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CRONACA

Latina, rubato il defibrillatore di via Sezze, la condanna della sindaca Celentano

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LATINA –  E’ stato rubato il defibrillatore di via Sezze a Latina. Ne ha dato notizia il Comune, spiegando che sull’episodio, questa mattina, è stata presentata formale denuncia in Questura da parte del presidente dell’associazione “Latina Cuore” e che le forze dell’ordine sono a lavoro per individuare gli autori del reato. “L’episodio che si è verificato dimostra che tra i cittadini manca la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e del potere di intervenire in caso di emergenza per salvare vite umane – dichiara Giovanni Stivali, presidente di “Latina Cuore” –  Rubare un defibrillatore significa solamente arrecare un danno alla comunità, perché non è rivendibile in quanto registrato all’Ares con un numero di matricola e facilmente riconducibile, in caso di uso, a dove è stato reperito. Purtroppo non è la prima volta che si verificano furti e danneggiamenti di defibrillatori, causando danni rilevanti sia a livello economico che per l’utilizzo stesso, perché occorre poi aspettare i tempi tecnici per il ripristino. Dopo l’importante lavoro di riattivazione dei dispositivi che era stato svolto, resta l’amarezza per un gesto inspiegabile”.

In una nota la sindaca Celentano esprime condanna: “C’è una buona e una cattiva notizia – dichiara  – . La buona notizia riguarda l’installazione dell’ultimo defibrillatore, che avverrà in questa settimana a Capoportiere. Il progetto “Latina città cardioprotetta” torna dunque in una fase di piena operatività. È un tassello importante ai fini del controllo del territorio nel tema della cardioprotezione che consentirà, anche in sede extraospedaliera, di intervenire per il salvataggio di vite umane in maniera precoce. Infatti, in caso di arresto cardiaco, anche personale non medico che abbia svolto corsi di formazione specifici potrà intervenire ed essere fondamentale in prima battuta in attesa di soccorsi avanzati.“urtroppo – continua il Sindaco – il giorno 10 settembre è stato invece rubato il defibrillatore situato in via Sezze di fronte alla cattedrale, che era appena stato riattivato. L’amministrazione comunale tutta condanna l’accaduto, non solo per il valore materiale del dispositivo, ma soprattutto per quello molto più importante del profilo sociale. Il furto avvenuto rappresenta un’offesa a tutti i cittadini di Latina, se si pensa che un defibrillatore può contribuire a salvare quasi il 70% di chi si trova ad avere un arresto cardiaco”.

Gli altri defibrillatori si trovano in piazzale Carturan, via Romagnoli, viale Umberto I, piazza Roma, via del Lido, zona Q4 e Q5, via Oberdan, via Diaz, Capo Portiere, via Piccarello e piazza del Popolo.

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CRONACA

Aggressione in via Le Corbusier, individuati e denunciati due dei tre minorenni

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via le corbusier

A Latina due minorenni sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per la violenta aggressione ai danni di un 14enne, avvenuta lo scorso 4 marzo nel parcheggio del Centro Commerciale Le Corbusier. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile, il giovane sarebbe stato avvicinato da tre ragazzi e, dopo aver rifiutato una sigaretta, sarebbe stato colpito con schiaffi, pugni e calci, anche mentre si trovava a terra. Trasportato all’Ospedale Santa Maria Goretti, i sanitari gli hanno riscontrato diverse lesioni, tra cui l’infrazione di una costola. Le indagini, supportate da testimonianze, hanno consentito di individuare i presunti responsabili. Due di loro sono stati denunciati per lesioni personali aggravate. Nei confronti degli stessi, il Questore ha disposto anche il DACUR, il divieto di accesso alle aree urbane, esteso all’intero territorio comunale, come misura di prevenzione legata alla pericolosità delle condotte. Uno dei due minori risultava già destinatario di un avviso orale. Per il terzo giovane coinvolto, il quale non è ancora compiuto quattordici anni, non è stato possibile applicare misure di prevenzione, ma sono state avviate le procedure presso la Procura minorile di Roma.

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CRONACA

Latina 2032, nomina ufficiale del CdA della Fondazione

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Si è tenuta questo pomeriggio, presso la sala giunta del Comune di Latina, la riunione del collegio dei fondatori della Fondazione Latina 2032 per la nomina del CdA. Il Consiglio di Amministrazione è stato recentemente istituito per gestire le celebrazioni del centenario della città che avverrà nel 2032. Il Presidente della Fondazione, Vincenzo Zaccheo, ha ricevuto il passaggio delle consegne dall’amministratore unico, Eleonora Coppola, e ha riunito il gruppo composto dai rappresentanti designati dagli enti fondatori: Antonio Saccone (Regione Lazio), Francesca Pierleoni (Provincia di Latina), Massimo Passamonti (Comune di Latina), Cosimo Peduto (Camera di Commercio Frosinone Latina). Un atto formale che segue la nomina effettuata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il CdA avrà il compito di organizzare e gestire gli eventi e le opere legate al centenario di Latina.
“Un sogno coltivato tanti anni fa”, ha detto il Presidente della Fondazione Vincenzo Zaccheo:
Presente alla riunione anche il neo eletto Presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale, e il sindaco di Latina Matilde Celentano. “La fondazione prende finalmente corpo” ha detto la prima cittadina:
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CRONACA

Rissa a Priverno, provvedimenti della Questura nei confronti di quattro persone

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A Priverno la Polizia di Stato ha emesso quattro provvedimenti di DACUR, il divieto di accesso alle aree urbane, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di una violenta rissa avvenuta nei mesi scorsi nel centro cittadino. Il provvedimento, disposto dal Questore al termine dell’attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura, arriva a seguito degli accertamenti condotti dagli agenti e delle indagini svolte dai Carabinieri intervenuti sul posto, che hanno permesso di ricostruire le responsabilità dei partecipanti. L’episodio, verificatosi nei mesi scorsi, aveva destato particolare allarme sociale, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti e turbando la tranquillità dell’area urbana. Per i quattro soggetti è stato quindi disposto il divieto di accesso e stazionamento nelle zone interessate per un periodo di due anni, come misura di prevenzione volta a tutelare la sicurezza pubblica ed evitare il ripetersi di episodi simili. L’attività rientra nel più ampio piano di controllo del territorio messo in campo dalla Polizia di Stato per garantire legalità e sicurezza.

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