AMBIENTE
Il Parco Nazionale del Circeo in mountain bike: sette trail, due grand tour e un archeotour
SABAUDIA – Due anni per trovare tutti gli itinerari per mountain bike più panoramici e pittoreschi presenti nel Parco Nazionale del Circeo. Mini trail o lunghi giri che, sfruttando le sponde dei canali e dei laghi, i sentieri in foresta e alcune carrarecce, consentono di restare lontani dal traffico e guardare il territorio sotto una luce completamente nuova. Ci vogliono un po’ di gambe e una bicicletta da sterrato: “Meglio non tentare con una comune bici da passeggio, altrimenti si buca dopo 300 metri e addio giro”, sorride Giulio Verdecchia inventore del Sunset Jazz Festival, che ha censito i percorsi organizzandoli in un sito aperto a tutti: è www.circeograndtour.com. Le foto parlano da sole.
“Tutto è cominciato per caso. Ho noleggiato una bicicletta e chiesto quali giri potevo fare, la risposta è stata un “boh” e allora mi sono messo al lavoro e dopo due anni ho voluto mettere ordine”. I trail che sono nati da questo impegno non insignificante sono sette. “Sono i trail del Lago di Monaci, del Lago di Caprolace, della foresta planiziaria, del bosco didattico e poi i due del Promontorio del Circeo, che si può percorrere sia dalla parte nord che la parte sud, ognuno dei quali della durata di un paio di ore. Poi ho creato un mega tour che si chiama il Grand Tour del Parco Nazionale che unisce tutti i punti più belli in un unico giro che propongo in due versioni: da punto a punto, sono 40 km, ma poi bisogna avere la possibilità di essere recuperati in auto. Oppure c’è un anello completo, e in questo caso il percorso è di circa 80 km”, racconta Verdecchia che con i suoi seguaci è diventato anche sentinella del Parco e con altri appassionati segnala e raccoglie i rifiuti lasciati dagli incivili in ogni dove.
Un lavoro da appassionato puro, che è stato notato dall’assessore al Turismo e all’Ambiente del Comune di Sabaudia Tiziano Lauri, e dal direttore del Parco Nazionale del Circeo, Paolo Cassola che la scorsa settimana hanno sperimentato dal vivo i percorsi intorno ai laghi costieri minori e ora stanno ragionando su come “adottarli” promuovendoli istituzionalmente. Inutile dire, per chi conosce il Parco Nazionale, che serve estremo rispetto e cura, dal momento che si tratta di percorsi che corrono in zone in cui l’equilibrio ambientale è fondamentale anche per la riproduzione degli uccelli.
Ma non è finita: “Ho altri due progetti. Uno è parte integrante del primo e si chiama Archeotour. Permette di visitare tutti i siti archeologici presenti nel parco nazionale – dice Verdecchia – che sono circa 140. Di questi solo tre sono noti a tutti, la Villa di Domiziano, la Casarina e le Terme di Torre Paola che sono recintati, chiusi e gestisti, ma tutti gli altri sono sparsi tra boschi e campi. Trovi un pezzo di muro, una cisterna romana, un tratto di acquedotto e con questo tour si possono visitare”.
L’altro progetto invece esce dal Parco nazionale e porta alla scoperta dell’Agro Pontino lungo i corsi d’acqua: “E’ l’Agro tour attraverso itinerari tracciati lungo il fiume Amaseno e fino all’Abbazia di Fossanova; lungo l’Ufente per arrivare all’Oasi dei Gricilli e lungo il Sisto attraversando Pontinia e arrivando al Museo di Piana delle Orme”.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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