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Aids, 27 nuove diagnosi a Latina e provincia, al Goretti 500 pazienti seguiti
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LATINA – “A Latina le nuove infezioni diagnosticate da Hiv sono in costante crescita dal 2005 ad oggi. Quest’anno sono state 27 (fino a novembre) e riguardano per la gran parte soggetti giovani, ma ora anche sessantenni. Tutti si sono contagiati solo per via sessuale. Sono per l’80% maschi (omo o bisex) e troppi ancora, il 61%, arrivano da noi quando sono contagiati da anni”, spiega il professor Claudio Mastroianni, infettivologo della Sapienza che dirige la Uoc del Goretti. In occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids ha illustrato nella sala conferenze del Comune (alle 10) i dati provinciali nel dettaglio.
DIAGNOSI TARDIVE – «L’infezione da Hiv colpisce ancora oggi molti giovani, uno dei nuovi casi ha meno di vent’anni– ha detto Mastroianni invitando i ragazzi a riflettere su quali sono i comportamenti a rischio. Nella maggioranza dei casi l’infezione viene contratta per via sessuale senza nessuna percezione del rischio. Due pazienti su tre sono giovani sotto i 30 anni e hanno contratto l’infezione molti anni prima. Spesso la diagnosi è tardiva. Oggi eseguire il test e iniziare le cure necessarie rappresenta una valida forma di prevenzione sia della malattia conclamata che della diffusione dell’infezione alla popolazione generale”.
ASCOLTA IL PROFESSOR MASTROIANNI
Tra i dati da rilevare anche che la maggior parte delle nuove diagnosi riguarda maschi, di quelli che oggi la medicina chiama MSM (maschi che fanno sesso con altri maschi). In evidenza la presenza di una quota di stranieri meno donne che uomini che nel 50% dei casi ha già contratto il virus nei paesi di origine, ma nella restante metà dei casi lo ha contratto in Italia.
LA CONFERENZA IN COMUNE – Accanto al professor Mastroianni , per raccontare l’“HIV in Italia nel 2016: epidemia silenziosa”, la dottoressa Coluzzi dell’ Istituto Superiore di Sanità e la professoressa Miriam Lichtner della Sapienza che ha parlato di “La rivoluzione della prevenzione”. Presente il sindaco Damiano Coletta che si è rivolto ai tanti ragazzi delle scuole presenti in sala per ricordare loro il valore di essere consapevoli e di conoscere le cose per poterle affrontare nel modo giusto. Lo stesso appello è arrivato dal delegato della Sapienza per il Polo Pontino, il professor Carlo della Rocca che ha sottolineato come il percorso fatto nella lotta all’aids sia stato sorprendente, ma non sia ancora terminato e che il contagio può rendere la vita anche molto difficile.
LA SIFILIDE E LE ALTRE – Questa giornata è l’occasione per riflettere anche sul preoccupante incremento delle altre malattie a diffusione sessuale, soprattutto la sifilide: “In questa sfera, c’è un importante sommerso e registriamo tra gli infettati anche manifestazioni di tipo neurologico che possono compromettere la qualità della vita. Questi soggetti hanno anche più possibilità di contrarre l’hiv”. Si tratta di persone di età e identità varia, e il controllo sui dati per le malattie sessualmente trasmesse diverse dall’Hiv è anche più difficile perché diversi sono gli specialisti a cui il paziente si rivolge. Per alcune di queste malattie non esiste nemmeno l’obbligo hanno nemmeno devono nemmeno essere denunciate.
IL DECOLLO DEI CHEM SEX – Il pericolo oggi è rappresentato anche dai chem-sex, considerati farmaci ricreazionali usati nei drug party soprattutto tra Msm. “E poi c’è un grosso sommerso che riguarda l’epatite, riferito alla generazione dei cosiddetti babyboomers, che hanno fatto uso di droghe iniettabili passandosi tra loro la siringa. Dovrebbero controllarsi tutti”.
I TEST E LE ALTRE INIZIATIVE A LATINA -In Piazza del Popolo a mezzogiorno anche la staffetta 90 metri X 3 con la UISP e la FIDAL di Latina per richiamare l’attenzione sull’obiettivo mondiale della lotta all’Aids 90-90-90: “Le Organizzazioni internazionali UNAIDS e OMS oggi ribadiscono che la prevenzione dell’infezione da Hiv per essere efficace deve comprendere modelli compositi che includano interventi su aree differenti. Uno degli interventi più importanti è stato identificato come “Strategia 90-90-90” e ha l’obiettivo di diagnosticare il 90% delle persone affette da Hiv, prendere in cura il 90% dei soggetti Hiv positivi e ottenere l’azzeramento del virus nel 90% degli Hiv+ rendendoli non contagiosi”.
In Piazza del Popolo fino alle 14 sosterà un’emoteca Avis per test e consulenza. Test Hiv e Hcv gratuiti non stop presso il Centro di Malattie Infettive dell’ospedale Goretti che resterà aperto fino alle 16 fino al 2 dicembre. Dalle 9 alle 16 del 1° dicembre sarà possibile effettuare gratuitamente e in anonimato il test Hiv e avere consulenza in merito all’infezione da Hiv e alle malattie sessualmente trasmesse. Sarà offerto anche il test salivare per Epatite C.
LA CROCE ROSSA IN CAMPO A SCUOLA E NELLA ZONA PUB – In occasione della Giornata mondiale della lotta contro l’Aids, i Giovani del Comitato Locale CRI di Latina hanno organizzato il progetto «Quanto ne sai?», un’importante attività di educazione sessuale e delle malattie sessualmente trasmissibili. Grazie alla collaborazione di alcune scuole (gli istituti superiori Manzoni, Grassi, Majorana, San Benedetto), pub ed altri esercizi commerciali, che hanno ospitato una «lovebox» presso la quale i giovani – e non solo loro – hanno potuto rispondere ad alcune domande circa le caratteristiche del virus HIV e della sua trasmissibilità. Al questionario hanno risposto 600 persone, le cui argomentazioni sono state analizzate per argomento. “L’attività continuerà – spiegano dalla Croce Rossa – anche il 3 dicembre, fase conclusiva di questo progetto, presso la zona pub di Latina, avrà come obiettivo quello di sensibilizzare i partecipanti a un problema reale non sempre percepito, sfatare alcuni miti, e chiarire che il rischio di contrarre l’HIV è legato a comportamenti scorretti”.
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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