CULTURA
Cori ricorda il poeta Elio Filippo Accrocca nel ventennale della scomparsa
CORI – Il prossimo fine settimana la città di Cori ricorderà il poeta Elio Filippo Accrocca a vent’anni dalla sua morte. Lo farà con una tre giorni di iniziative a lui dedicate, organizzate dall’Area Cultura del Comune di Cori. Venerdì 11 Marzo la cerimonia pubblica per il ventennale della scomparsa inizierà alle 9,30, presso il Cimitero comunale di Cori, con un ricordo davanti alla lapide da parte del Sindaco Tommaso Conti, dell’Amministrazione comunale e delle classi IVB e IVC della Scuola Primaria di Cori.
Dalle ore 10:00, al Teatro comunale di Cori, saranno protagonisti gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale ‘Cesare Chiominto’. Ripercorreranno le tappe salienti della vita del Poeta, la sua Biografia (IVA Primaria Cori), l’Illustrazione di Cori da parte di Accrocca con gli occhi dei bambini (IIIA Primaria Cori); Gli affetti di Elio Filippo Accrocca (IB-IA-IIIC-IIIB Secondaria I° Cori), i Riferimenti epistolari (VA-VB Primaria Giulianello), l’Apertura del poeta all’Europa (IIE-IIF-IIIE-IIIF Secondaria I° Giulianello). Al termine l’esecuzione dell’Inno alla Gioia (IIE-IIF-IIIE-IIIF Secondaria I°, VA-VB Primaria Giulianello).
Sabato 12 Marzo, alle ore 17:00, presso la Chiesa di S.Oliva, la Conferenza “A venti anni dalla morte. Nella poesia italiana del Novecento”, moderata dallo scrittore Pietro Vitelli. Interverranno: il Sindaco di Cori, avv. Tommaso Conti; il Prof. Rino Caputo, ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Roma Tor Vergata (Accrocca nella poesia italiana del ‘900); le dott.sse Egizia Cecchi e Chiara Teodori, bibliotecarie dell’Associazione culturale Arcadia (La biblioteca d’autore. Il fondo Accrocca); la dott.ssa Maria Armellino, biografa di Accrocca (Cenni biografici); il poeta e critico Leone D’Ambrosio (Elio Filippo Accrocca e Libero De Libero gemelli Lepini); l’Arcivescovo Metropolita di Benevento originario di Cori, Don Felice Accrocca (La spiritualità nella poesia di Elio).
La manifestazione si chiuderà domenica 13 Marzo, dalle ore 17:00, presso la Biblioteca Civica di Cori intitolata ad Elio Filippo Accrocca, con un’esposizione collettiva in omaggio alla figura del Poeta, ‘Ars gratia Artis’ allestita da alcuni artisti locali: Pietro Nazzari, Fracesco Porcari, Angelo Bianchi, Enzo Lionello Natilli, Patrizio Marafini, Martino Antocchi, Emanuele Galoni, Edoardo Bernardi, Francesca Cucchiarelli, Gino Ricci, i Cardiopoetica, Alessandro e Marco Cardilli. L’attore e regista Tito Vittori leggerà alcuni passi di ‘Portonaccio’ (1949), il primo libro in versi di Accrocca, riferimento per generazioni di poeti del Novecento.
L’evento vuole commemorare un illustre cittadino di Cori rimasto sempre radicato al suo territorio e ‘uno dei maggiori interpreti della poesia italiana del secondo dopoguerra’ (cit.Treccani).
Allievo ed amico di Giuseppe Ungaretti, capostipite del Gruppo di Portonaccio, è ancora straordinariamente attuale. Le sue poesie sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, olandese, spagnolo, macedone, croato, bulgaro, rumeno, russo, greco, arabo … Alcune poesie sono state musicate.
Saranno presenti gli eredi di Elio Filippo Accrocca, tra cui il dott. Aldo Francesco Bevilacqua che ha donato alla Biblioteca Civica di Cori circa 4000 volumi appartenuti al Poeta e in corso di catalogazione. Una raccolta dal notevole valore culturale, composta da libri di narrativa e poesia, moltissime prime stampe, alcune con dediche di autorevoli letterati, tra cui Ungaretti. Si tratta di una prima significativa apertura al pubblico di una rilevante pagina della storia letteraria italiana. L’auspicio è che il Fondo Accrocca possa ulteriormente ampliarsi, accogliendo altri originali documenti sparsi in giro per l’Italia.
CULTURA
Arte sacra nel Lazio, a Pisterzo arriva il nuovo San Michele del maestro Lattanzi
Il patrimonio artistico e religioso di Pisterzo, frazione del Comune di Prossedi, si arricchisce di una nuova opera. Domenica 23 agosto 2026 la chiesa del borgo accoglierà in esposizione permanente un dipinto dedicato a San Michele Arcangelo, realizzato dall’artista romano Gianni Lattanzi. La nuova opera è stata accolta con entusiasmo dalla Pro Loco di Pisterzo e da don Heriberto Soler, presidente anche della commissione per le feste patronali dedicate a San Michele Arcangelo. Il dipinto, dal valore stimato di 18.500 euro, entrerà a far parte dei beni ecclesiastici ufficiali della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Classe 1991, Gianni Lattanzi si sta affermando nel panorama dell’arte sacra contemporanea. Tra i suoi lavori figurano già quattro dipinti di grandi dimensioni realizzati per altrettante chiese di Riano, in provincia di Roma. La sua produzione si caratterizza per la rilettura in chiave contemporanea dei soggetti della tradizione religiosa. Un percorso che ha attirato anche l’attenzione di importanti esponenti della critica, tra cui Plinio Perilli, e che si inserisce in un progetto più ampio legato alla valorizzazione dell’arte sacra, del patrimonio religioso e del turismo culturale nel Lazio.
Tra le opere realizzate dall’artista c’è anche “La Santa Maria”, un lavoro a tema storico-religioso che è stato inoltre donato a scopo solidale all’associazione Onlus “Ceralaccha”, impegnata nel sostegno alle persone con disabilità.
Anche il nuovo San Michele Arcangelo nasce dall’incontro tra la tradizione iconografica classica e una sensibilità artistica contemporanea. La tela sarà collocata stabilmente all’interno della chiesa di Pisterzo e sarà destinata sia alla devozione dei fedeli sia alla visita degli appassionati d’arte.
L’opera sarà inoltre inserita su Google Maps come punto di interesse culturale, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione del borgo e alla promozione di un turismo legato all’arte e alla spiritualità.
CULTURA
Si è insediato il neo questore Marco Martino: “Dobbiamo dare risposte ancora più efficaci”
LATINA – Si è insediato questa mattina il Questore di Latina Marco Martino, lunga esperienza alla Questura di Torino dove ha diretto anche la Squadra Mobile e poi allo Sco e all’Anticrimine a Roma: prende il posto del questore Fausto Vinci, trasferito nella Capitale.
“Le sfide di questo territorio riguardano ovviamente la sua ampiezza, la presenza di gruppi criminali e il fatto che comunque dobbiamo dare delle risposte sempre più efficaci al cittadino, quindi mostrarci ancora più presenti rispetto a quanto già positivamente veniva effettuato fino adesso. Useremo ogni arma – aggiunge – per contrastare il narcotraffico con indagini di polizia giudiziaria, anche con attività sotto copertura, soprattutto nelle aree o nelle zone dove queste sostanze sono in contiguità o addirittura contagiano i ragazzi, scuole, plessi dove si svolgono attività ludiche, quindi in quelle attività ci sarà svolto il massimo del contrasto”.
Una conoscenza quella del territorio pontino dal punto di vista criminale, dovuta al lavoro svolto presso la Direzione Centrale Anticrimine (DAC) e il Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato a Roma che coordinano le indagini di alta specializzazione contro la mafia, la criminalità organizzata e i reati gravi a livello nazionale, gestendo anche le Squadre Mobili e le divisioni anticrimine locali. “Questa provincia ha un territorio ricchissimo, possibilità di avere flussi di turismo importanti che riguardano una bella fetta dell’anno. Negli anni ha subito anche l’afflusso di soggetti “particolari ” che hanno potuto avere un ruolo nell’ambito della gestione della comunità. Il contrasto è stato molto importante, quindi la seconda fortuna di Latina è aver avuto una risposta corale da parte delle forze di polizia”.
In attesa di conoscere anche geograficamente meglio la provincia di Latina, attraverso le visite istituzionali nelle sedi dei commissariati, Martino pome l’accento sull’importanza della fase delle indagini per dare risposte durature, basate su impianti affidabili, e risponde sul caporalato, piaga dell’Agro Pontino: “Certamente una delle risposte più efficaci che nell’ambito di un’azione integrata dobbiamo dare è quella di andare a colpire i patrimoni illegali, ma non dovrà essere un’azione scoordinata rispetto all’azione delle Procure della Repubblica. Il pallino rimangono sempre le indagini – spiega – , le azioni di confisca e sequestro fatte con le misure di prevenzione possono essere effettuate se dietro sono supportate da sane e solide indagini che comunque hanno provato anche in parte l’esistenza di patrimoni, di arricchimenti illeciti, eccetera. Quindi è bene che questi vari tasselli del settore del contrasto siano affiancati l’uno con l’altro e che si possa giungere a una risposta più importante ma più efficace per tutti quanti e per il bene di Latina soprattutto.
Anche lo sfruttamento della manodopera sarà uno degli aspetti che dovrà essere oggetto di attenzione. Il territorio è molto importante dal punto di vista del commercio, dell’agricoltura e la piaga del caporalato, non presente solo sulla Latina, ma in diversi punti d’Italia dovrà essere affrontata in maniera adeguata, non soltanto per la gravità del fenomeno, non soltanto perché spesso sono veramente persone straniere in difficoltà che vengono sfruttate, ma perché arricchiscono soggetti che non meritano tutto questo”.
Sul disagio giovanile, il numero uno di Corso della Repubblica sottolinea l’importanza della prevenzione, con azioni anche nelle scuole. “La Polizia di Stato non ha da sola tutte le risposte, le forze di Polizia collaborano nell’ambito delle risposte che devono essere offerte per il disagio giovanile, ricordando però che la Polizia interviene quando questo disagio assume delle caratteristiche tali che poi impongono un tipo di risposta che può essere una conseguenza penale o comunque un’azione amministrativa. Noi siamo poi a nostra volta genitori e quindi capiamo che i comportamenti dei ragazzi non si devono contrastare con un’azione muscolare, ma l’azione deve essere più lunga e per questo che una delle risposte più efficaci che in passato ho avuto modo di apprezzare è la collaborazione per esempio con gli enti del terzo settore della provincia che potrà esserci, con la scuola e quindi con le azioni di coinvolgimento dei giovani, perché poi spesso coloro che hanno un disagio e che si comportano in maniera violenta hanno bisogno di un palcoscenico, di altri soggetti che li seguono, se questo palcoscenico gli viene un po’ tolto, sicuramente l’azione sarà più efficace. Insieme a quelle che purtroppo dovranno essere effettuate: denunce penali, ammonimenti e tutte le attività che ne conseguiranno”.
APPUNTAMENTI
A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”
- The Great Gatsby
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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).
“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra sogno, illusione e realtà.
Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.
“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.
Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.
Info e prenotazioni 3925407500
https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra
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