CRONACA
Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo
CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.
Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.
Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.
CRONACA
Cisterna, picchia e maltratta la moglie, disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico
CISTERNA – La Polizia di Stato di Cisterna di Latina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa su richiesta della Procura di Latina dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina nei confronti di un uomo residente a Cisterna di Latina.
Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa condotta dal personale della sezione Anticrimine del Commissariato di P.S. di Cisterna di Latina a seguito della denuncia presentata dalla vittima, che ha consentito di raccogliere gravi indizi in ordine a reiterate condotte di maltrattamento e violenza in ambito familiare.
Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire un quadro caratterizzato da presunte condotte vessatorie, minacce e aggressioni poste in essere in ambito familiare e protrattesi nel tempo. In particolare, l’ultimo episodio, sarebbe culminato in una violenta aggressione fisica ai danni della donna, che ha riportato lesioni.
Le indagini, supportate dalle dichiarazioni raccolte, dalla documentazione sanitaria acquisita e dagli ulteriori riscontri investigativi, hanno permesso di delineare una situazione di forte conflittualità familiare, caratterizzata da reiterati comportamenti intimidatori e minacciosi che avrebbero generato nella vittima un perdurante stato di paura e preoccupazione per la propria incolumità.
Alla luce degli elementi acquisiti, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, convalidando i provvedimenti adottati d’urgenza dal P.M. di turno e disponendo nei confronti dell’indagato l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da queste frequentati, con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo a distanza.
L’attività si inserisce nel costante impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza domestica e di genere e nella tutela delle vittime vulnerabili, con l’obiettivo di assicurare tempestivi interventi di protezione e prevenire ulteriori condotte lesive.
CRONACA
Lavoro in agricoltura e contrasto al caporalato, in sei mesi sanzioni per 83mila euro, 7 aziende sospese
LATINA – I carabinieri del Comando provinciale di Latina hanno reso noti i dati dei controlli contro il caporalato svolti sul territorio negli ultimi sei mesi e che hanno portato all’emersione di irregolarità di varia natura presso 18 aziende.
Sul fronte lavoro, su 136 lavoratori, 24 lavoratori sono risultati impiegati in modo irregolare; tra questi, 14 non avevano neanche un valido titolo di soggiorno o autorizzazione alla permanenza sul territorio nazionale.
Sette in tutto le aziende sospese, mentre 17 persone sono state denunciate a vario titolo per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, omessa sorveglianza sanitaria, mancata valutazione dei rischi e violazioni della normativa in materia di impiego di lavoratori non regolarmente assunti.
Nel corso di un controllo, eseguito lo scorso aprile, si è proceduto anche al sequestro di un immobile in stato di abbandono concesso in uso quale alloggio ad un bracciante agricolo dal datore di lavoro.
Sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 83.000 euro e ammende per oltre 47.200 euro. Per 8 aziende che ne beneficiano, è stata avviato l’iter di sospensione o revoca dei finanziamenti europei.
CRONACA
Violenza sessuale su una minorenne di Latina e produzione di materiale pedopornografico: arrestato un uomo di Cagliari
LATINA – Scambiava chat a contenuto pornografico poi ha avuto incontri intimi con una tredicenne di Latina, un uomo residente nella provincia di Cagliari è stato arrestato dalla Polizia di Stato per i reati di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico, nell’ambito delle attività a tutela dei minori. Le indagini sono state avviate dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Cagliari dopo una circostanziata segnalazione relativa alla frequentazione tra un uomo, poi identificato in un trentottenne sardo, con una minorenne.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, sulla scorta degli elementi emersi, ha emesso nei confronti dell’indagato un decreto di perquisizione domiciliare e informatica, che ha consentito di rinvenire le chat scambiate con una tredicenne della provincia di Latina, nonché immagini e video dal contenuto sessualmente esplicito.
L’analisi tempestiva e dettagliata dei contenuti multimediali emersi sui dispositivi in uso all’indagato, effettuata dagli specialisti della Polizia Postale, ha permesso di acquisire diverse conversazioni tra l’indagato e la vittima e di ricostruire il loro rapporto, inizialmente instaurato con interazioni online nel 2024, con scambio di messaggi, immagini, videochiamate e proseguito con incontri frequenti protratti fino al mese di maggio scorso.
Sulla base di ulteriori riscontri investigativi effettuati dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Latina, che ha riguardato le violenze sessuali subite dalla minore, il P.M. titolare dell’indagine ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Cagliari – Ufficio del G.I.P. una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
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