ATTUALITA'
Festa di Sant’Anna, a Pontinia l’appello del vescovo Crociata a prendersi cura dei giovani
PONTINIA – Ieri sera, alle 21, il vescovo Mariano Crociata ha presieduto la Messa per la festa di Sant’Anna. Nel corso della sua omelia, monsignor Crociata ha ricordato le varie inchieste nazionali sulla denatalità in Italia cui si aggiunge il fatto che «la capacità di far crescere nuove generazioni vitali e forti sembra smarrita». A ciò si aggiunge il fenomeno sempre meno raro di «giovani genitori che sono carenti, se non privi, – più che di risorse economiche – di forza morale, psicologica, e a volte anche fisica, per accudire e allevare un bambino», aggravato anche dall’attuale situazione del distanziamento fisico e anche sociale causato dalla pandemia di coronavirus.
Proseguendo, il Vescovo è arrivato a spiegare quello che secondo lui è il messaggio della festa di S. Anna di quest’anno: «Prendiamoci cura dei nostri bambini e ragazzi con una nuova consapevolezza. Ne abbiamo bisogno noi adulti, perché finora abbiamo dato mostra di sfiducia nel futuro e di ripiegamento su noi stessi. La crisi epidemica può diventare un’opportunità per una svolta, per imprimere una direzione nuova alla nostra vita».
L’OMELIA –
Dobbiamo confessare di essere in difetto, e precisamente in difetto di fiducia. Non ci sentiamo tranquilli perché gli strascichi dell’epidemia non sono del tutto scomparsi e non sappiamo se ci sarà una nuova ondata oppure no. Nel frattempo, stiamo cercando timidamente di riprendere il ritmo ordinario della nostra vita, nella speranza che tutto possa tornare come prima, anzi meglio di prima. È un bel segno che abbiate voluto – comunità ecclesiale e amministrazione civile – tenere anche quest’anno la festa di S. Anna. In questo modo avete dichiarato che volete andare avanti, reagire e lottare per superare le difficoltà. Questo è profondamente sano e intimamente cristiano. La vostra festa patronale torna con l’invito a non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e dalla paura, e con la consapevolezza che ci sono motivi ed energie sufficienti per superare la prova e i pericoli che si affacciano all’orizzonte.
Quando una generazione si trova ad affrontare sfide come quella in corso, riscopre il punto di forza per la sua ripresa nei nuovi nati, nei piccoli, nei ragazzi e giovani. Dedicarsi a loro è il modo adeguato di reagire e superare un passaggio difficile. Diverse esperienze segnalano, però, che proprio in tale punto si annida non solo la leva per tirarci fuori dal pericolo ma anche il rischio che la nostra fragilità l’abbia vinta e ci veda soccombere. Questa crisi conseguente all’epidemia non ha creato il problema, ma ha rivelato e enfatizzato un problema che abbiamo da molto prima. E il problema lo indicherei così: la natalità si abbassa paurosamente e la capacità di far crescere nuove generazioni vitali e forti sembra smarrita. Non ci stupiamo perciò delle difficoltà che incontriamo a far crescere ragazzi e giovani pieni di fede e dalla profonda esperienza cristiana, perché mancanza di fiducia nel futuro e mancanza di fede vanno di pari passo.
Almeno tre grandi inchieste hanno, proprio in questi mesi, evidenziato il livello drammatico del fenomeno della denatalità in Italia e sono sempre meno rari i casi di giovani genitori che sono carenti, se non privi, – più che di risorse economiche – di forza morale, psicologica, e a volte anche fisica, per accudire e allevare un bambino. In questa situazione aggravata negli anni, si è aggiunto, con la crisi recente, un distanziamento fisico che ha sottoposto bambini e ragazzi a una rottura delle relazioni con i coetanei che rischia di compromettere non solo l’apprendimento ma la serenità della persona e l’equilibrio della crescita. Lo sforzo di tutti deve mirare a rendere possibile una ripresa in presenza della vita scolastica e parrocchiale, con la necessaria prudenza ma anche valorizzando tutte le condizioni che possono consentirla.
È questo il messaggio della festa di S. Anna di quest’anno: prendiamoci cura dei nostri bambini e ragazzi con una nuova consapevolezza. Ne abbiamo bisogno noi adulti, perché finora abbiamo dato mostra di sfiducia nel futuro e di ripiegamento su noi stessi. La crisi epidemica può diventare un’opportunità per una svolta, per imprimere una direzione nuova alla nostra vita. S. Anna ci ricorda che veniamo a questo mondo con un dono di valore inestimabile quale è la vita, e che il modo adeguato di apprezzare e accogliere un tale dono è spenderlo per gli altri e con gli altri e restituirlo alle nuove generazioni. Molti di voi lo stanno facendo. So bene quanto siano vive le associazioni parrocchiali e quanto bambini e ragazzi siano vivacemente partecipi delle attività che qui vengono svolte. Ma c’è una cultura che va coltivata e diffusa, un nuovo protagonismo delle giovani coppie e delle nuove famiglie perché si alleino le une con le altre per un progetto di città e di comunità ecclesiale giovane e vitale. C’è bisogno di una alleanza per la vita e di un patto per l’educazione, al quale ciascuno porti il proprio contributo di convinzione personale e di partecipazione fattiva. Senza una simile alleanza e un tale patto anche la fede è a rischio.
Di qui l’augurio che vi rivolgo e la preghiera che insieme vogliamo affidare all’intercessione di S. Anna
ATTUALITA'
Il vescovo Crociata e la preghiera per la pace: «Gesù ci indica la via della pace: il dono di sé e il servizio»
Un momento di preghiera e riflessione sulla pace nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, che sabato scorso si è riunita nella chiesa di Chiesa di San Luca, a Latina, in occasione dell’ordinazione diaconale del seminarista pontino Agostino De Santis. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Mariano Crociata, che ha voluto richiamare con forza il tema della pace, accogliendo anche l’invito alla preghiera promosso da Papa Leone XIV. Nel corso dell’omelia, Crociata ha sottolineato la drammaticità del tempo presente, segnato da conflitti che producono sofferenze diffuse e rischiano di avere ripercussioni sempre più ampie. Un richiamo forte alle parole del Pontefice, che ha condannato le violenze e ribadito come nessun interesse possa giustificare il sacrificio di vite innocenti. Il vescovo ha poi indicato ai fedeli la strada da seguire, richiamando il messaggio evangelico: la pace come frutto del dono di sé e del servizio agli altri. Un percorso opposto a quello segnato da violenza e sopraffazione, che – ha ribadito – non può portare ad alcuna forma di convivenza autentica. La celebrazione si è conclusa con un momento di preghiera dedicato alla pace, condiviso dall’intera comunità.
ATTUALITA'
Latina Storia@fest, apertura con le scuole al D’Annunzio. La sindaca Celentano: “La storia siamo noi”
LATINA – Tanti studenti al Teatro D’Annunzio questa mattina per l’apertura della terza edizione Latina Storia@fest la manifestazione che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare quest’anno ai giovani e all’incontro-confronto con loro. Presenti al dibattito in programma per la prima di tre giornate, il questore Fausto Vinci, la Garante per l’Infanzia del Lazio, Monica Sansoni e il sostituto commissario Tommaso Malandruccolo, esperto di bullismo.
Ad aprire la giornata, organizzata dall’ufficio Cultura del Comune, la sindaca Matilde Celentano che ha salutato i ragazzi spiegando l’importanza del dialogo intergenerazionale e con le istituzioni soffermandosi sul binomio storia-giovani per illustrare il senso dell’iniziativa. “Abbiamo fortemente voluto questo confronto fra istituzioni, forze dell’ordine e giovani, quest’anno verrà affrontato il tema del disagio giovanile, dei rapporti generazionali e della legalità. In ogni evento verrà portato un periodo storico particolare che verrà contestualizzato per trarre delle proiezioni per il futuro”, spiega la prima cittadina.
“Siamo qui per raccontare i principi che ci guidano, il tema di oggi è il rispetto, la legalità e il bullismo. Questi incontri con le scuole a noi fanno piacere perché cerchiamo di trasmettere loro dei valori, anzi è un confronto con loro, ci dicono cosa pensano e spesso in che modo possiamo essere utili, per cui è una bellissima giornata, so che è un evento che durerà tre giorni, fatto proprio per i ragazzi, quindi ringrazio il Comune e il Teatro d’Annunzio che hanno organizzato questo incontro”.
“Incontriamo i ragazzi insieme alla Questura di Latina in questo teatro meraviglioso che ha organizzato una settimana importante dedicata proprio alla cultura, alla legalità e alla formazione dei nostri giovani. Parleremo di bullismo, cyberbullismo e tutto ciò che è attinente alla violenza tra i giovani. Proprio per la mia funzione di Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio è importante per me incontrare i giovani e parlare con loro per trasmettere quelli che sono gli strumenti, le metodologie per loro di difesa, perché tante volte i nostri giovani commettono azioni e non sanno bene cosa stanno facendo. Oggi a loro voglio dare proprio questo messaggio, uno spunto di riflessione importante (0:48) cioè conoscere se stessi per conoscere l’altro e questo è un punto da cui vogliamo partire”, sottolinea la Garante, Monica Sansoni.
ATTUALITA'
Una ragazza di Minturno tra gli Alfieri della Repubblica: è Angelica Maria Masella
MINTURNO – C’è anche una ragazza di Minturno tra i 28 Alfieri della Repubblica nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha gli Attestati d’onore a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto per l’edizione 2025 è infatti “Sperimentare e comunicare la solidarietà”.
E’ Angelica Maria MASELLA, 1/11/2010, residente a Minturno, scelta “per la maturità con cui promuove una cultura del dialogo, del rispetto, del confronto. I suoi gesti riflettono un’idea di pace vissuta nella semplicità del quotidiano”. “Angelica – prosegue la nota della Presidenza della Repubblica Italiana – è una ragazza attenta agli altri e sempre partecipe delle attività di carattere solidale. In classe è un punto di riferimento, dando prova che le relazioni tra pari sono possibili e arricchiscono tutti. Offre un supporto fondamentale a un compagno in grave fragilità, aiutandolo nella vita scolastica e quotidiana, favorendo la sua autonomia, condividendo momenti di gioco e socializzazione”.
A Angelica è arrivato il plauso del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli: “Si tratta di un traguardo speciale. Il suo impegno è una testimonianza preziosa: Angelica è diventata un punto di riferimento fondamentale per un compagno più fragile, aiutandolo a conquistare maggiore autonomia e condividendo con lui ogni momento del percorso scolastico. È proprio questa sua attenzione verso gli altri a renderci orgogliosi: la capacità di trasformare la solidarietà in un gesto spontaneo, naturale, capace di lasciare il segno e far crescere l’intera comunità, ricordandoci che la vera forza sta nel sapersi tendere la mano. Complimenti Angelica! Siamo fieri di te!”
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Germano Buonamano
26 Luglio 2020 at 21:37
E di quelli che abitano nei d’intorni della Seep chi si prenderà cura?