CRONACA
Latina calcio, è fallimento pilotato. Il Presidente Mancini: “Soluzione migliore per salvaguardare il Club”
LATINA – Il futuro del Latina sembra scritto: un fallimento pilotato come era accaduto tre anni fa a Bari grazie alle norme federali interne. L’Unione Sportiva Latina Calcio in sede di sezione fallimentare del Tribunale di Fabio Filzi ha aderito all’istanza di fallimento richiesta dai pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro e ha chiesto l’esercizio provvisorio, la Procura non si è opposta, ma la riserva dovrà essere sciolta dal giudice Linda Vaccarella che ha l’ultima parola.
L’udienza è iniziata alle 9 ed è terminata poco prima delle 11, in aula erano presenti anche gli avvocati che assistono l’ex presidente Antonio Aprile. La strada del futuro del Latina è segnata da una serie di scadenze: entro il 27 febbraio dovrà essere presentato un piano per dimostrare la solidità della compagine sportiva e che dovrà essere valutato dal magistrato, poi dopo la dichiarazione di fallimento il titolo sarà acquistato all’asta. Questa mattina inoltre la nuova proprietà ha presentato una relazione sugli ultimi movimenti del mercato di gennaio che ha permesso al club di incassare oltre un milione e mezzo di euro ottenendo un netto risparmio.
In una conferenza tenutasi nella sala stampa dello stadio Francioni, il presidente Benedetto Mancini ha anche spiegato che gli stipendi ai giocatori saranno pagati, ma non oggi, giorno della scadenza. Dovranno attendere qualche giorno e ha aggiunto che per questo si aspetta due punti di penalizzazione.
Preoccupato della classifica e del match in programma domani in casa contro il Novara, Mister Vivarini che ha lanciato un appello alla città: “Conto ancora una volta sul sostegno del pubblico”. Ma il tifo organizzato non si è visto né in Tribunale, né in conferenza stampa.
CRONACA
Controlli del NAS in provincia: sequestrati alimenti non tracciati e chiuso un minimarket
Controlli sulla sicurezza alimentare in provincia di Latina da parte dei Carabinieri NAS. Nel corso di alcune verifiche ispettive effettuate in due esercizi commerciali del territorio, i militari hanno sequestrato diversi chili di alimenti non tracciati e disposto la chiusura di un minimarket per gravi carenze igienico-sanitarie.
In una pasticceria del litorale pontino i controlli hanno portato al sequestro amministrativo di circa 60 chilogrammi di prodotti dolciari secchi. Parte degli alimenti è risultata priva della necessaria documentazione di tracciabilità, mentre altri prodotti avevano superato il termine minimo di conservazione. Le irregolarità sono state ricondotte alla mancata corretta applicazione delle procedure previste dal sistema HACCP, il protocollo di autocontrollo utilizzato per garantire la sicurezza alimentare nelle fasi di lavorazione, conservazione e vendita. Al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di 2 mila euro e i prodotti sono stati sequestrati per impedirne la commercializzazione.
Un secondo controllo è stato effettuato in un minimarket dell’area nord della provincia, dove i militari hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali nei locali destinati alla vendita e allo stoccaggio degli alimenti. Le attrezzature utilizzate per la conservazione dei prodotti non risultavano conformi ai requisiti previsti dalla normativa e all’interno dei locali erano presenti materiali accatastati e attrezzature estranee all’attività commerciale, che ostacolavano le operazioni di pulizia e sanificazione. Particolarmente critica la situazione nell’area adibita a deposito degli alimenti, dove sono state trovate tracce riconducibili alla presenza di roditori, circostanza che potrebbe comportare rischi di contaminazione. Alla luce delle condizioni riscontrate, i Carabinieri del NAS hanno segnalato la situazione all’autorità sanitaria competente che ha disposto l’immediata chiusura dell’attività. Anche in questo caso sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3 mila euro.
CRONACA
Terracina, scoperto rimessaggio nautico senza autorizzazioni
Rimessaggio nautico senza autorizzazioni scoperto a Terracina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 61 anni residente a Latina, già noto alle forze di polizia.
Il provvedimento è scattato al termine di un controllo mirato effettuato dai militari dell’Arma insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, nell’ambito di un’attività delegata dall’autorità giudiziaria finalizzata all’esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro di un natante rinvenuto nell’area. Durante gli accertamenti è emerso che l’attività di rimessaggio nautico riconducibile all’indagato veniva svolta senza la preventiva Segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. I militari hanno inoltre verificato che il rimessaggio veniva effettuato all’interno di un capannone situato su terreno agricolo senza la necessaria variazione di destinazione d’uso.
Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo d’iniziativa di un capannone di circa 300 metri quadrati, dove si svolgeva l’attività, e dell’intero terreno agricolo di circa 2.500 metri quadrati. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri sulle imbarcazioni rimessate nell’area e su alcuni motori marini rinvenuti all’interno della struttura.
CRONACA
Aprilia, completate con successo le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico
Si sono concluse con successo nel primo pomeriggio di oggi le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico di nazionalità americana, risalente alla II Guerra Mondiale, rinvenuto lo scorso 19 dicembre in via della Cogna, ad Aprilia. Il 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito ha dato il via alle attività nelle primissime ore della mattina, con la costituzione in Prefettura del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) al quale hanno preso parte il Comune di Aprilia, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, l’ASL, l’ARES 118, le associazioni di volontariato di protezione civile di Aprilia, la Croce Rossa Militare e i gestori dei servizi pubblici essenziali.
Il via libera alle operazioni è stata data una volta verificata la puntuale adozione delle misure a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica previste dall’ordinanza con cui sono state definite le diverse fasi dell’intervento. La prima fase, quella più delicata, di despolettamento dell’ordigno è terminata con ampio anticipo rispetto alle tempistiche preventivate, consentendo il successivo trasporto della bomba presso la cava Barbetti di Priverno per il brillamento, in linea con quanto programmato.
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Sergio Rosella
16 Febbraio 2017 at 12:43
Sarebbe opportuno che i Sigg. Giornalisti (con in testa il sig. Fia) si facessero spiegare per benino dal sig. Mancini perché la registrazione dell’atto di acquisto del Latina e’ venuto fuori soltanto dopo la richiesta di fallimento della società. Forse per posporre il pagamento dei tre milioni pattuiti, con il versamento dei quali si poteva evitare il fallimento? Ahi ahi ahi quante manovre non chiare dietro questa operazione di…pulizia. Quello che dispiace e’ che finiscono per pagare il fio anche chi non c’ entra con le supposte manovre di Pasquale Maietta…….!!!