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Comporre a cento anni di distanza, il concerto: da Respighi ai giovani autori
LATINA – Con la celebrazione dell’Ottantesimo anniversario della scomparsa di Ottorino Respighi si chiude venerdì 11 novembre al teatro Moderno di Latina la Rassegna un’Orchestra a Teatro organizzata dal Conservatorio di Musica di Latina e dal Campus internazionale di Musica. Affiancano le composizioni di Respighi quattro brani, tra cui una prima assoluta, scritti da giovani musicisti nati esattamente 100 anni dopo la scomparsa dell’autore celebrato. L’appuntamento è al Teatro Moderno di Latina venerdì 11 novembre con il concerto conclusivo, alle 21 con l’Orchestra sinfonica del Conservatorio “O. Respighi” di Latina diretta da Benedetto Montebello con il tenore, Romolo Tisano, il clarinetto solista, Francesco Belli e l’oboe solista, Paolo Di Cioccio.
“Si tratta – spiegano gli organizzatori – di un programma particolare e appositamente ideato, in collaborazione con la storica associazione romana “Nuova consonanza”, dedicato appunto all’ottantesimo anniversario della scomparsa di Ottorino Respighi (1879-1936)”.
Di Respighi verranno eseguite le Suite n° 1 e 3 delle Antiche danze e arie per liuto, insieme alle quattro nuove composizioni: Nachtmusik di Federico Gardella, in prima esecuzione assoluta; Verso la luce di Gianluca Cascioli, Zaira tra le misure del suo spazio di Virginia Guastella e Inside di Riccardo Panfili.
Benedetto Montebello dirigerà l’Orchestra Sinfonica del conservatorio Ottorino Respighi di Latina. Ad affiancarlo, la voce del tenore Romolo Tisano, Paolo Di Cioccio oboe solista in lontananza e Francesco Belli al clarinetto.
Ecco come i quattro compositori spiegano le loro composizioni.
In Verso la luce, brano eseguito in prima assoluta, Gianluca Cascioli sperimenta il paradosso del “dinamismo statico”, così spiegato dallo stesso compositore: «I legni iniziano con figure mosse e ripetitive e procedono gradualmente rallentando nell’arco dell’intero brano. Gli archi, al contrario, iniziano con accordi molto lenti e gradualmente accelerano. Dal punto di vista percettivo, si avverte quindi una sensazione di sviluppo che però si rivela solo illusoria, poiché si ritorna alla fine a una situazione piuttosto simile all’inizio. Gli ottoni completano l’armonia utilizzando intonazioni non temperate. Infatti il brano è interamente scritto in intonazione naturale e fa uso del sistema armonico “Concinnitas” inventato da Alberto Colla, al quale il brano è dedicato».
Il confronto con il passato è al centro di Zaira, lavoro di Virginia Guastella nato nel 2015 su commissione dei Pomeriggi Musicali di Milano: «Zaira è una de Le città invisibili di Italo Calvino – spiega l’autrice -. Nel mio brano “gli avvenimenti del passato”, come scrive Italo Calvino, diventano ricordi di un melodismo passato che, in frammenti, si dipana nello spazio orchestrale, a tratti cameristico e parossistico. La mia città invisibile, ma sonora, contiene il passato e lo filtra come fa la memoria con i ricordi: ne muta i contorni, i tratti e li trasferisce in una dimensione altra».
«In Nachtmusik – racconta Federico Gardella -, scritto in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, diventa centrale la dimensione del teatro, la messa in scena di una dialettica tra gli eventi sonori, in cui la memoria di chi ascolta ricostruisca un percorso, una drammaturgia ogni volta differente. La memoria rilegge un evento comprimendolo nel tempo e inevitabilmente modificandolo; questo accade nella musica di Mozart e questo accade anche in Nachtmusik in cui la riproposizione dei gesti musicali avviene sempre attraverso una lettura in anamorfosi, che trasforma la nostra percezione sonora. Il testo utilizzato è tratto da Il barone rampante di Italo Calvino. Nachtmusik rappresenta il mondo della notte, con i suoi suoni da immaginare, che circonda il protagonista del testo di Calvino, ma è anche una riflessione sulle figure musicali che Mozart eredita dalla tradizione e che reinventa, consegnandole alla storia».
Infine, Inside: «Dentro, all’interno – precisa Riccardo Panfili -. Scomposto in “in-side” – con un po’ di fantasia e quel tanto di etimologia maccheronica che non guasta mai – possiamo pensarlo come “nel lato”, o meglio “sul lato”. Forzando ancora: “nel margine”. Mi ha sempre affascinato la dialettica tra margine e adattamento, tra centro e periferia. Da una parte le monolitiche narrazioni della Storia – muri senza crepe, levigati come idoli posticci; dall’altra i disadorni deserti abitati dai proscritti, quelli che la Storia ha estromesso. In bilico sul crinale scosceso del Margine, dove anche la mobilitazione totale del lavoro risuona come una ridicola litania».
IL PROGRAMMA – Ottorino Respighi, Antiche danze e arie per liuto- Suite n° 3
Riccardo Panfili, Inside, per clarinetto, orchestra d’archi e percussioni (2014)
Federico Gardella, Nachtmusik, per tenore, oboe in lontananza e orchestra (2006)
Virginia Guastella, Zaira tra le misure del suo spazio, per orchestra (2015)
Gianluca Cascioli, Verso la luce, per orchestra (2016, prima assoluta)
Ottorino Respighi, Antiche danze e arie per liuto- Suite n° 1
Informazioni: Fondazione Campus Internazionale di Musica, Via Varsavia, 31 – 04100 Latina, tel. 0773 605551
www.campusmusica.it; info@campusmusica.it
Costo biglietti: intero platea € 10,00; ridotto galleria € 8,00
Ingresso gratuito per i docenti, il personale e gli studenti del Conservatorio.
Biglietteria:
presso il Teatro Moderno di Latina, martedì e venerdì dalle ore 10 alle ore 13; giovedì dalle ore 16 alle 18; dalle ore 17.00 nei giorni di concerto.
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“L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791–1944)”, presentazione a Latina
LATINA – Si terrà al Circolo Cittadino di Latina (in Piazza del Popolo, 2), il 23 aprile alle ore 17.30, la presentazione del volume di Agostino Attanasio, L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791–1944), pubblicato da Rubbettino nel 2026 (qui l’intervista all’autore di Licia Pastore).
Il libro racconta la storia, quasi sconosciuta, della bonificazione delle vere e proprie Paludi Pontine: il territorio che da Tor Tre Ponti a Terracina si estendeva su entrambi i lati della via Appia, dalle pendici della cinta collinare dei Lepini-Aurunci fino alla sponda sinistra del fiume Sisto. Ne segue le vicende dalle concessioni enfiteutiche degli ultimi anni del Settecento alla costituzione, nel 1861, del Consorzio della bonificazione pontina.
La presentazione, che vedrà gli interventi della sindaca di Latina Matilde Celentano, del presidente Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo e di e Massimo Amodio, presidente Fondazione Caetani, sarà coordinata da Michele Marangon. Dialogheranno con l’autore l’archittetto Tommaso Agnoni, Alberto Budoni della Sapienza Università di Roma e Marta Pennacchi direttrice dell’Archivio di Stato di Latina.
Agostino Attanasio, nato a Terracina e formatosi a Latina, ha svolto la propria attività professionale negli Archivi di Stato a partire dal 1979. Ha diretto gli Archivi di Stato di Rieti, Latina, L’Aquila e Livorno e, dal 2009 al 2014, l’Archivio centrale dello Stato. Ha pubblicato, tra l’altro, La macchina vecchia di Pantano, volume dedicato alla bonifica della Piana di Fondi, il catalogo della mostra per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia (La macchina dello Stato, Electa, 2011) e gli atti del convegno per il LX anniversario dell’Archivio centrale dello Stato (1943-1953. La ricostruzione
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“Un tè con la Regina – Musica alla corte dei Tudor”: il concerto del Gruppo Vocale Àrsi & Tèsi al Conservatorio di Latina
LATINA – “Un tè con la Regina – Musica alla corte dei Tudor” è il titolo di un concerto che il Gruppo Vocale Àrsi & Tèsi di Latina terrà martedì 21 aprile 2026 (alle 18) al Conservatorio “Ottorino Respighi” (Sala C Via Ezio 26, Latina). Si tratta di un viaggio sonoro nell’epoca elisabettiana coordinato dal M° Giorgio Spolverini, con le voci del Gruppo Vocale Àrsi & Tèsi e la partecipazione del M° Silvia De Maria (viola da gamba) e del M° Elisabetta Ferri (clavicembalo).
IL PROGRAMMA – Il pubblico potrà ascoltare celebri pagine di John Dowland, nel quattrocentesimo anniversario della sua morte, tra cui Flow my tears, Come again e Time stands still, accanto a madrigali e canzoni di John Bennet, Thomas Morley, Orlando Gibbons e John Bartlet. Non mancheranno brani strumentali tratti da raccolte storiche come The Division Violin di John Playford e il Fitzwilliam Virginal Book, rappresentato da una Pavana di Peter Philips.
Il repertorio, vario e suggestivo, restituisce la ricchezza di un’epoca: come ricordano le note di sala, la musica elisabettiana esprimeva un’ampia gamma di emozioni, era capace capace di spaziare dalla malinconia più intensa alla gioia più vivace.
“L’età di Elisabetta I fu un periodo di straordinaria vitalità artistica – spiegano gli organizzatori – in cui la musica divenne parte integrante della vita quotidiana, sia a corte che nelle case della gente comune. Il programma del concerto offre un percorso essenziale ma ricco attraverso i generi più rappresentativi del tempo: madrigali, brani per viola da gamba e virginale, canzoni popolari, danze e pagine legate al teatro shakespeariano”.
GLI INTERPRETI – Il Gruppo Vocale Àrsi & Tèsi è composto da:
Susanna Coppotelli, Monica Di Maria – soprani
Silvia Pasquali Coluzzi – contralto
Davide Calvo – tenore
Tony Corradini – basso
Il concerto vede inoltre la partecipazione di:
M° Silvia De Maria – viola da gamba
M° Elisabetta Ferri – clavicembalo
Coordinamento e introduzione a cura del M° Giorgio Spolverini.
L’ensemble si dedica alla musica polifonica sacra e profana del Cinquecento e primo Seicento europeo, con particolare attenzione alle raccolte madrigalistiche italiane meno frequentate. Si esibisce a parti reali, talvolta con strumenti, seguendo una prassi esecutiva storicamente informata.
Il gruppo ha realizzato incisioni per etichette come TACTUS e Toccata Classics, ha eseguito concerti per il Conservatorio di Latina in occasione delle rassegne GiovedìINmusica e Early Music Festival; ha partecipato a festival nazionali e internazionali, tra cui le Settimane Barocche di Brescia, il Monteverdi Festival di Cremona e il Festival Internazionale di Musica Antica “Marco Schacchi” di Vilnius.
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Raduno regionale dei Bersaglieri, la festa a Cisterna. Mantini: “Ci ricordate di praticare i valori autentici”
CISTERNA DI LATINA – Grande partecipazione al Raduno regionale dei Bersaglieri del Lazio edizione 2026 che si è svolto a Cisterna. La città pontina ha accolto 250 bersaglieri, oltre a tantissimi e alle tre fanfare. L’evento, organizzato dall’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) in collaborazione con il Comune di Cisterna di Latina, ha richiamato numerosi visitatori da tutta la regione e anche da fuori, confermando il forte legame tra il territorio e uno dei reparti più antichi e amati dell’Esercito italiano, da sempre impegnato anche in missioni umanitarie e di pace nel mondo.
“In un tempo segnato da profonde trasformazioni e, purtroppo, anche da conflitti e divisioni, il vostro esempio ci richiama a un impegno ancora più grande: quello di costruire e difendere una convivenza pacifica tra popoli e culture diverse. La pace non è mai un risultato scontato, ma un percorso quotidiano fatto di dialogo, comprensione e responsabilità condivisa. Cari Bersaglieri, la vostra presenza oggi a Cisterna è un messaggio forte: ci ricorda che i valori autentici non appartengono solo alla memoria, ma devono continuare a vivere nelle nostre azioni quotidiane” ha concluso il sindaco Mantini.
La manifestazione si era aperta sabato pomeriggio alle ore 18 con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo. A seguire, nell’aula consiliare del Comune, si è tenuto il suggestivo concerto della Fanfara “Michele Lugaresi” di Guidonia Montecelio, che ha dato il via ufficiale alla due giorni.
Domenica mattina, alle ore 9.15, in piazza Amedeo di Savoia si è svolta la cerimonia dell’alzabandiera con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti e la preghiera officiata dal parroco don Fabrizio Cavone. Il corteo si è poi trasferito in piazza del Bersagliere per lo schieramento e gli onori, quindi il sindaco Mantini e il presidente regionale dei bersaglieri Luigi Stazi hanno deposto una corona al Monumento del Bersagliere.
Accompagnata dalle note delle fanfare di Monteleone Sabino e “Gennaretti-Lalli” della sezione intercomunale Ladispoli/Cerveteri, la lunga sfilata ha attraversato le vie del centro cittadino fino a Corso della Repubblica, dove le diverse rappresentanze hanno fatto il loro ingresso con il tradizionale passo di corsa sulle note della celebre “Flik Flok”. Al termine della cerimonia, il sindaco ha espresso il proprio ringraziamento ai Bersaglieri per aver scelto Cisterna come sede del raduno, definendolo un onore e un privilegio per l’intera comunità, e ha consegnato attestati di riconoscenza alle fanfare partecipanti. Ha concluso la cerimonia il rito dell’ammainabandiera in Piazza Amedeo di Savoia.
Numerose le autorità presenti: le presidenze regionali del Lazio, Abruzzo e Campania con i rispettivi medaglieri, il labaro provinciale di Pescara, quello della sezione di Mignano Montelungo (CE), i medaglieri provinciali di Latina, Frosinone, Roma e Viterbo e numerose sezioni territoriali e comunali. In rappresentanza del Presidente Nazionale ha partecipato il consigliere nazionale bersagliere Domenico Martellotta, insieme al presidente regionale Luigi Stazi e al presidente provinciale di Latina Fulvio Gradevoli, e quello comunale Sergio Manauzzi. Presenti anche rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, tra cui il sindaco di Cori Mauro De Lillis, l’assessore di Latina Antonio Cosentino e la presidente del consiglio comunale di Sabaudia Diana Sciamanna.
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