SANITA'
Covid, 1421 nuovi casi e due decessi di pazienti di Minturno e Gaeta
LATINA – Sono 1421 i nuovi casi di covid registrati a Latina e provincia, emersi da oltre 5600 tamponi per un tasso di positività che resta superiore al 25% (un tampone su quattro positivo). Due sono stati i decessi di due donne di Gaeta e Minturno riportati nell’ultimo bollettino della Asl di Latina e 6 i nuovi pazienti ricoverati per covid al Goretti.
Il numero di contagi nettamente più elevato che nei giorni precedenti, recupera anche i casi non notificati e le minori diagnosi dovute ad un minor numero di tamponi eseguiti nei giorni di Pasqua e Pasquetta con Latina che registra 445 nuovi positivi. Sopra i cento anche Terracina e Aprilia.
I positivi sono emersi anche ad Aprilia 180, Bassiano 1, Castelforte 13, Cisterna di Latina 97, Cori 25, Fondi 20, Formia 91, Gaeta 32, Itri 26, Lenola 9, Maenza 1, Minturno 52, Monte San Biagio 9, Norma 4, Pontinia 39, Priverno 44, Roccagorga 19, Roccasecca dei Volsci 6, Sabaudia 41, San Felice Circeo 10, Santi Cosma e Damiano 18, Sermoneta 38, Sezze 64, Sonnino 15, Spigno Saturnia 10, Terracina 110, Ventotene 2. Le guarigioni sono state 285.
Le vaccinazioni nelle ultime 24 ore sono state 199, di cui 127 quarte dosi e solo 2 prime. La campagna vaccinale “rianimata” solo dagli over 80 che si sottopongono al second booster.
SANITA'
A Formia e Gaeta aprono Case e Ospedale di Comunità: l’inaugurazione
GAETA – Si inaugurano questa mattina (8 aprile) le due Case di Comunità di Gaeta e Formia, e il nuovo ospedale di Comunità di Gaeta. Si tratta in entrambe i casi delle prime strutture del genere nell’area pontina. Sarà per questo presente con la direttrice generale Sabrina Cenciarelli, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Rocca taglierà anche il nastro del rinnovato Centro di Salute Mentale di Formia e della nuova Area Perinatale dell’Ospedale “Dono Svizzero”, sempre a Formia.
La giornata prenderà il via nella struttura di Salita Cappuccini, l’ex Ospedale “Don Luigi Di Liegro”.
SANITA'
Danni per il vaccino Covid, una donna di Latina ottiene un vitalizio
LATINA – “Dopo anni di attesa sono in arrivo i primi responsi positivi sui ricorsi per danni conseguenti alla somministrazione di vaccinazione Anti Covid-19″. Lo rende noto l’avvocato Renato Mattarelli che segue decine di casi – Sono stati notificati – spiega – i documenti attestanti che due donne pontine hanno riportato danni alla salute psico-fisica dopo la somministrazione di dosi Pfizer ed AstraZeneca”.
“Pur trattandosi dei primi pareri medico-legali che riconoscono che la vaccinazione Anti Covid-19 non è stata esente da rischi, è chiaro che questi primi accertamenti aprono la strada a importanti risarcimenti dei danni alla salute da chiedersi, a seconda dei casi, al Ministero della Salute; all’Agenzia Italiana del Farmaco e alle Multinazionali del Farmaco”, dichiara Mattarella, aggiungendo che “Quello riconosciuto alle due donne pontine è infatti il nesso di causalità fra vaccino e danno che darà diritto ad un indennizzo a vita di circa 850 euro al mese (oltre gli arretrati) nel caso della donna danneggiata da AstraZeneca. Mentre, per la danneggiata da Pfizer è invece necessario un ulteriore step di accertamento dell’entità del danno che l’avvocato Mattarelli ha già chiesto di accertare con un ulteriore ricorso”.
Per il legale vanno però anche considerati i “danni che i danneggiati da vaccinazione subiscono in particolare nella sfera psichica”.
SANITA'
Sanità, via libera del Consiglio regionale alla mozione Tripodi: prevenzione e vaccino per l’HPV fino ai 30 anni
Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la mozione presentata dal consigliere Orlando Angelo Tripodi (FI) per rafforzare le politiche di prevenzione contro il Papilloma Virus umano (HPV), tra le principali cause di tumori, a partire da quello del collo dell’utero. Il provvedimento impegna la Regione a potenziare le campagne di sensibilizzazione e ad ampliare l’accesso alla vaccinazione, prevedendo in particolare l’estensione della gratuità del vaccino per le donne non ancora vaccinate fino ai 30 anni di età, anche in occasione degli screening cervicali come Pap-test e HPV DNA test. Allo stesso tempo, si punta a rafforzare le strategie di recupero della vaccinazione per i ragazzi dopo i 18 anni, ad ampliare il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri e degli specialisti e a favorire accordi con le farmacie per rendere la somministrazione più capillare sul territorio.
La vaccinazione antiHPV è offerta gratuitamente in tutte le Regioni italiane ai ragazzi e alle ragazze a partire dal compimento del 12° anno di età e, in molte realtà locali, viene proposta anche oltre questa fascia di età con modalità di recupero o catchup. Tuttavia, i dati nazionali mostrano che le coperture vaccinali rimangono al di sotto degli obiettivi raccomandati, con nessuna Regione che raggiunge il target del 95 % previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale nelle coorti di riferimento, pur con un trend in crescita rispetto all’anno precedente. Nelle coorti più giovani la copertura per le ragazze si attesta poco oltre il 50 % e per i ragazzi poco oltre il 44 %, con incrementi anno su anno ma ancora lontani dagli obiettivi di salute pubblica.
Nel Lazio, allo stato attuale, l’offerta gratuita dell’HPV è già prevista fino ai 26 anni per le ragazze e ai 26 anni per i ragazzi nati a partire dal 2006, con possibilità di accesso anche per categorie a rischio e in occasione di screening oncologici. Con l’approvazione di questa mozione, la Regione intende colmare un vuoto nell’offerta vaccinale e offrire una tutela più ampia a donne e uomini fino ai 30 anni, facilitando l’accesso anche tramite i medici di medicina generale e i pediatri di famiglia: professionisti che, per la loro prossimità alla comunità, possono favorire la presa in carico, l’informazione individuale e la somministrazione su base territoriale. Parallelamente, si apre la strada a accordi con le farmacie e altri punti di somministrazione, rafforzando così l’accessibilità e la diffusione di questa importante forma di prevenzione.
“Con l’approvazione di questa mozione rafforziamo in modo concreto le politiche di prevenzione nella nostra Regione. Il papilloma virus è una minaccia reale non solo per i più giovani, ma anche per le donne e gli uomini in età adulta, con conseguenze che possono incidere sulla salute e sulla fertilità. Estendere la vaccinazione gratuita fino ai 30 anni significa colmare un vuoto e offrire una tutela più ampia, mentre il collegamento diretto tra screening e vaccinazione e il coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base consentiranno di semplificare l’accesso e aumentare l’adesione. Investire sulla prevenzione oggi significa ridurre domani il numero dei tumori HPV correlati e i costi per il sistema sanitario, migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini”. dichiara Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della commissione Sanità in Consiglio regionale del Lazio.
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