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CRONACA

Valeria Campagna, Pd Lazio: «Il suo sangue grida ancora, non lasciamo che cada nel silenzio»

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LATINA – «Satnam Singh è morto dissanguato nelle nostre campagne. Dopo un incidente sul lavoro, il suo datore lo ha abbandonato come se fosse un peso da scaricare, non una vita da salvare. Era importante essere oggi in tribunale e al presidio organizzato dalla CGIL per l’inizio del processo: non possiamo permettere che questa vicenda venga dimenticata. La sua morte rappresenta il volto più crudele dello sfruttamento, quello che trasforma i lavoratori in fantasmi senza diritti, senza voce, senza pietà». Così Valeria Campagna, Vicesegretaria del PD Lazio e capogruppo PD al Comune di Latina, presente questa mattina al presidio per la prima udienza del processo per l’omicidio del bracciante Satnam Singh, deceduto lo scorso giugno a seguito di un incidente sul lavoro. «Satnam non è morto per fatalità. È stato ucciso da un sistema che continua a tollerare il caporalato e lo sfruttamento – aggiunge Campagna –. Un sistema che si regge sull’invisibilità e sulla paura, sulla ricattabilità dei più deboli. Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione: oggi per Satnam, ma anche per tutti i lavoratori che ogni giorno subiscono condizioni disumane». La consigliera del PD rilancia: «Non possiamo più tollerare che i campi diventino luoghi di morte, invece che di lavoro. Serve giustizia per Satnam, ma serve anche un cambio di passo nelle politiche del lavoro e dell’immigrazione. Basta con leggi che generano clandestinità e sfruttamento: la dignità deve tornare al centro. Il caporalato non è un’emergenza da reprimere una tantum, è una struttura criminale che prospera dove lo Stato arretra». «Il sangue di Satnam ci riguarda tutti. È ora di dirlo con forza, con parole che non si possono equivocare: il caporalato è una piaga che va superata. Con la giustizia, con la politica, con il coraggio di non voltarsi mai dall’altra parte».

 

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CRONACA

Aprilia, controlli “alto impatto”: denunciato 21enne, aveva coltello e droga in auto

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Proseguono ad Aprilia i servizi straordinari di controllo del territorio ad “alto impatto”, messi in campo dai Carabinieri per contrastare criminalità diffusa e traffico di stupefacenti. Nel corso delle attività, condotte dalla Compagnia di Latina con il supporto della Squadra di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio”, un 21enne del posto è stato denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Il giovane è stato fermato durante un controllo alla guida della propria auto. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire un coltello e un taglierino, oltre a una modica quantità di hashish e a un ulteriore piccolo quantitativo della stessa sostanza. Per il 21enne è scattata anche la segnalazione alla Prefettura come assuntore di stupefacenti, con il ritiro della patente per 30 giorni. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.

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CRONACA

Cisterna di Latina, con coltello e taglierino vicino alla stazione: denunciato 18enne

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stazione cisterna

Si aggirava con un coltello e un taglierino nei pressi della stazione ferroviaria di Cisterna di Latina. Per questo un giovane di 18 anni è stato denunciato dai Carabinieri per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. L’intervento è scattato nella serata di ieri dopo una segnalazione al numero di emergenza 112, che indicava la presenza di due persone con atteggiamento sospetto nell’area della stazione. I militari, giunti sul posto, hanno individuato i due ragazzi e proceduto a un controllo. Durante la perquisizione personale, il 18enne è stato trovato in possesso di un coltello multiuso e di un taglierino. Gli oggetti sono stati sequestrati, mentre per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà.

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CRONACA

Una canzone per Federico, la famiglia Salvagni continua a chiedere giustizia

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federico salvagni

A Latina, la famiglia di Federico Salvagni, il sedicenne investito e ucciso lo scorso 15 agosto, ha realizzato alcune canzoni con l’intelligenza artificiale per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda giudiziaria. I brani, ideati dal padre e dal fratello gemello del ragazzo – presente la notte della tragedia – raccontano il dolore della perdita e immaginano un dialogo tra la vittima e l’uomo accusato dell’investimento, Gioacchino Sacco, 48 anni, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso. L’incidente è avvenuto lungo la strada che collega San Felice Circeo a Terracina. Il prossimo 9 aprile, davanti al Tribunale di Latina, è fissata la prima udienza del processo, che si svolgerà con rito ordinario. La famiglia del giovane continua a chiedere verità e giustizia per una tragedia che ha profondamente colpito la comunità.

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