DISABILI, LA ASL NON LI ASSUME
La denuncia dei sindacati

handLATINA – Alcuni giorni dopo il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, che rimproverava all’Italia l’inefficacia delle nostre misure a favore dell’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro, si è riunita a Latina la Commissione Provinciale per le Politiche del Lavoro: ordine del giorno proprio il collocamento obbligatorio.

“Che ci fosse consegnato un lungo elenco di aziende esentate dall’obbligo di assumere disabili a causa della crisi era un fenomeno che come organizzazioni sindacali ci aspettavamo – commentano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Briganti, Blasik e Garullo  – Quello che però è saltato ancora all’occhio, in modo sconfortante, è che anche il numero di Enti Pubblici che dovrebbero assolvere all’obbligo di legge, e non lo fanno, è aumentato. Tra questi spiccano in particolare, oramai da anni, le scoperture della Asl di Latina. Si tratta di 63 potenziali posti di lavoro sui 293 totali che il collocamento obbligatorio può offrire: parliamo di quasi il 22% di opportunità di un impiego per persone disabili che potrebbero essere assicurate dalla sola Asl. Questa, già sollecitata dalla Provincia, ha replicato di non poter procedere con le assunzioni dei disabili perché la Regione Lazio esige che prima debba essere redatto il nuovo Atto Aziendale e che ciò debba anche essere compatibile con la pianta organica. Ora sappiamo che l’Atto Aziendale non verrà varato prima del 5 Ottobre e che la sanità laziale continua a dibattersi con il piano di rientro. Molti altri Enti Locali oltretutto rischierebbero il dissesto se assumessero personale”.

Dunque i sindacati si chiedono quali speranze rimangano ai portatori di handicap e insistono con la Provincia perché metta in campo ogni possibile sanzione nei confronti della Asl inadempiente, e con la Regione Lazio nei confronti dlela quale svolgeranno un’azione di sollecito.

“Crediamo – concludono Briganti, Blasik e Garullo – che anche in riferimento a questi temi così delicati, possa assumere carattere di grande utilità, avviare quel confronto con la Regione Lazio, che come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto insieme a Confindustria Latina per affrontare i più complessivi problemi legati all’economia e all’occupazione”

 

 

 

 

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