CRONACA
Latina, scontro all’incrocio con Via Zi’ Maria, muore una studentessa di medicina
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LATINA – Una ragazza di 27 anni ha perso la vita domenica in un tremendo scontro tra una Fiat e un’Alfa Romeo avvenuto nella zona di Borgo Grappa, all’incrocio tra Via Zi’ Maria e Via Segheria, alle porte di Latina. Sul posto sono intervenute sei ambulanze del 118 e due eliambulanze. La vittima è Gina Turriziani Colonna, studentessa di medicina residente a Frosinone che i sanitari hanno a lungo cercato di rianimare. Era a bordo di una Alfa Romeo Mito, condotta dal fidanzato, un ragazzo di 31 anni di Ceccano, rimasto gravemente ferito e trasportato in elicottero al San Camillo di Roma. La coppia secondo i primi accertamenti stava andando sul litorale pontino per trascorrere qualche ora al mare. La Mito si è scontrata al centro dell’incrocio con una Fiat 500 su cui viaggiavano quattro ragazzi, residenti ad Aprilia e ad Albano Laziale che sono rimasti feriti ma che fortunatamente non sono in pericolo di vita.
L’incrocio è stato più volte teatro di incidenti tragici e ieri non è stato facile ricostruire la dinamica dell’incidente. La polizia Locale che ha svolto i rilievi ha trovato uno scenario sconvolto con tanti detriti sull’asfalto e le auto finite a diversi metri dal luogo dello scontro. Una mancata precedenza all’origine dell’impatto.
CRONACA
Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno
Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.
I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.
Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.
CRONACA
Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia
SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.
“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.
CRONACA
Aprilia, sequestro di prevenzione da 53 milioni di euro a un imprenditore
Un patrimonio del valore complessivo di circa 53 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro dalla Guardia di Finanza di Latina nell’ambito di una misura di prevenzione nei confronti di un imprenditore di Aprilia, ritenuto dal Tribunale di Roma socialmente pericoloso sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Latina, ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Latina. La misura ha interessato beni e disponibilità finanziarie riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imprenditore.
Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno ricostruito secondo l’accusa un patrimonio ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Al centro degli accertamenti ci sarebbero attività economiche legate al settore dell’autotrasporto e della logistica e presunte violazioni fiscali, previdenziali e relative alla somministrazione illecita di manodopera.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo imprenditoriale avrebbe utilizzato cooperative create appositamente per operare nel settore del facchinaggio e acquisire una consistente quota di mercato con importanti spedizionieri nazionali. Le cooperative, sempre secondo l’impostazione accusatoria, avrebbero beneficiato indebitamente di agevolazioni fiscali e di crediti d’imposta derivanti da contratti di appalto ritenuti fittizi.
Tra gli ulteriori elementi alla base degli accertamenti figurano contestazioni relative al mancato versamento di IVA e ritenute per decine di milioni di euro e all’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta ritenuti inesistenti per oltre 10 milioni di euro, collegati a investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.0 che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati realizzati.
Il sequestro riguarda immobili e uffici di pregio ad Aprilia, autocarri, il patrimonio aziendale e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 53 milioni di euro.
Il Tribunale ha inoltre nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessate dal provvedimento. L’obiettivo della misura è sottrarre temporaneamente il patrimonio alla disponibilità del destinatario, preservandone il valore e, dove possibile, garantendo la continuità delle attività economiche e la tutela dei lavoratori.
La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione rientri nelle attività di contrasto patrimoniale ai fenomeni di illegalità economica e alla presunta accumulazione illecita di ricchezze.
Va ricordato che il provvedimento si colloca nella fase cautelare: le contestazioni e la valutazione di pericolosità poste alla base della misura dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Germano Buonamano Mancaniello
2 Luglio 2017 at 15:09
Su questa strada,
ci è restata ad oggi un ennesima vittima, un altro incidente stradale l’ennesimo in agro pontino, senza dimenticare il Bimbo che percorreva in bicicletta questa strada e investito alla solo età di anni 12 da un utilitaria. Oggi purtroppo un altra vittima credo si debba intervenire presto per fermare queste stragi che non sono più le stragi del Sabato sera.
Germano Buonamano Mancaniello
2 Luglio 2017 at 15:26
È uno stillicidio, è uno stillicidio in questo agro pontino, sud Pontino, un giorno si e l’altro pure l’opinione pubblica deve restare sconvolta per sempre da un incidente stradale che causa feriti gravi e morti in seguito, non è più possibile, Preghiamo!.
Emilio Carabot
2 Luglio 2017 at 15:33
Via segheria via zi maria e’sempre stato
Uno degli
Incroci
Più pericolosi nella
Zona latina-latina borgo grappa
Hanno
Sempre parlato
Di dossi o
Rotatoria ma
Anche oggi
Un morto……che mi ricordo io a memoria ne ricordo
Almeno
Altri 5 nello
Stesso
Tratto.
VERGOGNA!!!!
Claudia Bergamini
2 Luglio 2017 at 15:55
7 anni fa feci anche io un incidente li..macchina distrutta e per fortuna non ci siamo fatti niente. Ora non ci passo più per quella strada
Germano Buonamano Mancaniello
2 Luglio 2017 at 16:14
L’unica cosa che si deve fare e magari scendere per un altra e solo volta nelle Piazza stringendoci la mano gli uni e gli altri, io per solidarietà l’ho fatto per la troppa “sensibilità” si ne vive tantissima in me tanto da dover scendere nuovamente in una Piazza per dire di nuovo basta stragi sulle strade, l’ho fatto per Raffaele Vertolomo e la piccola Penelope che doveva ancora nascere entrambi uccisi sull’Appia da un utilitaria guidata da un Romeno ubriaco e drogato, idem per la piccola Alessia Calvani uccisa da un utilitaria guidata da un uomo che del l’accaduto si è pentito dopo un anno soltanto per convenienza, l’ho fatto e sto decidendo di marciare anche da solo in strada già per altro percorsa da dopo Cisterna di Latina, fino ad arrivare a casa mia vicino sita in località zona stadio Francioni dalle 9 sono arrivato alle 14 a casa, anche lì su quella strada maledetta che ho percorso tante vite spezzate in tenera età, bisogna scendere di nuovo in Piazza per pura solidarietà tutti in marcia deve essere un pellegrinaggio.
Germano Buonamano Mancaniello
2 Luglio 2017 at 16:18
Non so quanto può contare un pellegrinaggio magari deponendo un fiore su ogni luogo dove si è persa una vita per colpa di un incidente stradale, fatto è che serve ragazzi e ragazze serve perché se qui noi non scendiamo in Piazza nessuno ci fa luce.
Laura
2 Luglio 2017 at 17:48
Su questo incrocio qualche anno fa sono rimasti coinvolti anche i carabinieri. Ieri se ne era verificato un altro di incidente. Ora la strada si è riaperta si può tornare a correre a non vedere segnali e sfidare la sorte. Vivere morire od uccidere
Laura
2 Luglio 2017 at 18:07
Ieri c’è stato un altro incidente sullo stesso incrocio. Diversi anni fa anche i carabinieri contro una famiglia con dei bambini. Di morti ce sono stati forse una decina in 40 anni. Ora la strada è riaperta e si può tornare a correre o ad ignorare segnali, sfidando la sorte:vivi, muori o uccidi. Il tempo conta per altre occasioni…perdere qualche secondo per rallentare a volte vale una vita.