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Rifiuti, il “no” a Ecoambiente per la discarica di Montello. E sul sito di stoccaggio Lbc annuncia incontri

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LATINA – “Troppo poco ha fatto la politica in passato per proteggere i cittadini e per dare loro la giusta consapevolezza sui temi che li riguardano direttamente. Uno di questi è proprio quello dei rifiuti“. La segretaria di Lbc Elettra Ortu La Barbera e Floriana Coletta commentano l’ultima commissione Ambiente e annunciano incontri con i residenti di Borgo San Michele e Borgo Grappa.

INTANTO A MONTELLO – Succede mentre gli occhi sono puntati su Borgo Montello di cui il Comune pretende la chiusura definitiva e la bonifica. Un argomento che è stato al centro della conferenza dei servizi decisoria sull’ampliamento da 38mila metri cubi richiesto da Ecoambiente per il lotto B del sito alle porte di Latina. Tre i pareri negativi arrivati dall’Arpa, dal Comune e dalla Provincia. Ecomabiente avrà tre giorni di tempo per presentare eventualmente altri documenti. Nella sua relazione l’Arpa ha spiegato che nel corso dell’attività di campionamento condotto in quattro  step con il prelievo di 16 campioni d’acqua sotterranea e ulteriori 5 prelievi, è stata evidenziata la presenza di sostanze inquinanti.

E ora si è aperto l’altro fronte: il sito di stoccaggio per inerti alle spalle dello stabilimento Plasmon, approvato dalla conferenza dei sindaci e già contestato. A fare quadrato intorno alla decisione del Comune di Latina, i residenti dei borghi Montello, Bainsizza, Santa Maria e Le Ferriere, concentrati sulla drammaticità della situazione che hanno in casa.

“Saranno organizzati incontri anche con gli abitanti dei borghi San Michele e Grappa, perché maggiore consapevolezza si acquisisce soltanto con la conoscenza, grazie ad un dialogo aperto con i cittadini e anche attraverso un controllo diretto di quello che si sta facendo: questi sono gli strumenti che LBC ha messo in atto scrivono in una nota Ortu La Barbera e Coletta – I facili slogan, l’assenza di proposte per soluzioni alternative, la mancanza totale di oggettività nel riconoscere che la gestione dei rifiuti è una questione che riguarda tutti, sono invece arrivate in commissione Ambiente da quella parte dell’opposizione – Lega, Fratelli d’Italia, Gruppo Misto, consigliera Miele – che evidentemente non ha a cuore la corretta informazione dei cittadini. Questo comportamento  dimostra la volontà di dividere e di utilizzare le paure dei cittadini come strumento politico. La strumentalizzazione politica, ed in particolare di questo tema, è un errore: la sostenibilità del sistema dei rifiuti è fondamentale e lavorare insieme in questa direzione è veramente l’unica via possibile. L’economia circolare è il modo migliore che abbiamo per preservare il nostro territorio e la gestione pubblica degli impianti è una ulteriore garanzia per i cittadini”,  concludono le due esponenti di Lbc  sottolineando che “la nostra provincia va considerata come un territorio unico, dove le scelte del singolo ricadono sugli altri; ed è giusto che sia in sede provinciale la decisione finale. Chiudere in un sistema pubblico il ciclo dei rifiuti, come indicato dalla Provincia da tutti i 33 Comuni afferenti rappresentati tra cui anche Latina, è una scelta che chiama tutti noi ad una cittadinanza consapevole. Non è più pensabile conferire i propri rifiuti altrove e sarebbe un grave errore che ci farebbe tornare indietro di 30 anni”.

 

 

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Open Gate Sogin, porte aperte alla centrale nucleare di Latina

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Record di partecipazioni alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin apre al pubblico, il 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).

Open Gate Community, l’iniziativa che si è svolta venerdì 15 maggio, ha accolto gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagnano le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e raccontando il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.

L’evento si svolge sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.

Presente all’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma:

 

L’Ingegnere responsabile della disattivazione della centrale di Sogin, Enrico Bastianini, ha accompagnato la stampa in un esclusivo tour all’interno della Sala Controllo:

 

Sogin e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite. Il Memorandum nasce dalla volontà della Società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.

Questa collaborazione segue l’accordo che Sogin ha firmato il 27 gennaio scorso con GraphiCore, azienda italiana specializzata nelle attività di manipolazione della grafite irraggiata, finalizzato allo sviluppo e alla sperimentazione di attrezzature dedicate all’estrazione della grafite irraggiata dai reattori, nonché alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca nel decommissioning dei reattori a grafite.

Sogin con questi due accordi rafforza il suo impegno nell’affrontare in modo condiviso le sfide tecniche collegate al decommissioning e si conferma punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale nella gestione della grafite irraggiata derivante dallo smantellamento dei reattori nucleari.

L’Ingegnere Bastianini sull’accordo:

 

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I pini lungo l’Appia stanno morendo: dalla malinconia per il paesaggio che cambia alla cura. La Giornata di studi promossa dall’Ordine degli Architetti di Latina

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LATINA – I pini lungo l’Appia stanno morendo, uno dopo l’altro, infestati dalla cocciniglia tartaruga, e così, un paesaggio spettacolare e familiare a molti, sta scomparendo per sempre. Con quali conseguenze? Se lo è chiesto l’Odine degli Architetti di Latina che ha organizzato una Giornata di studi interdisciplinari dal titolo “Il Paesaggio Arboreo dell’Appia: Storia, Crisi, Futuro” che si terrà venerdì 15 maggio nella sede della Fondazione Caetani a Tor Tre Ponti, affacciata proprio sulla statale.

“La sede della Fondazione Caetani ci è sembrata il luogo perfetto proprio, perché rende tangibile, visibile anche agli ospiti e ai relatori che verranno da fuori, quello che sta accadendo lungo l’Appia”, spiega la presidente dell’Ordine degli Architetti di Latina Teresa Avino. “La crisi dei pini esiste da un po’, solo che non ci eravamo da subito resi conto che fosse lungo tutto il rettifilo, da Cisterna a Terracina. Credo un po’ tutti, all’inizio  – aggiunge Avino – pensavamo fossero episodi sporadici, poi ci si è resi conto che invece che i pini stavano morendo e che (l’operazione di taglio delle piante) era più strutturata: questa cosa ha generato riflessioni, anche una sorta di malinconia in tutti quelli che percorrono l’Appia, perché il paesaggio dell’Appia era ormai consolidato con la presenza dei pini”.

“L’incontro di domani  (venerdì 15 maggio) – aggiunge la Presidente – ha proprio come obiettivo quello di riportare il concetto della cura del paesaggio al centro esatto della pianificazione del nostro territorio, perché ci siamo resi conto che il paesaggio spesso viene visto in maniera inerte, subisce lo scorrere della storia, oppure è considerato un vincolo burocratico, in realtà dalla sensazione e dalle percezioni che abbiamo avuto rispetto al taglio dei pini ci siamo resi conto che è qualcosa di radicato dentro di noi, è un connettivo vivo, una stratificazione di natura, interventi umani, memoria, relazioni sociali.

L’obiettivo quindi è partire dall’Appia, ma andare oltre la contingenza e parlare di paesaggio come bene da curare?

“Esatto. Abbiamo pensato che fosse opportuno, perché quello che sta accadendo all’Appia in realtà è accaduto anche ad altre arterie, quindi serviva anche uno sguardo ampio sul paesaggio e non solamente circoscritto al discorso stretto della via Appia. Il concetto è affrontare situazioni complesse non in emergenza e frammentariamente come purtroppo spesso accade, perché la vera cura è un atto di progettualità consapevole. Quindi cercare di osservare prima quello che accade, in modo da poter intervenire eventualmente per tempo, anche con delle soluzioni vegetali o architettoniche nuove, pensate però, non improvvisate.

Quindi si parte dall’Appia che sta manifestando una sofferenza visibile e devastante, un fatto che  sta modificando proprio il paesaggio agrario delle bonifiche pontine, rivendicando uno degli obiettivi alti e nobili della nostra professione cioè prendersi cura dello spazio pubblico e dei beni comuni. Allo stesso tempo siccome non si può fare da soli, non può essere solamente la riflessione degli architetti, abbiamo pensato che serve una mobilitazione collettiva e quindi proprio attraverso questa cooperazione scientifica abbiamo messo su questi quattro tavoli tematici che domani prenderanno corpo nello svolgersi di tutta la giornata per unire botanici, storici, amministratori oltre ai progettisti e per analizzare la situazione con uno sguardo ampio, di completezza”, conclude Avino.

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È Blu la Bandiera sul Mare di Terracina per il 12° anno consecutivo

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TERRACINA – Per il dodicesimo anno consecutivo è Blu la Bandiera sul Mare di Terracina. Il prestigioso e ambito riconoscimento è stato consegnato questa mattina nelle mani dell’Assessore all’Ambiente Maurizio Casabona in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.
«Con grande orgoglio ho ritirato la Bandiera Blu assegnata al Comune di Terracina per il biennio 2026-2027. Per la nostra Città si tratta della dodicesima Bandiera Blu, un traguardo che conferma la continuità e la qualità del lavoro svolto negli anni a tutela del mare, delle spiagge e dell’ambiente. L’edizione di quest’anno assume un significato particolare perché rappresenta la 39ª edizione del programma Bandiera Blu in Italia. Il prossimo anno, in occasione del 40° anniversario del riconoscimento internazionale, la Foundation for Environmental Education ha annunciato che, pur restando invariati tutti gli obblighi di monitoraggio e di presentazione della documentazione necessaria, i Comuni non saranno chiamati a Roma per il tradizionale ritiro ufficiale. È importante ricordare che la Bandiera Blu non si acquista e non viene assegnata automaticamente: è attribuita esclusivamente sulla base di rigorosi criteri che riguardano la qualità delle acque, l’efficienza della depurazione, la gestione dei rifiuti, i servizi offerti sulle spiagge, la sicurezza, l’accessibilità e le attività di educazione ambientale”.

Il riconoscimento viene assegnato dalla FEE,  Foundation for Environmental Education, sulla base di criteri quali l’assoluta validità delle acque di balneazione, risultate eccellenti su una valutazione degli ultimi 4 anni, e regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva; raccolta differenziata e corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento.

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