AMBIENTE
Legambiente difende il Parco Del Circeo dagli attacchi di Vigorelli

L’isola di Zannone
LATINA – “Bisogna ampliare anziché ridurre l’area protetta, coniugando accoglienza sostenibile e tutela dei valori naturalistici ed ambientali”. Legambiente scende in campo a difesa del Parco nazionale del Circeo, che il sindaco di Ponza Pierlombardo Vigorelli,vorrebbe commissariato, ora anche con la benedizione del senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, che ha scritto ai ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole per chiedere la testa dei vertici dell’Ente.
Al centro c’è sempre la vicenda dell’isolotto di Zannone: a luglio il primo cittadino di Ponza aveva sporto denuncia nei confronti di Parco e Forestale per le condizioni in cui versava l’isola. Più di recente li ha accusati di non aver portato da magiare ai mufloni, che sarebbero morti di stenti (e non di vecchiaia per esempio). “Una polemica inutile e strumentale già allora, dal sapore quasi di un’autodenuncia, dal momento che riferita a rifiuti abbandonati sull’isola e mai rimossi dimenticando, o volutamente ignorando, che gli Enti Parco non hanno alcuna competenza in materia di smaltimento dei rifiuti, che di contro risulta essere invece di pertinenza delle amministrazioni comunali”, rimarcano dal circolo Larus.
Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, afferma che “non solo sono fuori da ogni logica le richieste di commissariamento e di sottrazione dell’Isola di Zannone al Parco del Circeo in quanto destituite di ogni fondata motivazione, ma in più occorre dare segnali al contrario di lungimirante e rispettosa gestione delle vocazioni territoriali che, nel caso specifico, non possono che essere riferite ad un aumento degli strumenti di tutela e di valorizzazione delle emergenze naturalistiche ed ambientali custodite in questa importante area protetta. Per questo motivo – prosegue il rappresentante dell’associazione – rilanciamo, e proponiamo che non solo il Parco Nazionale del Circeo non si privi di questa importantissima isola, ma in più che si ampli il territorio del parco ad un’altra perla fra le isole del Tirreno, Palmarola con la possibilità di creare anche una vera e propria Area Marina Protetta in grado di giungere a tutelare anche gli importanti posidonieti che si estendono lungo i fondali della parte costiera dell’attuale Parco. Il tutto poi coniugato anche alla possibilità di ulteriori allargamenti ad altri territori vicinali, come già Legambiente propone da anni, come ad esempio a comprensori quali l’area litorale di Torre Astura e del Bosco di Foglino, un lembo di foresta planiziaria dunque altamente assimilabile alla foresta demaniale del Circeo”.
Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, sottolinea come “il Parco Nazionale del Circeo, che rappresenta l’unico effettivo Parco Nazionale presente nella regione Lazio se si eccettuano sconfinamenti territoriali marginali di altre aree protette, rappresenta un punto nodale della rete ecologica regionale; occorrono pertanto decisi segnali di inversione di tendenza nei confronti dei diversi attacchi perpetrati ai suoi danni negli ultimi anni, e soprattutto amministratori e rappresentanti delle istituzioni, che hanno ben precise responsabilità, dovrebbero per primi esprimere orgoglio per quei territori che hanno il privilegio di essere inclusi in aree protette di tale pregio, privilegio che molti altri territori invidiano; si mettano da parte polemiche, attacchi pretestuosi, si lavori invece in sinergia per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo di un territorio che merita sicuramente molta più attenzione e accortezza nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro e quello delle comunità locali che lo abitano”.
I Circoli della Legambiente locale di Sabaudia (Larus) e di Latina-Sezze (Arcobaleno Pontino) si dicono preoccupati da un possibile conflitto istituzionale, in un momento particolarmente delicato che vede l’Ente Parco in una fase di rilancio della propria attività. Secondo Stefano Raimondi, presidente del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia “alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo il Comune già titolato ad intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia di smaltimento dei rifiuti. L’amministrazione comunale faccia valere piuttosto queste sue prerogative dando, in questo modo, un segnale di disponibilità e di operosità che sicuramente aiuterebbe a rasserenare un clima di proficua collaborazione, e soprattutto abbandoni idee assurde che sono state paventate come la realizzazione di resort di lusso su di un’isola di così piccole dimensioni, completamente avulsi dal contesto territoriale, in favore invece di progetti che non svendano l’economia locale ma che puntino piuttosto sul coinvolgimento dell’imprenditoria locale e del mondo produttivo isolano, tramite azioni in favore di cooperative e giovani del posto, puntando su un’accoglienza sostenibile e ben integrata con lo straordinario valore naturalistico ed ambientale dei luoghi”.
AMBIENTE
L’invasione delle tartarughe aliene in Parco San Marco, la Commissione: “Attivare la Regione”
LATINA – Si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina per affrontare la problematica legata alla presenza, nel laghetto di Parco San Marco, di numerosi esemplari di tartarughe aliene invasive, che letteralmente “divorano” i piccoli di germano reale presenti nello specchio d’acqua, con ogni probabilità frutto di abbandoni da parte di privati cittadini inconsapevoli delle conseguenze della loro azione. Alla seduta hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Michele Nasso, le funzionarie del Servizio Ambiente del Comune di Latina, Consilia Alfarano e Barbara Trombetta, e ha esposto le criticità Oriana Ciaccio, cittadina firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco.
Dalle informazioni raccolte – spiega in una nota la consigliere Simona Mulè, presidente della Commissione Attività Produttive – emerge la presenza di circa trenta esemplari appartenenti prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta (testuggine dalle guance gialle), oltre ad alcuni esemplari di Trachemys scripta elegans (guance rosse) e della famiglia Kinosternidae. Si tratta di specie alloctone invasive che, secondo il Piano Nazionale ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, rappresentano una minaccia per la biodiversità e per gli ecosistemi acquatici, essendo in grado di predare numerose specie animali e di competere con la fauna autoctona. Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua, nidificare e deporre le uova negli spazi verdi circostanti può favorire l’espansione della popolazione presente nel laghetto.
“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, dichiarano i Presidenti delle due commissioni Simona Mulè e Alessandro Porzi. “Abbiamo apprezzato la pronta risposta dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Servizio Ambiente e l’Assessore Nasso, ha illustrato le iniziative prossime e dato lettura della nota predisposta per la Regione Lazio, finalizzata a richiamare l’attenzione sull’area di Parco San Marco e a richiedere supporto tecnico-operativo per le attività di monitoraggio e per gli eventuali interventi previsti dalla normativa vigente.”
Nel corso della seduta è stato infatti evidenziato come il Piano ISPRA attribuisca alle Regioni un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento delle specie esotiche invasive, prevedendo specifiche azioni di controllo per il territorio laziale. Per questo motivo su mandato della Commissione sarà coinvolta formalmente la Regione Lazio affinché Parco San Marco possa essere inserito nei percorsi di monitoraggio e valutazione previsti dalla normativa di settore.
“L’Amministrazione Celentano ha dimostrato ancora una volta attenzione alle istanze provenienti dal territorio”, proseguono i Presidenti. “L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città.”
AMBIENTE
Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”
LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta – commenta – dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.
Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo, riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.
In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.
AMBIENTE
Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza
LATINA – Sono 137 le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.
Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici. Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.
“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”
Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.
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