CRONACA
Tragedia di Cisterna, l’appello di Save the Children
LATINA – L’eco dei fatti avvenuti a Cisterna dove un appuntato scelto dei carabinieri ha sparato alla moglie e ucciso le figlie (le tre in una foto tratta dal profilo Fb della donna) prima di togliersi la vita, ha raggiunto oggi tutta Italia e anche il resto del mondo, attraverso i media che lo hanno seguito minuto per minuto, nella vana speranza che le piccole di 7 e 13 anni fossero ancora vive.
A commentare i fatti anche Save The Children: “Siamo attoniti di fronte alle piccole vittime di Cisterna di Latina, Martina e Alessia, e al grave ferimento della loro mamma. È responsabilità di noi tutti ricordare che sono migliaia i bambini coinvolti in Italia nelle violenze domestiche, sia in modo diretto che come “testimoni” delle violenze subìte dalle loro madri. Per proteggerli, è necessario rafforzare le reti di prevenzione, formando in modo adeguato tutti i soggetti (insegnanti, operatori sociali e sanitari) che possono entrare in contatto con le famiglie dove si verificano situazioni di violenza, senza trascurare alcun segnale, e garantire alle donne e ai loro bambini la possibilità di accedere in modo immediato e sicuro a misure di protezione che interrompano immediatamente la spirale della violenza, “ ha dichiarato Raffaela Milano Direttrice Programmi Italia Europa di Save the Children. “É quindi fondamentale Questa tragedia ci sia almeno da sprone nel creare una cultura in cui la violenza domestica non venga più tollerata e vi sia un impegno comune affinché la casa sia per ogni bambino un luogo di sicurezza e di pace.”
CRONACA
Operaio di Cisterna morto sul lavoro, Diego Piccoli (Fillea Cgil Roma e Lazio): “Cantiere gravemente carente”
LATINA – “È successo di nuovo. Un lavoratore è morto in un cantiere nel quale, secondo quanto constatato dalla Fillea CGIL di Roma e Lazio, mancherebbero le condizioni essenziali per garantire la sicurezza di chi vi operava”. E’ quanto dichiara il sindacato dopo la tragedia avvenuta nel pomeriggio di ieri a Ostia, in via Antonio Forni nella quale è rimasto ucciso Daniele Bellisari, operaio di 46 anni di Cisterna e un suo collega è rimasto ferito.
Mentre Carabinieri e Spresal stanno accertando dinamica e cause dell’incidente, la Fillea che ieri si è recata immediatamente sul posto – si legge in una nota – ha trovato un cantiere privato, allestito presso un palazzo anch’esso di proprietà privata, con lavori affidati in subappalto. Dal sopralluogo effettuato dai rappresentanti sindacali è emerso un quadro che fa pensare ad alcune carenze importanti: il cantiere sarebbe risultato privo degli accorgimenti necessari a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. La sicurezza continua a mancare e nei cantieri si continua a morire”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL di Roma e Lazio. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e tutta la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi compagni di lavoro”. Spetterà agli organi competenti accertare le responsabilità, ma quanto riscontrato dalla Fillea chiama direttamente in causa l’organizzazione del cantiere e l’impresa alla quale erano stati subappaltati i lavori. Il ricorso al subappalto non può diventare uno strumento per disperdere responsabilità, ridurre i controlli o comprimere i costi della sicurezza.
“Le cause precise saranno stabilite dalle indagini, ma una cosa è già evidente: Da quanto abbiamo potuto constatare – almeno a prima vista – il cantiere era gravemente carente, ma per ora non abbiamo certezze e chiediamo agli inquirenti di verificare tutto”, prosegue Piccoli. Da anni la Fillea chiede che i controlli non si limitino ai dispositivi di protezione individuale indossati dagli operai, ma riguardino anche macchine, gru, cestelli elevatori e ogni mezzo utilizzato. Un’imbracatura non basta se il macchinario che sostiene il lavoratore non è sicuro, verificato e sottoposto a manutenzione.
“La manutenzione costa poco, pochissimo rispetto al valore di una vita. Chiediamo che sia fatta piena luce, che vengano accertate tutte le responsabilità e che siano intensificati controlli e verifiche nei cantieri. Mettere in sicurezza il lavoro significa proteggere le persone, ma anche controllare i mezzi sui quali sono costrette a lavorare. Non possiamo continuare a intervenire dopo le tragedie: il lavoro non può continuare a uccidere”, conclude Piccoli.
CRONACA
Presa la banda di albanesi accusata di 40 furti in otto province tra cui Latina
LATINA – Erano stati in trasferta anche a Latina per mettere a segno alcuni dei 40 furti di cui sono accusati i quattro arrestati oggi dai carabinieri nell’Avellinese. Si tratta di cittadini albanesi di età compresa tra i 24 e i 38 anni. Le indagini, che si sono sviluppate attraverso intercettazioni, immagini dei sistemi di videosorveglianza, traffico telefonico, fotografie e testimonianze, hanno consentito di ricostruire ruoli e modalità dei furti messi a segno tra gennaio e aprile scorsi oltre che a Avellino, a Salerno, Latina, Frosinone, Benevento, Isernia, Campobasso e L’Aquila. Per gli spostamenti la banda utilizzava auto prese a noleggio che venivano frequentemente sostituite e, per i collegamenti tra di loro, schede telefoniche intestate fittiziamente a terze persone. Il Gip del tribunale di Avellino, su richiesta della Procura, ha disposto il loro trasferimento in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione.
CRONACA
E’ Daniele Bellisari l’operaio di Cisterna morto cadendo dal cestello della gru a Ostia
LATINA – E Daniele Bellisari, 46 anni, l’operaio di Cisterna morto ieri precipitando da un’altezza di circa 5 metri in via Antonio Forni a Ostia. Lavorava con una impresa edile incaricata del rifacimento degli esterni di una palazzina. L’uomo era molto conosciuto nella città pontina.
Al momento dell’incidente – secondo quanto ricostruito – si trovava con un collega all’interno del cestello idraulico che li aveva portati tra il secondo e il terzo piano per lavorare ai balconi, quando la struttura ha collassato. Bellisari è precipitato a terra, mentre il collega è riuscito a salvarsi aggrappandosi a una ringhiera.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e lo Spresal (servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro), l’organo pubblico di vigilanza e controllo delle ASL preposto alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Germano Buonamano Mancaniello
28 Febbraio 2018 at 19:29
Non si perde se solo alla prima denuncia la Donna viene tutelata ed invece viene uccisa da chi dovrebbe tutelare lei con onore e fedeltà, non si perde se solo vi dico che un divieto di avvicinamento non basta nemmeno con tre denuncie, non si perde ed invece oggi abbiamo perso tutti quando sentiamo che alcune associazioni umanitarie anziché tutelare una Donna va per violentarla in cambio di cibo e qui mi fermo.
Germano Buonamano Mancaniello
28 Febbraio 2018 at 19:42
Oggi come ieri abbiano visto quanto un Uomo possa infangare un Corpo D’Armata e non rispettare l’onore e la fedeltà che sta in quel Tricolore per cui te giuri di difendere e salvaguardare dal male. Oggi come Ieri non va dimenticato che nel 2006 stessa prassi toccò a Veronica Abbate in quel di Mondragone uccisa a colpi di pistola di ordinanza in un vero e proprio agguato la lista cmq è lunga le Donne uccise da Uomini in Divisa sono tantissime come ad esempio c’è ancora chi si professa innocente per l’uccisione di Licia Gioia Donna Carabiniere ucciso dal Marito Poliziotto, la lista è lunga sono tantissime le Donne uccise da Uomini in Divisa. Sono tantissimi gli esempi laddove si può intervenire e non sei capace nemmeno di intervenire nonostante disegni una legge, quando col senno di poi mi inventi in un processo come posso essere giudicato
“Rito Abbreviato” “Rito Ordinario” quando per chi ha ucciso Melania Rea ci vuole la ghigliottina in piazza, per chi ha ucciso Federica Mangiapelo ci vuole la ghigliottina in piazza, per chi fa sparire il corpo di Roberta Ragusa ci vuole la ghigliottina in piazza, per Luca Delfino che uccide due sue ex compagne ci vuole la ghigliottina in piazza, per chi ha ucciso il piccolo Tommaso Onofri ci vuole la ghigliottina in piazza. La lista è lunga mi fermo qui, no, no, Fortuna Loffredo e Antonio Giglio per chi ha ucciso loro ci vuole la ghigliottina in piazza mi fermo.
Germano Buonamano Mancaniello
28 Febbraio 2018 at 19:45
Veronica Abbate poco più di Diciannove anni uccisa dal suo ex con la pistola di ordinanza lui èra un Finanziare Veronica Abbate fu anche tradita dal suo compagno ma lui non molla insiste con il vedere una Donna che vuole vivere.