AMBIENTE
Raccolta differenziata smart, mezzi pubblici alimentati a biometano

Un distributore di biometano in Svizzera
LATINA – L’umido potrebbe presto far muovere i mezzi pubblici di Latina: auto e altri mezzi del parco comunale, tra cui quelli dei vigili urbani e gli autobus potrebbero essere alimentati grazie alla raccolta differenziata: “Dal cosiddetto forsu produrremo biometano per il trasporto pubblico urbano”, spiega il consigliere comunale e presidente dell’associazione Latina InnovAzione, Maurizio Patarini che fa il punto sul convegno tenutosi lunedì pomeriggio a Latina sul tema “Raccolta Differenziata di Qualità: Modelli Smart”. Aspetti Normativi e Vantaggi Ambientali ed Economici per Tutti i Cittadini.
«Siamo in un momento molto delicato con la società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti, il 2015 è uno spartiacque importante e al quale dobbiamo arrivare preparati; proprio per questo motivo credo che parlare di raccolta di qualità, ora, sia fondamentale». Così si è espresso il primo cittadino di Latina, Giovanni Di Giorgi, il cui intervento ha aperto il convegno. Il Sindaco ha inoltre aggiunto che «per lavorare sulla cultura della raccolta differenziata di qualità si deve partire dalla scuola perché i bambini sono molto più bravi di noi ad apprendere e a seguire le regole».
Hanno parlato alcuni dei maggiori esperti italiani dei sistemi di raccolta differenziata e di modelli ECO-Sostenibili: Enzo Vergalito, Project Manager di Menorifiuti srl; Giuseppe Bonifazi, Direttore del CeRSITeS (Centro Ricerche e Servizi per l’Innovazione Tecnologica Sostenibile) de La Sapienza Latina; Sofia Mannelli, presidente di Chimica Verde e consigliere di tre Ministri per le politiche agricole, agroalimentari e forestali; Nicoletta Dentico, giornalista e componente del consiglio di amministrazione di Banca Etica; Francesco Riccardi, esperto di consulenza e intermediazione assicurativa invitati da Maurizio Patarini, presidente di Latina InnovAzione e consigliere comunale di Latina.
IL BIOMETANO – Dal lavoro dei relatori è emerso come, da recentissimi adeguamenti legislativi, sia divenuto possibile realizzare impianti di produzione di biometano da FORSU -rifiuti alimentari di origine commerciale o domestica, in sostanza l’umido. Il biometano, come ha spiegato Sofia Mannelli, è un biogas che ha subito un processo di raffinazione per arrivare a una concentrazione di metano del 95% e può essere utilizzato come biocombustibile per i veicoli a motore al pari del gas naturale, cioè del metano fossile. «L’Italia, dal 1930, usa biometano nei trasporti e in questo siamo stati leader nel mondo. Il biometano costa meno del petrolio, è rinnovabile, ha una maggiore autosufficienza energetica, viene immesso nella attuale rete senza costi aggiuntivi e ha minori emissioni climalteranti, inoltre si può stoccare. Tutto questo perché la frazione umida -a differenza del vetro, della carta, alluminio, plastica- non viene trasformata in energia ma diventa percolato, riempie le discariche e inquina la terra e le falde acquifere. Da oggi è possibile lavorare l’umido e trasformarlo in ricchezza, in risorsa e non più lasciarlo soltanto “rifiuto”.
LA PROPOSTA DI PATARINI – Dal consigliere Patarini, in conseguenza di questi inputs, è scaturita una proposta, restituire il biometano prodotto attraverso la lavorazione del FORSU ai mezzi di trasporto di Latina Ambiente che svolgono il servizio di raccolta differenziata sul territorio comunale e, perché no, pensare di rifornire di biometano da trazione il trasporto pubblico locale e la flotta comunale, da rifiuto a risorsa: «Si tratta di un traguardo ambizioso che mi sento di portare, con forza, all’attenzione del consiglio comunale di Latina. È ambizioso ma, ad oggi, non è più soltanto un sogno».
Il Presidente di Latina Ambiente, Massimo Giungarelli, ha tenuto a sottolineare l’impegno costante dell’azienda nell’andare incontro alle esigenze del cittadino e del neo Assessore comunale all’Innovazione, Michele Nasso, che ha chiarito come «il concetto di Smart City sia ormai acquisito nella nostra amministrazione comunale».
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

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Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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