PRIMO PIANO
Era stata trovata con 20 ovuli di cocaina, deve scontare la pena ai domiciliari
LATINA – E’ stata condannata alla reclusione di 10 mesi per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, reato commesso a novembre 2024 a Latina, quando la donna, una 53enne di Latina, fu arrestata dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina, perchè trovata in possesso di 20 involucri di cocaina, dal peso complessivo pari a oltre 7 grammi. L’arresto è arrivato, dopo la condanna, in esecuzione di un’ordinanza di espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Roma.
L’arrestata, è stata portata presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.
CRONACA
Fondi, minaccia di morte l’ex convivente e tenta di aggredirla davanti ai Carabinieri: arrestato
Minacce di morte all’ex convivente e un tentativo di aggressione avvenuto all’interno della Tenenza dei Carabinieri di Fondi, davanti ai militari e al figlio minore della donna. È stato arrestato un uomo di 43 anni del posto, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto a un provvedimento di ammonimento del Questore.
L’intervento dei Carabinieri è scattato nella tarda serata di domenica, dopo le segnalazioni della donna che avrebbe ricevuto numerosi messaggi dall’ex convivente attraverso una piattaforma di messaggistica. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si sarebbe già reso protagonista di comportamenti analoghi, denunciati dalla vittima anche in passato.
Preoccupata per la situazione, la donna si è recata presso la Tenenza dei Carabinieri di Fondi insieme a un’amica. Poco dopo il 43enne l’avrebbe raggiunta direttamente negli uffici del Comando.
Secondo quanto riferito dai Carabinieri, l’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, avrebbe ripetutamente minacciato di morte l’ex convivente e avrebbe tentato di aggredirla fisicamente, anche alla presenza del figlio minore della donna. L’intervento immediato dei militari ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.
Al termine degli accertamenti, il 43enne è stato arrestato in flagranza con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati. Considerata la natura dei fatti e il presunto contesto di reiterazione delle condotte, è stata attivata la procedura prevista dal Codice Rosso, su direttiva del Procuratore della Repubblica.
L’uomo è stato quindi trasferito nella casa circondariale di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
CRONACA
Latina, tre furti in quattro mesi al Caffè Poeta: Luca Targa scrive alle istituzioni
Tre furti con scasso in quattro mesi, due dei quali negli ultimi venti giorni. L’ultimo nella notte tra il 25 e il 26 agosto al Caffè Poeta Bistrot Letterario di Piazza del Popolo, nel centro di Latina. Dopo l’ennesimo episodio, il proprietario Luca Targa ha deciso di rivolgersi pubblicamente alle istituzioni e alla città con una lettera aperta.
Targa racconta di aver scelto, lo scorso aprile, di dare nuova vita a uno storico locale del centro, inaugurato davanti a centinaia di persone. Un progetto nato con l’obiettivo di contribuire alla vita del centro attraverso ristorazione, libri, incontri, presentazioni, musica e iniziative culturali. Ma negli ultimi mesi l’attività è stata ripetutamente colpita dai ladri.
Da qui la riflessione sulla situazione di Piazza del Popolo e, più in generale, sul significato della sua pedonalizzazione. «Possiamo davvero definire “isola pedonale” uno spazio semplicemente chiuso al traffico?», si chiede Targa, sostenendo che una piazza pedonale dovrebbe essere soprattutto uno spazio nel quale le persone abbiano voglia di fermarsi e vivere il luogo.
Secondo il titolare del Caffè Poeta, oggi Piazza del Popolo presenta alcune criticità: mancherebbero sufficienti panchine e zone d’ombra, oltre a servizi e occasioni di socialità. Allo stesso tempo, sottolinea, alle attività presenti vengono poste limitazioni nella possibilità di organizzare piccoli eventi culturali, musica dal vivo e iniziative di animazione.
«Il risultato rischia di essere un paradosso: abbiamo sottratto la piazza alle automobili, ma non siamo ancora riusciti a restituirla pienamente alle persone», scrive Targa.
Il proprietario del Caffè Poeta precisa di non voler chiedere una trasformazione della piazza in un luogo rumoroso né mettere in discussione il diritto dei residenti alla tranquillità. La richiesta è invece quella di «regole chiare, equilibrate e ragionevoli» che permettano alle attività di contribuire alla vita dello spazio pubblico attraverso presentazioni di libri, musica acustica o dal vivo e piccoli eventi culturali, in fasce orarie compatibili con il rispetto della quiete.
Nella lettera viene quindi chiesto all’Amministrazione comunale di aprire un confronto con le attività commerciali della piazza, i residenti e le realtà culturali cittadine. Tra le proposte avanzate, una maggiore presenza di sedute e zone d’ombra, servizi adeguati, verde e arredo urbano e una disciplina semplice e trasparente per gli eventi.
«Non scriviamo per contestare una scelta, ma per chiedere di completarla», sottolinea Targa, secondo il quale la pedonalizzazione dovrebbe rappresentare «l’inizio di un progetto, non la sua conclusione».
La questione della sicurezza resta però sullo sfondo e assume particolare rilievo dopo i tre furti subiti dall’attività. Per il titolare, rendere il centro maggiormente vissuto significa anche creare condizioni che favoriscano la presenza delle persone e il presidio sociale degli spazi.
«Come imprenditori e operatori culturali siamo disponibili a fare la nostra parte, a collaborare, a proporre iniziative e a rispettare regole condivise», conclude Targa. E affida alla sua lettera un ultimo messaggio: «Nonostante tutto, non finirò mai di amare la mia città».
IN EVIDENZA
Rinvenuto un presunto ordigno bellico in mare tra Itri e Sperlonga: scatta l’interdizione dello specchio acqueo
È stata segnalato il rinvenimento di un presunto ordigno bellico nello specchio acqueo antistante la “Spiaggia delle Bambole”, nel tratto di mare situato in prossimità del confine tra i Comuni di Itri e Sperlonga, in provincia di Latina. La segnalazione è arrivata dalla Stazione dei Carabinieri di Sperlonga e ha determinato l’attivazione delle procedure necessarie per mettere in sicurezza l’area e procedere successivamente alla bonifica del residuato. La Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Latina ha quindi richiesto l’intervento degli enti competenti.
A tutela della sicurezza della navigazione e della pubblica incolumità, la Capitaneria di porto di Gaeta ha disposto l’interdizione dello specchio acqueo interessato. Il divieto riguarda un’area con un raggio di 250 metri fronte mare rispetto alla zona del ritrovamento. Fino al completamento delle operazioni di riconoscimento e di bonifica, nell’area interessata sono vietate la navigazione, la sosta e l’ancoraggio delle unità navali, la pesca e qualsiasi altra attività marittima che comporti la fruizione dello specchio acqueo. L’interdizione non riguarda i mezzi di soccorso né quelli che saranno impiegati nelle operazioni di individuazione, messa in sicurezza e bonifica del presunto ordigno. La Capitaneria di porto ricorda inoltre che i trasgressori saranno soggetti alle sanzioni previste dalla normativa vigente e potranno essere ritenuti responsabili degli eventuali danni provocati a persone o cose dalla violazione delle disposizioni.
L’area resterà dunque interdetta fino al completamento delle operazioni di bonifica e alla conseguente revoca del provvedimento
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