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Va deserta la Commissione trasparenza sui bilanci di Abc: botta e risposta tra maggioranza e presidente

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LATINA – E’ bufera sulla Commissione Trasparenza del Comune di Latina dopo il passaggio di presidenza nella mani della consigliera e capogruppo del M5S Maria Grazia Ciolfi. La maggioranza di centrodestra ha infatti fatto mancare il numero legale della seduta convocata da Ciolfi per analizzare la questione dei bilanci di Abc. Ed è scambio di accuse.

Ciolfi in una nota parla di un “gravissimo atto di sabotaggio della maggioranza per fuggire dal confronto gettando fango per non ammettere pubblicamente di essere finita in un vicolo cieco con i bilanci di ABC”,  mentre i consiglieri di  maggioranza dell’organismo consiliare, Vincenzo Valletta, Maurizio Galardo, Renzo Scalco, Simona Mulè, Giuseppe Coluzzi, Roberto Belvisi, Emiliano Licata, Giuseppe Coriddi, accusano Ciolfi di “trasformare, snaturando la funzione istituzionale e di garanzia, la commissione trasparenza in una commissione speciale o in una commissione di indagine permanente”.

«Ho convocato la Commissione – spiega Ciolfi – perché da oltre due anni ascoltiamo soltanto una voce, quella dell’Amministrazione, e non abbiamo mai potuto ascoltare la versione dell’azienda, dei suoi vertici e dell’organo di revisione. Quando le opposizioni hanno chiesto di invitare la governance di ABC nel Consiglio comunale straordinario, il Presidente del Consiglio Tiero si è
opposto, sostenendo che la discussione dovesse svolgersi nelle commissioni competenti. Ebbene, né la Commissione Bilancio né la Commissione Ambiente sono mai state convocate. Di fronte a
questa evidente elusione, ho ritenuto mio dovere istituzionale farlo in Commissione Trasparenza, proprio per colmare una mancanza di trasparenza.» E aggiunge: “La Commissione Trasparenza ha il compito di vigilare proprio su questi comportamenti opachi. E oggi, invece di rispondere ai cittadini, la maggioranza ha scelto di scappare.»

La maggioranza stigmatizza le modalità di conduzione della Commissione tradizionalmente affidata all’opposizione con parole molto dure: “E’ evidente  – scrivono in una nota i consiglieri – che la nuova presidente intenda trasformare la commissione trasparenza piegandola a funzioni che non le sono proprie come organo istituzionale, per evidenti scopi di propaganda politica. Come maggioranza, se da una parte ribadiamo la nostra volontà di rispettare le prerogative della commissione trasparenza nel suo ruolo istituzionale e di garante, dall’altra non possiamo accettare un uso improprio e politico della stessa. Non intendiamo tollerare oltre lo slargamento sistematico del perimetro di competenza della commissione per motivi politici, soprattutto quando tale slittamento avviene nonostante i reiterati richiami della maggioranza. La gestione della commissione trasparenza, proprio per gli interessi che è chiamata a tutelare, impone ragionevolezza, ascolto e cautela, non forzature. Purtroppo, spiace rilevare, che l’attuale presidente sia rimasta sorda ai rilievi della maggioranza, e abbia con questa convocazione consumato un atto di rottura istituzionale”. Così era stata motivata la mancata partecipazione ai lavori della seduta della commissione cui erano presenti invece i vertici di Abc.

Ciolfi replica: “Dicono che  sono “rimasta sorda ai richiami della maggioranza” solo per aver convocato un argomento a loro scomodo e addirittura chiedono al Presidente Tiero la convocazione di una conferenza capigruppo per ridefinire i perimetri della commissione trasparenza. A tal proposito necessito chiarire che il corretto funzionamento della commissione Trasparenza non dipende da un comportamento “gradito” alla maggioranza, nè la commissione è una gentile concessione della maggioranza , ma una prerogativa dell’opposizione, uno strumento di controllo e garanzia
democratica all’interno dell’organo consiliare. Tentare di condizionarla è un atto di prevaricazione istituzionale e un segnale gravissimo per la democrazia cittadina.»

“Non c’è stata alcuna sottrazione di responsabilità da parte della maggioranza, ma la chiara volontà di riaffermare un principio fondamentale: le istituzioni non sono uno strumento di campagna elettorale e i regolamenti vanno rispettati da tutti, anche da chi presiede una Commissione”, concludono i consiglieri di maggioranza.

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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