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CRONACA

Valeria Campagna, Pd Lazio: «Il suo sangue grida ancora, non lasciamo che cada nel silenzio»

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LATINA – «Satnam Singh è morto dissanguato nelle nostre campagne. Dopo un incidente sul lavoro, il suo datore lo ha abbandonato come se fosse un peso da scaricare, non una vita da salvare. Era importante essere oggi in tribunale e al presidio organizzato dalla CGIL per l’inizio del processo: non possiamo permettere che questa vicenda venga dimenticata. La sua morte rappresenta il volto più crudele dello sfruttamento, quello che trasforma i lavoratori in fantasmi senza diritti, senza voce, senza pietà». Così Valeria Campagna, Vicesegretaria del PD Lazio e capogruppo PD al Comune di Latina, presente questa mattina al presidio per la prima udienza del processo per l’omicidio del bracciante Satnam Singh, deceduto lo scorso giugno a seguito di un incidente sul lavoro. «Satnam non è morto per fatalità. È stato ucciso da un sistema che continua a tollerare il caporalato e lo sfruttamento – aggiunge Campagna –. Un sistema che si regge sull’invisibilità e sulla paura, sulla ricattabilità dei più deboli. Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione: oggi per Satnam, ma anche per tutti i lavoratori che ogni giorno subiscono condizioni disumane». La consigliera del PD rilancia: «Non possiamo più tollerare che i campi diventino luoghi di morte, invece che di lavoro. Serve giustizia per Satnam, ma serve anche un cambio di passo nelle politiche del lavoro e dell’immigrazione. Basta con leggi che generano clandestinità e sfruttamento: la dignità deve tornare al centro. Il caporalato non è un’emergenza da reprimere una tantum, è una struttura criminale che prospera dove lo Stato arretra». «Il sangue di Satnam ci riguarda tutti. È ora di dirlo con forza, con parole che non si possono equivocare: il caporalato è una piaga che va superata. Con la giustizia, con la politica, con il coraggio di non voltarsi mai dall’altra parte».

 

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CRONACA

Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier

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viale le corbusier

Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.

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CRONACA

Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack

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Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.

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CRONACA

Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna

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Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.

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