CRONACA
Bimbo lasciato all’ospedale di Aprilia, la mamma in un video sistema la copertina, poi gira le spalle e va via
APRILIA – Resta in primo piano la vicenda del bambino lasciato al pronto soccorso dell’Ospedale di Aprilia venerdì sera da una donna che era arrivata con il passeggino e che poi, non vista dal personale, si è dileguata, lasciando il piccolo di circa 8 mesi e uno zainetto con dentro dei vestitini, alcuni pannolini puliti e il biberon. Di lei per il momento resta un frame dalle immagini delle videocamere, e le indagini dei Carabinieri del reparto territoriale di Aprilia hanno preso il via proprio da qui. I video hanno consentito di ricostruire la scena, mentre la mamma che porta un giaccone a quadri e pantaloni chiari, indossa una sciarpa nera che le avvolge la testa, si siede, dopo pochi attimi si rialza, sistema la copertina nel passeggino dando un ultimo saluto al piccolo, quindi lascia la stanza di attesa del pronto soccorso e sparisce. Poco dopo esce un operatore sanitario e trova il passeggino, il resto è noto.
Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Latina è per l’ipotesi di reato di abbandono di minore, ma quello che si cerca di comprendere è anche e soprattutto la situazione di disperazione in cui si trovava la donna per aver preso una decisione del genere e perché si sia trovata costretta a separarsi dal figlio in questo modo.
Anche i registri delle nascite sono al vaglio nelle indagini dei carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia per risalire all’identità della donna che venerdì scorso ha lasciato il figlio di pochi mesi nella sala d’attesa del pronto soccorso di Aprilia con l’intenzione di lasciarlo dove poteva essere immediatamente accudito. Oltre alle immagini estrapolate dalle telecamere del Ps si procede con l’analisi di quelle private e pubbliche della zona per capire se la donna sia stata accompagnata da qualcuno e quale tragitto abbia percorso prima di giungere all’ospedale dove si è fermata solo pochi attimi. I carabinieri hanno anche avviato un dialogo con le comunità straniere che vivono nella zona per chiedere un contributo alle ricerche.
Quello che è noto al momento è che il bambino era sereno e ben nutrito, a parte il pannolino da cambiare – raccontano infermiere e medici che poi lo hanno lavato, cambiato e visitato – e che lo hanno chiamato Lucas: “Abbiamo provato con vari nomi e quando abbiamo pronunciato il nome Lucas – hanno raccontato ai giornalisti – ha riso e ha mosso le gambine”. Il nome è stato scelto così.
Il piccolo è stato trasferito in una casa famiglia come conferma il Comune che sta seguendo con attenzione la vicenda: “L’amministrazione e l’assessorato ai servizi sociali – sottolineano il Sindaco e l’assessore Napolitano- sono costantemente aggiornati su questa delicata vicenda. Il bambino è in buone condizioni di salute e ben nutrito. Come noto, si trova all’interno di una struttura protetta, dove dispone delle cure e delle attenzione richieste dalla tenera età. Un ringraziamento speciale alle forze dell’ordine e al personale della struttura che con professionalità hanno prestato al piccolo la prima assistenza”.
CRONACA
Incendio Redentore, lo sconforto dei gestori del rifugio Pornito: “Turisti terrorizzati, animali che scappano, se questo è turismo”
FORMIA – Il giorno dopo l’incendio che ha colpito uno dei percorsi più importanti del Parco dei Monti Aurunci, distruggendo la vegetazione e alcune strutture di protezione e di servizio agli escursionisti, è il rifugio Pornito da cui si diparte il sentiero che porta all’eremo di San Michele Arcangelo e alla cima del Monte Redentore a Formia, l’unico rifugio esistente che dà servizio tutto l’anno agli escursionisti e ha chi voglia godere dall’alto il panorama del Golfo di Gaeta, a pubblicare le immagini del rogo che sabato ha tenuto impegnati mezzi aerei dei vigili del fuoco e diverse squadre di protezione civile.
In un post, si legge tutto il sentimento di profondo sconforto per quanto vissuto ieri, non certo per la prima volta in un’area che tutti dovrebbero fare a gara per proteggere. “I turisti terrorizzati e bloccati presso il nostro Rifugio, gli animali che scappano, il caldo micidiale, stress, ansia. Il turismo, noi lo facciamo cosi”, scrivono sui social accompagnando le parole con delle immagini eloquenti dei momenti dell’incendio.
Punta il dito sulle concessioni per il pascolo, l’ex sindaca di Formia Paola Villa: “L’unica cosa da fare è bloccare tutte le fida pascolo per 10 anni, eseguendo la legge quadro n. 353 del 2000, su tutte le nostre montagne, questa è l’unica soluzione perché è chiaro che tutti gli incendi sono dolosi, tutti, tutti e che servono solo a fare business. Sospendiamo sul serio tutte le fida pascolo altrimenti ogni anno sarà sempre peggio”, dice Villa.
E a Latina, circondata da Lepini martoriati dai devastanti incendi dolosi appiccati sempre di sera nel corso di questa torrida estate, quando i mezzi aerei devono attendere il giorno dopo per intervenire, si indaga anche sui roghi che venerdì hanno tenuto in scacco Latina, fatto molti danni e richiesto uno sforzo di uomini e mezzi con pochi precedenti. Sono elevatissimi i costi economici, sociali e ambientali. I carabinieri sono al lavoro per capire se sia sia trattato di azioni dolose.
CRONACA
Aprilia, fermato durante un controllo: deve scontare dieci mesi per una condanna per furto
Era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Latina nel settembre 2022 il 28enne arrestato nella serata di ieri dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia.
L’uomo, cittadino italiano domiciliato ad Aprilia, è stato fermato dai militari della Sezione Radiomobile mentre si trovava a piedi nel centro abitato, nell’ambito di un normale servizio di controllo del territorio. Dagli accertamenti effettuati sul suo conto è emerso il provvedimento di esecuzione della pena a suo carico.
Il 28enne deve infatti scontare una pena residua di dieci mesi di reclusione, conseguenza di una condanna per reati contro il patrimonio commessi a Latina nel 2020.
Dopo le formalità di rito, i Carabinieri lo hanno accompagnato presso la Casa Circondariale di Latina, dove è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’esecuzione della pena.
CRONACA
Aprilia, aggredì un 55enne con dei sampietrini: arrestato per tentato omicidio
È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio un cittadino tunisino di 47 anni, residente ad Aprilia, ritenuto gravemente indiziato dell’aggressione ai danni di un 55enne avvenuta il 22 agosto scorso in Piazza della Repubblica. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia gli hanno notificato la nuova misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta della Procura.
L’aggressione era inizialmente stata segnalata come un possibile investimento pedonale. Quando i militari sono arrivati sul posto, però, hanno trovato il 55enne in gravi condizioni. Dopo i primi soccorsi, l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso di Aprilia e successivamente trasferito in eliambulanza all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, dove è tuttora ricoverato in condizioni gravi.
I Carabinieri hanno avviato immediatamente gli accertamenti, mettendo in sicurezza la scena e repertando le tracce presenti sul posto, comprese quelle ematiche. Sono stati inoltre sequestrati alcuni sampietrini, ritenuti compatibili con gli oggetti utilizzati durante l’aggressione.
La ricostruzione dei fatti è stata possibile anche grazie alle immagini di numerosi impianti di videosorveglianza pubblici e privati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra i due uomini ci sarebbe stata una discussione, al termine della quale il 47enne avrebbe lanciato per tre volte altrettanti sampietrini contro la vittima, colpendola con l’ultimo lancio. Le immagini avrebbero inoltre mostrato l’uomo mentre, prima di allontanarsi, cercava di nascondere gli oggetti utilizzati, poi recuperati nelle vicinanze del luogo dell’aggressione.
Le ricerche hanno portato i Carabinieri fino all’aeroporto di Fiumicino, dove l’indagato è stato individuato dalla Polizia di Frontiera al gate, mentre si preparava a salire su un volo diretto in Tunisia. Durante la perquisizione sono stati trovati nel suo bagaglio anche gli abiti che, secondo gli investigatori, avrebbe indossato la mattina dell’aggressione.
L’uomo era stato inizialmente sottoposto a fermo e trasferito nel carcere di Civitavecchia. Il 25 agosto il Gip del Tribunale di Civitavecchia aveva convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere per il reato di lesioni personali aggravate e dichiarando la propria incompetenza territoriale. Gli atti sono quindi passati alla Procura di Latina che, dopo ulteriori valutazioni, ha richiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Latina una nuova misura cautelare con la contestazione del tentato omicidio.
Il provvedimento è stato notificato all’indagato nel carcere di Civitavecchia dai Carabinieri di Aprilia, con la collaborazione della Polizia Penitenziaria. L’uomo resta quindi in carcere in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. La vittima è ancora ricoverata e versa in gravi condizioni.
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