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Al via a Sabaudia la 40° edizione della Ciclonatura

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SABAUDIA – Partirà alle 9,30 da Piazza del Comune a Sabaudia (domenica 31 maggio), la Ciclonatura, la storica passeggiata ciclistica non competitiva promossa dall’Avis comunale e dall’Associazione Pro Loco Sabaudia che quest’anno festeggia il traguardo della 40° edizione.

Anche per questa 40° edizione, realizzata in collaborazione con la Città di Sabaudia e il Parco nazionale del Circeo, con il supporto del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Fogliano e dell’Associazione Croce Azzurra Sabaudia, il percorso di circa 25 chilometri – costantemente presidiato per garantire assistenza medica e meccanica – attraverserà alcuni degli scenari più rappresentativi del Parco nazionale del Circeo e della città. Dal centro cittadino, con partenza alle 9.30 da piazza del Comune, tra lungomare, fascia dunale e zone umide si raggiungerà la foresta dove saranno ospitate anche le due tappe ristoro: la prima nell’area faunistica di Cerasella e quella finale presso il Centro visitatori del Parco. La conclusione della manifestazione coinciderà con il pranzo e il tradizionale sorteggio dei premi messi a disposizione dalle attività locali che, anno dopo anno, continuano a sostenere l’iniziativa insieme all’imprescindibile contributo dei volontari.

«La Ciclonatura rappresenta da sempre uno dei momenti più significativi della nostra Associazione perché riesce a unire i valori della condivisione, del dono e dell’attenzione verso gli altri – come nei saluti del presidente dell’Avis comunale di Sabaudia Armando Bianchet – È  un evento in cui ritrovare il senso di comunità attraverso il contatto con la natura e l’attenzione per il prossimo, ricordando quanto anche i piccoli gesti possano avere un grande valore per la collettività. Un gesto semplice come la donazione del sangue può fare la differenza nella vita di molti e lo ricordiamo anche quest’anno pedalando insieme, sentendoci parte di una comunità che sceglie di esserci testimoniando la forza della solidarietà. Buona Ciclonatura a tutti, nei suoi primi quarant’anni e in quelli che verranno».

«Quarant’anni rappresentano un traguardo straordinario che racconta la forza di un’idea semplice ma autentica: stare insieme, riscoprire quanto ci circonda e trasformare un momento di condivisione in un’occasione concreta di solidarietà – afferma Gennaro Di Leva, presidente dell’Associazione Pro Loco Sabaudia – La Ciclonatura è diventata parte della nostra comunità, occasione per guardare e fare del bene anche oltre questa, promuovendo una vicinanza verso chi è più distante, ma non per questo meno vicino, e rinnovando un appuntamento capace di attraversare generazioni mantenendo intatti i propri valori. Da quest’anno, inoltre, Ciclonatura è ufficialmente un marchio registrato: una scelta per legare ancor più questa esperienza al territorio dove è nata e cresciuta. Ma è anche un invito concreto a ripensare il rapporto con questi luoghi, immaginando modalità diverse per viverli e attraversarli. Per un giorno Sabaudia appartiene a centinaia e centinaia di biciclette, alle famiglie, a tutti coloro che scelgono di rallentare e guardare ciò che li circonda con occhi diversi: un’esperienza che potrebbe essere replicata anche in altre occasioni, pensando a luoghi unici come il lungomare o le aree in prossimità dei laghi. Festeggiare la 40° edizione significa continuare a guardare oltre e progettare, rendendo omaggio a tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande questa esperienza e rinnovando l’impegno verso una collettività sempre più partecipe, solidale e rispettosa di quanto la circonda».

La quota di iscrizione di 10 euro comprende la maglietta e l’opuscolo della manifestazione, i due ristori, le bevande, l’assistenza medica e meccanica e la partecipazione al sorteggio premi. Come da tradizione, il ricavato sarà devoluto alla missione Comunità del Kenya rappresentata da Suor Zita Mazzucco, missionaria comboniana originaria di Sabaudia. Nello spirito della Ciclonatura, che da quarant’anni riesce a guardare lontano senza perdere il legame con il territorio, parte degli utili sarà destinata anche sostenere “Pasta a modo nostro”, progetto di inclusione sociale e lavorativa per ragazzi con disabilità che il prossimo giugno festeggerà un anno dall’apertura del laboratorio e del punto vendita a Sabaudia.

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Un mare di Novecento, al Cambellotti focus sull’architettura razionalista e il doc di Gasbarroni

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LATINA – Domenica 18 ottobre (ore 10:30 e 17:00), al Museo Duilio Cambellotti, nell’ambito della mostra diffusa, interdisciplinare, “Un mare di Novecento”, promossa dal Comune di Latina, in qualità di capofila del Sistema museale integrato Città di Fondazione Agro Pontino e Agro Romano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e con la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, si terrà il focus tematico sull’architettura razionalista degli anni ’30 con l’architetto Paolo Costanzo (Do.Co.Mo.Mo. Italia) e la proiezione del film documentario “Fuga per la libertà” di Emanuela Gasbarroni.

Domenica 18, alle 10.30, l’architetto Paolo Costanzo proporrà un confronto nel merito dei temi che saranno trattati, come contributo ormai vivo nella città almeno a partire dalla Candidatura di Latina a Città della cultura. Se nella Legge per la celebrazione del centenario della città di Latina 1932-2032, tra gli obiettivi, si auspica «la diffusione nazionale e internazionale della cultura architettonica italiana del XX secolo, con particolare riguardo all’architettura razionalista, ai suoi riflessi e alle sue influenze sull’architettura dei Paesi del Mediterraneo…»; nella Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del ‘900”, tra i vari obiettivi, si annuncia “La richiesta del riconoscimento UNESCO dell’architettura razionalista del novecento come patrimonio dell’umanità”, trattandosi, come ha affermato il Sindaco di Latina, Matilde Celentano, di “territori diversi ma accomunati dalla stessa impronta razionalista”.
Attraverso il confronto con l’esperienza europea dei quartieri razionalisti, la questione delle abitazioni conseguente alla Rivoluzione industriale, l’architetto Costanzo, proverà a dissentire “sull’impronta razionalista” che si immagina caratterizzi le città di fondazione del Novecento, per valorizzare invece il contesto della grande trasformazione territoriale, esito della Bonifica integrale
e della sua conseguente infrastrutturazione, in continuità con la città storica, attraverso il valore degli spazi e degli edifici pubblici, attraverso la definizione del cuore delle città, espressione appunto di un’altra modernità.

Alle 17 la proiezione del  documentario di Emanuela Gasbarroni che ricostruisce la storia del campo profughi di Latina, che tra il 1956 e il 1989 accolse circa centomila profughi fuggiti dai Paesi dell’Europa orientale durante la Guerra Fredda. Fotografie, lettere, documenti d’archivio e testimonianze riportano alla luce una pagina poco conosciuta della storia italiana, ricostruendo le vicende di uomini e donne transitate nel campo. Il film segue in particolare le storie di Alex Konick, Aurelia Klimkiewicz e Mihai Babeanu, ripercorrendo le loro fughe, il passaggio nel campo e il difficile cammino verso una nuova vita in Occidente. Le loro vicende si intersecano con le storie di artisti e uomini di cultura passati per il campo, tra cui il regista russo Andrej Tarkovskij, che qui presentò richiesta di asilo politico. Presentato in numerosi contesti culturali, il documentario è stato candidato al Globo d’Oro 2018, confermando il valore storico e civile del racconto.

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“Oltre il Centro”, Latina riparte da Piazza San Marco. I commercianti uniti per il bene di Latina

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Unire le forze, fare gruppo e riportare il centro storico di Latina al centro della vita cittadina. È questo l’obiettivo di “Oltre il Centro”, l’iniziativa presentata questa mattina alla Caffetteria Silvia Farina, in Corso della Repubblica.

L’appuntamento è per il 23 ottobre, dalle 17.30 alle 23.30, in Piazza San Marco, con una giornata che alternerà spettacolo, esibizioni e momenti dedicati alla storia della città. Un’occasione per raccontare ciò che Latina è stata, ma soprattutto immaginare ciò che può ancora diventare.

“Una città giovane, per un centro da vivere” è lo slogan che accompagna l’iniziativa, nata dalla volontà di fare rete e coinvolgere le realtà del territorio per restituire vitalità al cuore della città.

Tra gli organizzatori c’è Emilio Andreoli, giornalista, scrittore ed ex commerciante, che ha vissuto da vicino una parte importante della storia delle attività commerciali di Latina.

A raccontare come è nata l’idea di “Oltre il Centro” è anche Angela, titolare di Cancellieri, che insieme agli altri promotori ha contribuito a dare forma al progetto.

Il nome scelto per l’iniziativa racchiude già il senso del progetto: andare “oltre” il centro inteso esclusivamente come la zona pedonale di Piazza del Popolo, allargando lo sguardo e coinvolgendo altre aree e realtà cittadine.

L’obiettivo è infatti quello di trasformare questa prima giornata in un punto di partenza, con la speranza di dare vita a nuovi appuntamenti, possibilmente a cadenza mensile, capaci di animare il centro storico e rafforzare il legame tra cittadini, commercianti e territorio.

“Oltre il Centro” vuole essere, dunque, più di un singolo evento: un invito a collaborare e a costruire insieme nuove occasioni per vivere Latina, partendo dalle sue piazze, dalla sua storia e dalle energie di una città giovane.

Questo il programma dell’evento:

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Latina, “Arte in Connessione”: a Spazio Mad Ine Sergeyan e Meri Sahakyan

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Sabato 17 ottobre alle 18, nella sede di LBC e Articolo21, Mad Museo d’Arte diffusa inaugura la mostra di incisioni e disegni “Arte in Connessione”, un progetto internazionale che mette in dialogo la cultura artistica italiana e quella armena. L’esposizione sarà visitabile fino al 28 ottobre, con ingresso libero.

Protagoniste dell’iniziativa sono l’artista contemporanea armena Ine Sergeyan e la storica e critica d’arte Meri Sahakyan, cocuratrice della mostra. In esposizione una selezione di 20 opere grafiche originali, frutto di una ricerca sui temi della memoria, della trasformazione, della ripetizione e della natura ciclica dell’esistenza.

Il progetto nasce da un incontro avvenuto cinque anni fa in Armenia, durante il simposio internazionale ART DIPLOMATIA, nella città di Vagharshapat, conosciuta anche come Etchmiadzin. In quell’occasione, una delegazione italiana di artisti guidata da Fabio D’Achille partecipò a un’esperienza internazionale che coinvolse artisti provenienti da diversi Paesi, impegnati nella realizzazione di opere all’aperto ispirate al patrimonio culturale e artistico armeno. Per circa una settimana, le delegazioni condivisero esperienze artistiche e momenti di vita quotidiana, dando vita a relazioni destinate a proseguire nel tempo.

Oggi Mad Museo d’Arte diffusa accoglie in Italia una delegazione armena, proponendo una serie di appuntamenti nelle sedi del museo a Latina e provincia. Il percorso è partito dal MADXI – Museo Contemporaneo, nell’ambito della mostra diffusa “Un mare di Novecento”, dedicata a Sergio Ban, e dalla videoproiezione del progetto fotografico “Meta-Est” di Sara Aliscioni a Tor Tre Ponti.

Al centro di “Arte in Connessione” c’è il valore dell’incontro come origine di nuove tracce culturali. Come spiega Meri Sahakyan, la grafica diventa una metafora delle relazioni umane: nel processo di stampa, un’immagine viene trasferita da una matrice a un’altra superficie, trasformandosi e acquisendo una nuova presenza. Allo stesso modo, ogni incontro lascia un’impronta che continua a modificarsi nel tempo, oltre le distanze geografiche.

Per la mostra sarà inoltre realizzata una nuova serie di opere grafiche, sviluppate attraverso tecniche di stampa tradizionali e contemporanee. Forme astratte, elementi simbolici e immagini frammentate esploreranno le connessioni invisibili tra luoghi, persone ed esperienze, dando forma a un percorso artistico condiviso.

L’artista Ine Sergeyan

Ine Sergeyan è un’artista contemporanea armena attiva nei campi della grafica, della stampa e dell’installazione. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale presso il Dipartimento di Grafica dell’Accademia Statale di Belle Arti dell’Armenia, di cui è membro dell’Unione degli Artisti. La sua ricerca affronta i temi della memoria, della trasformazione, della connessione umana e del rapporto tra esperienza personale e ambiente culturale. Utilizza tecniche come acquaforte, acquatinta, monotipo, linoleografia e processi grafici sperimentali, indagando il modo in cui immagini e ricordi possano essere trasferiti, trasformati e conservati. Le sue opere sono state presentate in Italia, Francia, Germania e Georgia. Tra le esposizioni figurano “MaDDonna”, al Museo Emilio Greco di Latina nel 2023, la mostra di arte contemporanea al MADXI nel 2024, “Printmakers” a Châtillon e la Berlin Art Week presso la HK Gallery, entrambe nel 2024. Nel 2025 ha partecipato alla mostra internazionale “Roots and Realities” a Berlino e alla Quinta Biennale Internazionale della Stampa di Yerevan, dove ha ricevuto una menzione d’onore dall’HayArt Center. Nel 2024 aveva inoltre ottenuto il secondo premio in Arte Grafica alla Mostra di San Sargis, organizzata dall’Unione degli Artisti dell’Armenia. Accanto all’attività artistica, Sergeyan si dedica all’educazione, lavorando come insegnante d’arte e sviluppando percorsi creativi per bambini e giovani.

La mostra sarà inaugurata sabato 17 ottobre alle 18 nella sede di LBC e Articolo21, a Latina, e resterà aperta fino al 28 ottobre. Ingresso libero. Informazioni al numero 393 3242424.

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