CRONACA
Processo al prof di religione accusato di abusi sessuali, ascoltate in aula le vittime minorenni
LATINA – Va avanti il processo al prof di religione accusato di pedofilia, perché ieri in udienza preliminare (l’ex insegnante e diacono non è stato ancora rinviato a giudizio), sono stati ascoltati in aula i tre ragazzi più giovani, due minorenni e uno appena maggiorenne, dei cinque, che hanno denunciato gli abusi sessuali da parte di Alessandro Frateschi. Gli studenti, difesi dagli avvocati Nicodemo Gentile e Francesca Giuffrida, hanno risposto alle domande della giudice Laura Morselli assistiti dalla psicologa Alessia Micoli.
Quattro ore di udienza per ricostruire tutti gli episodi che coinvolgono i giovani che hanno raccontato delle attenzioni particolari del prof, che li toccava, un episodio si è verificato anche in un bagno della scuola, e che poi una volta entrato in confidenza con loro aveva cominciato a mandare loro sulle chat strane foto che via via erano diventate sempre più esplicite fino a quelle pornografiche. Per inviare queste ultime, inoltre, l’uomo usava un sistema di cancellazione automatica dopo la visualizzazione e dunque inizialmente non erano state trovate. Ora, grazie al lavoro dei tecnici eseguito su tutti i dispositivi in uso a Frateschi, la Procura della Repubblica ha depositato nuove prove: si tratta proprio di alcune chat e delle immagini che le corredavano recuperate dalle memorie di pc e cellulari. I ragazzi hanno riferito anche con chi si erano confidati dopo l’ iniziale disorientamento e la comprensibile reticenza, e che è stato un genitore, venuto a conoscenza dei fatti, a contattare la Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio Monica Sansoni che ha sporto denuncia ai carabinieri perché si potesse dare il via a indagini.
Intanto su un altro fronte emergono anche nuove accuse che riguardano ammanchi patrimoniali. Frateschi è accusato infatti di essersi appropriato indebitamente di circa 60 mila euro approfittando del suo incarico amministrativo all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, che proprio in questi giorni lo ha licenziato al termine di un lungo procedimento iniziato con la sospensione dall’incarico in corso di indagini. Poi, in estate è arrivato anche l’arresto.
L’udienza è stata rinviata al 24 maggio.
CRONACA
Formia, inizio dei lavori sulla viabilità montana nella zona del Redentore
Al via a Formia i lavori di messa in sicurezza della viabilità montana. Gli interventi sono partiti in questi giorni lungo via Monte Redentore, dove è prevista l’installazione di un guardrail su un tratto di circa 220 metri. L’opera, approvata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Taddeo nell’ottobre 2025, rientra in un piano più ampio di manutenzione e valorizzazione della rete viaria, con particolare attenzione alle zone collinari e montane, spesso compromesse negli anni dagli incendi. L’obiettivo è migliorare la sicurezza della circolazione e la fruibilità dell’area, sia per i residenti che per i visitatori. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori interventi, tra cui la sistemazione del sentiero che conduce all’Eremo di San Michele, con il ripristino della staccionata danneggiata e l’installazione di nuovi guardrail. Soddisfazione da parte del sindaco Taddeo, che ha sottolineato come l’intervento rappresenti una risposta concreta per un territorio fragile e spesso colpito da incendi, ribadendo l’importanza di prevenzione e manutenzione per garantire sicurezza e accessibilità. L’amministrazione invita cittadini e visitatori a prestare attenzione durante i lavori e a rispettare la segnaletica.
CRONACA
Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta
Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta. Decisivo un errore commesso dai malfattori, che ha permesso agli agenti di risalire rapidamente alla vittima. Il 30 marzo, durante un controllo, gli agenti hanno fermato un’auto con a bordo due uomini, entrambi residenti nel napoletano, che hanno mostrato un atteggiamento sospetto. Gli accertamenti hanno permesso di collegarli a una truffa appena consumata ad Aprilia ai danni di un’anziana, raggirata con il classico stratagemma del “finto parente in difficoltà”. Determinante è stato un errore dei due: insieme al denaro e ai preziosi sottratti, avevano utilizzato materiale cartaceo riconducibile alla vittima. Un elemento che ha consentito agli agenti di identificarla e contattarla immediatamente. La donna ha confermato di essere stata truffata poche ore prima, raccontando di aver consegnato soldi e gioielli a un giovane presentatosi come un familiare in difficoltà. Non aveva ancora avuto il tempo di sporgere denuncia. Nel corso della perquisizione, la Polizia ha recuperato il denaro e i preziosi sottratti. I due uomini sono stati arrestati in flagranza per truffa aggravata e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’episodio conferma l’attenzione delle forze dell’ordine su un fenomeno particolarmente diffuso e rinnova l’invito, soprattutto agli anziani, a diffidare da richieste improvvise di denaro e a contattare subito la Polizia in caso di dubbi.
CRONACA
Falso ordine cavalleresco e immigrazione irregolare: arrestato un uomo a Latina
La Polizia di Stato di Latina ha eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 52 anni, condannato in via definitiva per reati associativi commessi tra il 2011 e il 2012. Il provvedimento è stato eseguito il 31 marzo 2026 dagli agenti della Squadra Mobile, in attuazione di una sentenza divenuta irrevocabile a febbraio 2026 e su disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello. Le indagini avevano portato alla scoperta di un articolato sodalizio criminale che operava attraverso la copertura di un falso ordine cavalleresco, utilizzato per conferire inesistenti onorificenze e ottenere vantaggi economici, inducendo in errore numerosi cittadini. Il gruppo agiva inoltre attraverso una fittizia associazione di volontariato, riconducibile al settore della protezione civile, che secondo le ricostruzioni avrebbe facilitato l’ingresso irregolare di cittadini stranieri mediante l’uso di documentazione falsa. L’uomo dovrà scontare una pena superiore ai tre anni di reclusione, al netto del periodo già trascorso in custodia cautelare. Dopo le formalità di rito è stato trasferito in carcere.
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