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A Formia si presenta “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine”

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FORMIA – A Formia, per la rassegna I Mercoledì culturali, nella sala convegni del  Grande Albergo Miramare, il 12 febbraio, alle 17,00, sarà presentato il libro scritto da Mario Avagliano e Marco Palmieri Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell’eccidio simbolo della Resistenza edito nella collana Passaggi di Einaudi. Il testo racconta del 24 marzo del 1944 in cui fu consumata la strage delle Fosse Ardeatine. “Nella storia delle singole 335 vittime c’è tutto il dramma di una delle fasi più cruente della storia d’Italia, sociale, politica, economica, culturale e della Resistenza. In una cava adiacente alla Via Ardeatina, a Roma, i nazisti uccisero 335 persone (invece delle 330 stabilite per rappresaglia) con un colpo di pistola sparato ad ognuno alla testa”, ricorda Michele Graziosetto che introdurrà l’appuntamento e dialogherà con uno degli autori, Mario Avagliano.

“Le vittime furono scelte tra antifascisti partigiani, prigionieri politici, civili, militari, ebrei, detenuti e cittadini comuni capitati per caso nei rastrellamenti, alcuni anche per delazione, sacrificate in obbedienza all’assurda proporzione di 10 a 1, in seguito all’attacco di un commando partigiano, in via Rasella, costato la vita a 33 militari del Reich – sottolinea Graziosetto – . Fu il più terribile massacro di nazisti in territorio metropolitano che fece infuriare Hitler che ordinò immediata e feroce risposta contro i “traditori” italiani, che determinerà una profonda e non rimarginata memoria nell’immediato e nel dopoguerra. Per la prima volta il libro di Palmieri e Avagliano colmano una lacuna sull’eccidio di cui si avevano diverse e parziali notizie, raccontando, con una certosina ricerca delle fonti archivistiche e delle memorie dei parenti delle vittime, le singole storie di ognuna di esse.

GLI AUTORI – Gli Autori del libro sono entrambi giornalisti e storici, membri dell’Istituto romano per la storia d’Italia, dal Fascismo alla Resistenza, che hanno scritto vari saggi dal fascismo al dopoguerra. Sono stati insigniti di premi per l’accuratezza nelle descrizioni e l’aderenza ai fatti della storia nelle biografie e ricerca storica.
In particolare, Mario Avagliano, è membro di prestigiosi istituti storici (Irsifar e Sissco), collabora a Il Domani, Messaggero, Il Mattino, Patria Indipendente, si occupa di storia del Novecento e ha ricevuto molti premi per la sua attività di saggista. Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali Generazione ribelle (Einaudi 2009), Il partigiano Montezemolo (Baldini & Castoldi 2014, Premio Fiuggi Storia) e, con Marco Palmieri, Gli internati militari italiani (Einaudi 2010, Premio Nazionale Anpi), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (Einaudi 2011), Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani (Einaudi 2012), Di pura razza italiana (Baldini & Castoldi 2013), 1948. Gli italiani nell’anno della svolta (Il Mulino 2018, Premio Fiuggi Storia), I militari italiani nei lager nazisti (Il Mulino 2020), Paisà, sciuscià e segnorine (Il Mulino 2022), Il dissenso al fascismo (Il Mulino 2023, Premio Emilio Lussu e Premio Nazionale Minturnae-Ornella Valerio), Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine (Einaudi 2024), Italiani d’America. La grande emigrazione negli Stati Uniti (Il Mulino 2024).

LA SINOSSI – 24 MARZO 1944: in una cava sulla via Ardeatina, i tedeschi uccidono 335 uomini sparando a ognuno un colpo alla testa. Sono prigionieri politici e partigiani di tutte le forze antifasciste, civili e militari, molti ebrei, alcuni detenuti comuni e ignari cittadini estranei alla Resistenza, sacrificati in proporzione – che poi si rivelerà sbagliata per eccesso – di dieci a uno in seguito a un attacco partigiano in via Rasella, costato la vita a 33 militari del Reich. È il più grande massacro compiuto dai nazisti in un’area metropolitana e segnerà profondamente la storia e la memoria italiana del dopoguerra. Dell’eccidio delle Fosse Ardeatine molto si sa. Poco invece si conosce delle vicende individuali delle vittime, alle quali – tranne poche eccezioni – fino ad ora nelle cerimonie e nelle pubblicazioni era dedicata solo una riga con le generalità in un lungo elenco. Questo libro per la prima volta racconta la loro storia, una per una.

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Confagricoltura Latina celebra i suoi primi 70 anni. Appuntamento il 16 maggio nei giardini comunali

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LATINA – Il 16 maggio 1956 nasceva Confagricoltura Latina. A settanta anni esatti da quella data, l’associazione celebrerà il proprio anniversario con l’evento “Costruire Valore nel Tempo. L’agricoltura pontina: esperienze, innovazioni e prospettive”, in programma sabato 16 maggio dalle ore 15.30 nei Giardini del Palazzo Comunale di Latina.
L’iniziativa rappresenta un momento di confronto dedicato ai temi strategici per il futuro del comparto agricolo e agroalimentare del territorio pontino attraverso panel tematici, dibattiti e momenti di approfondimento che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, della ricerca e dell’informazione.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del presidente di Confagricoltura Latina Luigi Niccolini, del sindaco di Latina Matilde Eleonora Celentano, del presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma e del Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella. Previsto inoltre l’intervento introduttivo del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
Alle ore 16.20 prenderà il via il panel “Tecnologie e ricerca in campo per la rivoluzione agricola”, moderato dal capo servizio di Latina Oggi Graziella Di Mambro, con gli interventi dell’amministratore delegato di Bayer Crop Science Italia, Patrick Gerlich, del senatore e consigliere politico del ministro dell’Agricoltura Giorgio Salvitti e dell’eurodeputato Salvatore De Meo.
Alle ore 17.10 sarà invece la volta del panel “Il nuovo volto dell’impresa agricola tra lavoro ed economia globale”, moderato dal direttore del Messaggero Latina Vittorio Buongiorno. Dopo il saluto del presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, interverranno il Direttore Generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini e il professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Sapienza e presidente del MOF, Bernardino Quattrociocchi.
Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
A seguire è previsto uno show cooking dedicato alla Cucina Italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, curato dallo chef stellato Fabio Verrelli D’Amico, mentre la chiusura dell’evento sarà accompagnata da un brindisi e da degustazioni di prodotti del territorio a cura della Strada del Vino, dell’Olio e dei Sapori della Provincia di Latina, di AIS Lazio – Delegazione di Latina e dell’IIS San Benedetto-Einaudi-Mattei.
“Costruire Valore nel Tempo” rappresenta non solo la celebrazione di un anniversario importante per Confagricoltura Latina, fondata appunto il 16 maggio 1956, ma anche l’occasione per riflettere sul ruolo dell’agricoltura pontina nello sviluppo economico e produttivo del territorio e sulle prospettive future del settore, tra innovazione, sostenibilità, competitività e valorizzazione delle competenze.
“Il 16 maggio di settanta anni fa nasceva Confagricoltura Latina – afferma il presidente Luigi Niccolini – e questa ricorrenza ci offre l’occasione per fermarci a riflettere sul percorso compiuto dall’agricoltura pontina e sulla direzione che vogliamo continuare a seguire. In questi decenni il settore è cambiato profondamente, ma non è mai venuta meno la capacità delle imprese di adattarsi, investire e costruire valore per il territorio. Per questo abbiamo scelto di celebrare questa data non guardando indietro con nostalgia, ma mettendo al centro temi concreti come innovazione, lavoro, ricerca e competitività, che saranno determinanti per il futuro del comparto agricolo”.
“Abbiamo voluto costruire un appuntamento che mettesse insieme istituzioni, imprese, mondo della ricerca e professionisti – aggiunge il direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D’Arcangeli – perché oggi il settore agricolo ha bisogno soprattutto di connessioni, confronto e capacità di fare sistema. L’Agro Pontino è una realtà produttiva complessa e dinamica, che negli anni ha sviluppato competenze, organizzazione e una forte vocazione all’innovazione. In questo senso, i settanta anni di Confagricoltura Latina rappresentano anche il racconto di un territorio che ha saputo crescere insieme alle proprie imprese agricole e che continua ad avere un ruolo centrale nello sviluppo agroalimentare nazionale”.

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“Ricicla e Vinci”: Oltre 400 studenti al Teatro Ariston di Gaeta per il gran finale

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Si è concluso al Teatro Ariston di Gaeta il progetto di educazione ambientale “Ricicla e Vinci”, promosso da De Vizia Transfer S.p.A. in sinergia con il Comune di Gaeta. L’evento ha celebrato la fine di un percorso educativo che ha coinvolto 829 studenti di 7 plessi scolastici, trasformandoli in veri ambasciatori della sostenibilità. Coinvolti i plessi Mazzini e Don Bosco (I.C. Principe Amedeo) e i plessi Conca, Virgilio e Carducci (I.C. Carducci) per un totale di 829 alunni totali.

Il momento più atteso della giornata è stato lo spettacolo teatrale Alice oltre lo spreco, portato in scena dalla Compagnia Teatrale Red Roger. Attraverso una reinterpretazione fantasiosa del classico di Lewis Carroll, gli attori hanno trasformato concetti come il riciclo e la sostenibilità in un linguaggio narrativo immediato, capace di emozionare e far riflettere i presenti.

L’evento ha rappresentato il culmine di 7 giornate di educazione ambientale, svolte direttamente in classe tra le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Attraverso la “didattica teatralizzata”, educatori esperti hanno svolto attività ludiche, stimolando un coinvolgimento attivo degli studenti.

All’evento hanno partecipato oltre agli studenti e i vari docenti referenti, la Vicesindaca e assessore all’istruzione di Gaeta, Gianna Conte e la Dirigente Ambiente Annamaria de Filippis, Dirigente dell’IC Carducci Stefania Geremicca e la docente dell’IC Principe Amedeo Eva Cinisomo.

L’importanza di questo percorso risiede nei laboratori di educazione ambientale svolti in classe“, ha dichiarato la Vicesindaca Gianna Conte. “L’utilizzo di spazi diversi e l’interazione positiva dei bambini, dimostrano che il gioco e l’inventiva sono i canali migliori per trasmettere i messaggi dell’economia circolare alle future generazioni.” Molto soddisfatte dell’iniziativa anche le docenti referenti aderenti, le quali hanno apprezzato e supportato con molto entusiasmo le attività.

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Torna Bicincitta’ Latina, in programma domenica 17 maggio con partenza alle 10.30 da piazza del popolo

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Una grande festa dedicata a famiglie, scuole e appassionati delle due ruote. Domenica 17 maggio UISP Latina porterà nel cuore del capoluogo la 38esima edizione di “Bicincittà”, la storica manifestazione che coinvolgerà cittadini di tutte le età in una pedalata collettiva per le vie di Latina. L’appuntamento è fissato in piazza del Popolo, con raduno alle 8:30 e partenza ufficiale alle 10:30. La colorata carovana attraverserà il centro cittadino lungo un percorso di circa 8 chilometri, presidiato dalla Polizia Locale e dallo staff organizzativo. L’evento, coordinato a livello nazionale dall’UISP, si svolgerà contemporaneamente in oltre 60 città italiane e vedrà la partecipazione di numerosi istituti scolastici pontini, tra cui i plessi di via Tasso, Piazza Dante e l’Istituto Madre Giulia Salzano. Come da tradizione, “Bicincittà” sarà anche un evento all’insegna dell’inclusione. Alla pedalata parteciperanno infatti anche atleti con disabilità, nel segno dello sport aperto a tutti.

La Polizia Locale e lo staff dell’UISP provvederanno a presidiare un percorso di circa 8 chilometri tra le vie del centro di Latina. Si partirà da piazza del Popolo verso piazza della Libertà e via Don Morosini, si raggiungerà la Circonvallazione per arrivare al Tribunale e al parco San Marco. Da lì si punterà attraverso via Quarto alla zona del Centro Latina Fiori e delle autolinee. Dopo un tratto di via Fillafranca, infine, si percorrerà via dei Mille e da piazzale Prampolini ci si dirigerà verso Palazzo M per poi lanciarsi sul rettilineo conclusivo di Corso della Repubblica. Sarà naturalmente una passeggiata per tutti, senza alcun bisogno di accelerare l’andatura. Alla carovana si uniranno anche degli atleti con disabilità, nel segno di quell’inclusione che rappresenta una delle assolute priorità nelle attività dell’UISP.

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