salvezza al violoncello, luci di Gianluca Cappelletti e i suoni di Nicola Valente, oltre al contributo di Fabio Cocifoglia e Manuela Mandracchia e la partecipazione del Coro del IISS Galilei-Sani, a conferma della natura corale e condivisa del progetto. “Le pagine perdute degli amanti” non si limita a narrare la perdita, ma la attraversa per trasformarla in un atto di resistenza: dal dolore, come dall’acqua, emerge un coro che chiede di essere ascoltato anche nel vuoto. In questa prospettiva, la Palestina appare come una delle ferite più presenti nel lavoro, una terra in cui l’amore continua a essere attraversato dalla guerra e dall’indifferenza. Ne nasce uno spettacolo intenso, poetico e politico, in cui ogni brano diventa una pagina ritrovata, un segno di vita che resiste nonostante tutto. Il Coro è composto dalle soprano Ida Albergamo, Mirella Castellani, Lolita De Falco, Cristina Gigante, Gisella Raimondi, Maria Adelaide Sanguigni, Marisa Sarno, Maria Teresa Sodano, le mezzosoprano Sonia Bicciato, Silvia Bordieri, Elisabetta Burchietti, Paola Colandrea, Maria Antonietta Fauttilli, Paola Giardina, Caterina Pellegrino; contralti Maria Abboccato, Rosa Callea, Marinella Camillacci, Marina Conti, Maria Rita Damiani, Tiziana Di Consolo, Anna Maria Fascinato, Gigliola Ferrazza, Maria Rosaria Napolitano, Marina Porporino, Silvana Santopadre.
L’ingresso è con contributo di 15 euro. Per le prenotazioni contattare la Sahara Blue Viaggi di Latina, al numero 0773 696183
AUDIO
Latina, operazione “Pac-Man”, droga, armi e esplosivi, 16 misure cautelari. Gli inquirenti: ” Quadro estremamente allarmante”
LATINA – Maxi operazione della Polizia di Stato nella provincia di Latina. Dalle prime ore di oggi gli agenti della Squadra Mobile di Latina, con il supporto di numerosi reparti provenienti da diverse città italiane, hanno eseguito 16 misure cautelari e 22 perquisizioni nell’ambito dell’operazione “Pac-Man”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina. Le indagini hanno fatto emergere un quadro definito dagli investigatori “estremamente allarmante”, caratterizzato da traffico di droga, disponibilità di armi clandestine ed esplosivi, estorsioni violente e intimidazioni riconducibili a una vera e propria “guerra criminale” nel capoluogo pontino. L’indagine ha avuto origine nella notte del 14 settembre 2025, dopo un intervento della Squadra Mobile nei pressi delle Case Arlecchino di via Guido Rossa, a Latina, dove era stato incendiato il portone di uno stabile. Durante i controlli, gli agenti fermarono un’Audi Q3 con a bordo tre giovani, trovando nel bagagliaio un ingente quantitativo di hashish. Scattarono così gli arresti di un 19enne e di un 26enne del capoluogo pontino. Gli approfondimenti investigativi permisero poi di risalire, secondo gli inquirenti, a un pregiudicato latinense di 37 anni e a un suo complice 25enne, ritenuti i veri referenti del traffico di stupefacenti. Nel corso delle successive perquisizioni fu scoperto anche un garage utilizzato per custodire pezzi di auto rubate, presumibilmente destinati a frodi assicurative.
Secondo la Procura, dopo i sequestri effettuati dalla polizia, il 37enne avrebbe avviato una serie di pesanti intimidazioni ed estorsioni nei confronti di amici e familiari del giovane arrestato, nel tentativo di recuperare il danno economico subito. Le indagini hanno inoltre documentato ulteriori episodi estorsivi legati principalmente al recupero di crediti maturati nell’ambito dello spaccio di droga. Azioni che, secondo gli investigatori, sarebbero state portate avanti con metodi violenti e intimidatori, anche per conto di terzi, compreso un soggetto detenuto per altra causa.
Gli investigatori hanno individuato due principali piazze di spaccio: una nella zona Q5 di Latina e un’altra nell’area di Borgo Piave. Le attività di cessione di cocaina, crack e hashish sarebbero proseguite senza sosta, anche con consegne a domicilio. Attraverso intercettazioni, videosorveglianza e analisi forensi dei telefoni cellulari, la polizia ha ricostruito un sistema di spaccio continuo, corredato da una vera e propria contabilità. Durante l’inchiesta sono stati sequestrati oltre un chilogrammo di cocaina ad alta purezza e circa 2,7 chilogrammi di hashish nascosti in un container collocato su un terreno vicino all’abitazione di un pregiudicato 48enne ritenuto uno dei principali referenti dell’organizzazione. Uno degli episodi più gravi emersi nel corso dell’indagine riguarda il sequestro di un arsenale avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 in un appartamento nella disponibilità del 37enne a San Felice Circeo. La Polizia di Stato ha rinvenuto: 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni, 4 ordigni esplosivi, oltre due etti e mezzo di tritolo.
Secondo gli investigatori, la disponibilità di armi clandestine ed esplosivi dimostrerebbe la volontà del gruppo di affermarsi sul territorio attraverso la forza intimidatoria e la violenza. Nelle intercettazioni, gli indagati avrebbero persino parlato della pianificazione di un attentato, definito dagli stessi come un “atto di cronaca”, riferendosi agli episodi esplosivi che negli ultimi mesi hanno scosso Latina. L’inchiesta collega inoltre il gruppo a diversi episodi incendiari avvenuti a Latina, tra cui gli incendi di autovetture nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste tra l’11 e il 12 marzo 2026. Secondo gli inquirenti, gli incendi sarebbero stati utilizzati come strumento intimidatorio nei confronti di persone che non avevano saldato debiti legati all’acquisto di sostanze stupefacenti. Nel corso delle attività investigative sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati: 15 pistole e 3 fucili, oltre 650 munizioni, 4 ordigni esplosivi, più di 6 chilogrammi di droga tra cocaina, crack e hashish.
” La nostra presenza qui vuole testimoniare che a fronte di una criminalità elevata c’è anche una risposta elevata da parte dello Stato” queste le parole del Procuratore Capo Gregorio Capasso
“La disponibilità di queste armi e di questi ordigni esplosivi è un dato particolarmente grave”, ha dichiarato la procuratrice aggiunta Luigia Spinelli durante la conferenza stampa. “Gli indagati avevano la disponibilità di strumenti immediatamente utilizzabili per mettere in atto azioni intimidatorie e per mettere in pericolo la pubblica incolumità”. La Spinelli ha inoltre sottolineato la crescente diffusione del crack nel territorio pontino e il forte potere intimidatorio esercitato dagli indagati, capaci di attrarre anche giovanissimi nelle attività criminali. Grave anche la purezza della cocaina sequestrata che avrebbe fruttato un numero elevatissimo per il consumo locale.
L’importanza dell’inchiesta è stata sottolineata dal Questore di Latina Fausto Vinci che ha ringraziato per la loro presenza i vertici della Procura.
“E’ stato trovato anche un rilevatore di frequenze che si ritiene sia stato utilizzato, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile Giuseppe Lodeserto, per la bonifica di una intercettazione ambientale effettuata sull’autovettura in uso a uno degli indagati ulteriore reato per cui si è intervenuti nel corso delle perquisizioni delegate il rinvenimento di un’autovettura rubata sulla quale era stata apposta anche una targa contraffatta sono tutti fatti ovviamente che sono stati rilevati in occasione dell’attività odierna e per cui quindi ovviamente saranno necessari ulteriori approfondimenti investigativi”
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