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CRONACA

Solidarietà a Vincenzo Di Girolamo dopo l’aggressione

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di girolamo

Ares 118 e Polizia di Stato stanno cercando di ricostruire con precisione i contorni dell’episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri sulla Pontina. Vincenzo Di Girolamo, medico in servizio insieme alla collega infermiera sull’ambulanza del 118 ha riferito di essere rimasto vittima di una vile aggressione nello svolgimento del lavoro di Emergenza sanitaria da parte di un uomo alla guida di un’auto. Quest’ultimo non si sarebbe fatto da parte per far passare l’ambulanza, che si recava a soccorrere un bambino colto da convulsioni, inseguendo il mezzo e poi picchiando il medico di turno.

“Il danno più grande resta quello emotivo” ha detto Di Girolamo, che è anche un ex assessore del comune di Terracina. La vicenda è al vaglio delle autorità, che stanno acquisendo ulteriori elementi per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Nel frattempo, sui social continuano ad arrivare messaggi di solidarietà nei confronti del medico. Tra questi, quello del sindaco di Terracina:

«Un’aggressione incomprensibile e spregevole nei confronti di un professionista che stava svolgendo il suo lavoro. Episodi del genere sono da condannare fermamente. È inaccettabile che medici e infermieri subiscano violenze mentre svolgono un ruolo indispensabile per tutti noi: aiutare le persone in difficoltà e salvare vite. Per questo è nostro dovere tutelarli e ringraziarli. A Vincenzo il mio abbraccio e l’augurio di una pronta guarigione».

Alla solidarietà si unisce il racconto dello stesso Di Girolamo, che in un post su Facebook ha voluto ringraziare quanti in queste ore hanno espresso vicinanza e ha raccontato la dinamica dell’episodio:

«Ieri, insieme alla collega Giorgia Castaldi, siamo rimasti vittime di una vile aggressione mentre svolgevamo il nostro lavoro nell’emergenza sanitaria, da parte di un soggetto in evidente stato di alterazione. Stiamo bene fisicamente, ma il danno più grande è quello emotivo. Il dispiacere più profondo è legato alla mancanza di rispetto verso chi, come noi, interviene per salvare vite umane».

Il medico ha poi ringraziato la Polizia di Stato per l’intervento tempestivo, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente, e ha sollevato interrogativi sulle tutele insufficienti di chi opera quotidianamente nei servizi d’emergenza:

«Noi medici, infermieri, autisti e soccorritori non siamo ancora abbastanza protetti. È triste constatare che chi aggredisce spesso resta impunito, mentre chi reagisce rischia sanzioni, denunce o persino conseguenze professionali. Se avessi reagito fisicamente per difendermi, quale sarebbe stato il trattamento riservato a me? Che titoli sarebbero usciti sui giornali?».

Un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulla necessità di rafforzare le misure di tutela per chi ogni giorno è in prima linea per il bene collettivo.

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CRONACA

Gaeta, un arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti

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Arrestato a Gaeta dalla polizia un cittadino di nazionalità albanese, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo in casa nascondeva 50 grammi di cocaina tra cui 38 dosi già confezionate e una dose di hashish.   Nell’abitazione oltre alla sostanza stupefacente, gli agenti hanno trovato anche altro materiale di vario tipo, presumibilmente utilizzato per il confezionamento delle dosi e ritenuto quindi riconducibile all’attività illecita. Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza di convalida, all’esito della quale il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere.

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CRONACA

RIDA Ambiente, la Corte d’Appello respinge il ricorso di Ecoambiente

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La Corte d’Appello di Roma ha respinto il ricorso presentato da Ecoambiente contro RIDA Ambiente, confermando la decisione già assunta in primo grado dal Tribunale di Roma. La sentenza esclude la responsabilità della società di Aprilia per i danni contestati da Ecoambiente e stabilisce inoltre che quest’ultima dovrà sostenere le spese del giudizio, anche nei confronti della Regione Lazio.

Al centro della controversia c’era la partecipazione di RIDA ai procedimenti regionali di pianificazione in materia di rifiuti e il ruolo della società nelle vicende legate alla realizzazione dell’impianto di Ecoambiente. Secondo quanto stabilito dalla Corte, RIDA aveva il diritto di partecipare a quei procedimenti e di tutelare i propri interessi anche nelle sedi giudiziarie competenti.

La decisione richiama inoltre una precedente pronuncia del giudice amministrativo, ormai passata in giudicato, che aveva già riconosciuto la posizione giuridica di RIDA nell’ambito della pianificazione regionale.

La Corte d’Appello ha quindi escluso che alla società di Aprilia possano essere imputati i danni rivendicati da Ecoambiente, confermando che la mancata realizzazione dell’impianto non può essere attribuita a RIDA Ambiente.

La sentenza chiude, almeno sul piano dei due gradi di giudizio considerati, un contenzioso che si è sviluppato nel corso degli anni nel settore della gestione dei rifiuti nel Lazio. RIDA Ambiente ha accolto con soddisfazione la decisione, ritenendo confermata la correttezza della propria condotta.

Oltre alle spese in favore di RIDA, Ecoambiente è stata condannata anche al pagamento delle spese di giudizio nei confronti della Regione Lazio, che era stata a sua volta coinvolta nella causa.

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CRONACA

Sezze Scalo, visti dai passeggeri di un treno mentre trafugano 170 chili di rame: arrestati due ragazzi

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LATINA – Sono stati sopresi con cinque cavi di rame appena rubati da un cantiere ferroviario, per un totale di 170 kg del costoso metallo, due ragazzi di di 24 e 25 anni, arrestati dai carabinieri. I due erano stati notati da alcuni passeggeri di un treno che stava attraversando la stazione di Sezze Scalo, che avevano visto perfettamente i due con le matasse di rame caricate sulle spalle, e hanno dato l’allarme al 112. I carabinieri hanno quindi raggiunto il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Sezze Scalo, riuscendo a stretto giro a sorprendere uno dei due giovani, il 25enne, e subito dopo il suo complice che intanto si era allontanato cercando di sottrarsi al controllo e di nascondersi sotto alcuni cespugli in un campo vicino. Entrambi sono stati arrestati per furto aggravato in concorso, mentre il materiale rubato è stato interamente recuperato e sottoposto a sequestro in attesa di essere riconsegnato. Per compiere il furto avevano danneggiato la rete di recinzione del cantiere, tentando di rubare anche una matassa di alluminio.

Il gip del tribunale di Latina ha già convalidato i due arresti e disposto la misura dei domiciliari per il 25enne, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il 24enne.

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