CRONACA
Violentava la figlia piccola della compagna, arrestato un uomo di Latina di 52 anni. L’agghiacciante racconto della bimba
LATINA – Un uomo di 52 anni di Latina è stato arrestato dalla squadra mobile con l’accusa più orrenda: aver violentato ripetutamente una bambina quando lei non aveva ancora compiuto 8 anni. L’orco di cui non scriveremo il nome per proteggere la vittima con la quale ha convissuto, è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Latina, arrivata a conclusione dell’inchiesta aperta dal pm Gregorio Capasso.
Drammatica la storia: è stata la mamma della bambina a maggio a trovare la forza di raccontare agli investigatori i racconti di sua figlia, su una sequenza terribile di episodi di violenza sessuale subiti dal suo ex compagno. Lui, approfittando della situazione di convivenza, nei momenti in cui la donna era assente, abusava della piccola di giorno e di notte, fino ad assoggettarla al suo volere.
La descrizione dei fatti dà la nausea: la piccola veniva svegliata nel sonno e costretta a seguire l’uomo sul divano del soggiorno oppure lui si faceva accompagnare a fare la spesa o a comprare la pizza per abusare della vittima in auto. La minaccia era sempre la stessa: “Taci, oppure faccio sparire tuo fratello e tua madre”.
Dopo la denuncia della mamma, la bambina è stata ascoltata con l’aiuto di psicologhe specializzate.
L’uomo si trova ora rinchiuso nel carcere di Latina.
CRONACA
Monte San Biagio presenta Spazio Sviluppo, il nuovo hub per lavoro, inclusione e promozione del territorio
È stato presentato nei giorni scorsi a Monte San Biagio il progetto “Spazio Sviluppo Monte San Biagio – Hub per lavoro, inclusione e valore territoriale”, iniziativa promossa dal Comune nell’ambito del bando regionale “Spazio Sviluppo”, finanziato attraverso il Programma Regionale FSE+ Lazio 2021-2027.
La conferenza di presentazione si è svolta presso il Babylon 2.0 e ha visto la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti della Regione Lazio e dei partner coinvolti nel progetto.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Monte San Biagio e una rete di associazioni ed enti del territorio impegnati nei settori dell’inclusione sociale, dell’orientamento al lavoro, della promozione culturale e dello sviluppo locale.
L’obiettivo è creare un punto di riferimento stabile per cittadini, famiglie, giovani, donne, persone in cerca di occupazione e soggetti in condizioni di fragilità, offrendo servizi integrati di supporto, orientamento e accompagnamento.
«La parola d’ordine di Spazio Sviluppo è inclusione – ha spiegato il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Arcangelo Di Cola –. Vogliamo costruire un luogo capace di accogliere bisogni diversi e trasformarli in opportunità di crescita, autonomia e partecipazione».
Durante l’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale Alessandro Calvi, che ha evidenziato come il bando regionale sia stato pensato per rafforzare la presenza dei servizi per il lavoro sui territori e favorire percorsi personalizzati rivolti soprattutto a giovani, donne, disoccupati e persone fragili.
Presente anche Vittorio Sambucci, che ha sottolineato il valore di strumenti capaci di mettere in rete cittadini, istituzioni, imprese e realtà sociali per sostenere la crescita delle comunità locali.
Tra i servizi che saranno attivati all’interno dell’hub figurano sportelli di orientamento e presa in carico, percorsi di accompagnamento all’autoimpresa e al microcredito, attività di supporto alla ricerca del lavoro e al personal branding digitale, servizi di facilitazione amministrativa e digitale, iniziative di sostegno socio-economico, un infopoint turistico e un Digital Media Lab dedicato alla promozione del territorio.
L’obiettivo finale è quello di trasformare Spazio Sviluppo in un presidio permanente capace di favorire inclusione sociale, occupazione e innovazione, valorizzando le risorse e le potenzialità del territorio di Monte San Biagio.
CRONACA
Comuni montani, il sindaco di Sezze sostiene la battaglia di Prossedi
Il sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, interviene nel dibattito sulla riforma relativa ai comuni montani esprimendo la propria contrarietà alle modifiche previste e manifestando sostegno all’iniziativa portata avanti dal sindaco di Prossedi, Angelo Pincivero. Secondo Lucidi, i comuni montani rappresentano realtà che dovrebbero essere sostenute e valorizzate, non penalizzate. Per questo motivo ha dichiarato la propria vicinanza alle amministrazioni e alle comunità che rischiano di perdere questo riconoscimento. Il primo cittadino di Sezze ha evidenziato come la questione non riguardi esclusivamente un singolo comune, ma l’intero territorio dei Monti Lepini, che a suo avviso necessita di maggiori attenzioni e di politiche mirate per favorirne lo sviluppo. Lucidi ha inoltre sottolineato la necessità di una maggiore unità tra i territori, evidenziando come temi quali sanità, sicurezza, infrastrutture e sviluppo debbano essere affrontati in maniera condivisa, al di là delle appartenenze politiche. Pur non essendo direttamente coinvolto dalla possibile perdita dello status di comune montano, il Comune di Sezze ha quindi espresso il proprio sostegno alle amministrazioni interessate dalla riforma.
CRONACA
Addio a Franco Caschera, storico cameriere dell’Impero
LATINA – Per i clienti del ristorante Impero era un’istituzione. Oggi, alle 16 nella Chiesa di Santa Rita a Latina, in tanti gli diranno addio. E’ scomparso all’età di 70 anni Franco Caschera, storico maitre della prima attività di ristorazione della città, sotto i portici di Piazza della Libertà. E’ qui, che per oltre 40 anni Franco ha servito con la gentilezza e l’ironia che lo contraddistinguevano, avendo imparato a conoscere gusti e umori dei frequentatori.
“Per noi habituè del locale – ricorda Vincenzo Carucci – Franco non era soltanto un cameriere, ma una presenza familiare, professionale e accogliente. Un cameriere d’altri tempi, con la sua giacca rossa o verde lavorava con diligenza tra i tavoli. Lo voglio ringraziare ancora per il suo servizio, la sua bontà d’animo e la sua simpatia e conoscenza personale”.
Caschera dopo aver raggiunto la meritata pensione aveva lasciato il servizio tra i tavoli, ma il suo ricordo non è mai sbiadito come dimostrano i tantissimi messaggi di cordoglio uniti ai ricordi, in queste ore.
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Germano Buonamano Mancaniello
7 Luglio 2017 at 18:07
Sarebbe meglio un super penitenziario di massima sicurezza per l’orco, anche se cmq credo campi molto poco in carcere.
Chiara Pezone
7 Luglio 2017 at 19:26
Ma chi è’ sto miserabile figlio di cagna!!!maledetto bastardo
Rosella Frasca
7 Luglio 2017 at 20:01
I nomi porcamiseria! Mettete i nomi !! Pubblicate di tutto e sulle cose serie fare un passo indietro . Rendete un servizio alla comunità e pubblicate i nomi così le persone potranno capire se il soggetto in questione possa aver fatto qualcosa pure a casa loro !!
Vanessa Di Rezze
7 Luglio 2017 at 20:42
Io rinchiuderei anche la madre
Marisa del Fonso
7 Luglio 2017 at 21:03
sto bastardo…e ste donne poi ma che vavolo
Marco Massaro
7 Luglio 2017 at 21:39
bruciatelo vivo…pezzo di merda…
Elena Cremonese
7 Luglio 2017 at 21:56
Bisognerebbe fare come a fatto quel padre di quella bimba che gli ha tagliato le palle e poi glie la fatte mangiare
Mariacristina Salaorno
7 Luglio 2017 at 23:00
Mi domando come una mamma non riesca ad accorgersi che qualcosa non va…..comunque lui devi morire impiccato per le palle….niente processo
Alessandra Cipolla
8 Luglio 2017 at 2:14
Una morte lenta molto lenta…ecco cosa merita
Monica Zanella
8 Luglio 2017 at 11:31
Pezzo di merda schifoso
Marzia Anna Lora Wiquel
8 Luglio 2017 at 11:34
Infatti non si capisce perché mantengono l’anonimato. Questo deve essere sputtanato davanti a tutti!
Sandra Alfei
8 Luglio 2017 at 11:38
Schifoso e anche la mamma perche in questi anni nn si e accorta di niente come puo nn notare niente gli taglierei le palle sto balordo schifoso che di piu nn si puo pezzo di merda …….
Rosella Frasca
8 Luglio 2017 at 11:43
È uscito fuori signora Marzia oggi è stato pubblicato il nome
Rosella Frasca
8 Luglio 2017 at 11:45
Si chiama Luigi Frosi
Gipi Gipo Sterton
8 Luglio 2017 at 13:02
taccitua
Gipi Gipo Sterton
8 Luglio 2017 at 14:56
anzi lanimadelimortaccitua
Guido Gasbarrone
8 Luglio 2017 at 15:00
mm mai sentito
Maddalena Ceraso
8 Luglio 2017 at 15:43
Buttate le chiavi. Porco.
Elena Luisa Marino
8 Luglio 2017 at 15:44
Buttate via le chiavi!
Marco D'ettorre
8 Luglio 2017 at 16:18
Esiste un decalogo del carcere, lasciatelo ai detenuti, ci penseranno loro in 10 minuti, e tutto si risolverebbe senza tanti problemi
Patrizia Colella
8 Luglio 2017 at 17:46
Io lo condannerei al taglio delle palle…ma forse non c’e’ l’ha!
Alessandra Baldisserri
8 Luglio 2017 at 17:59
Schifoso!
Stefania Labate
8 Luglio 2017 at 18:31
Ma quale carcere lapidadelo .. bastardo schifo
gino lasco
9 Luglio 2017 at 2:03
tante fatti accaduti ci aiutano a pensare a quante assoluzioni dopo molti anni sono state fatte!!!io non difendo nessuno anzi se lo strangolerei con le mie mani se conoscerei il nome!!!bisogna fare il DNA alla bambina x sapere la Verità!!la bambina e piccola e la madre da come leggo non andava d’accordo con il compagno!!!e se si fosse inventata tutto?????
abbiamo già visto un uomo condannato e e spiata condanna di 16 anni x atti simili su minori e poi i figli diventati maggiorenni hanno scarcerato il padre dicendo la MAMMA CI HA DETTO DI DIRE COSÌ!!!!!
Rossella Ignarra
9 Luglio 2017 at 12:46
Ed in questo caso non ci vorrebbe la tortura? Quella vera, però….???!?!!!