Latina abbraccia Libera: 100mila i partecipanti al corteo. Gremita piazza del Popolo. L’esortazione di Don Ciotti: “Abbiate coraggio”

Il presidente del Senato Pietro Grasso accolto dalle autorità cittadine

Shares

grasso3

LATINA – «Siamo venuti qui per affetto, stima e riconoscenza per questo territorio, qui ci sono belle persone e belle risorse. Siamo venuti per cercare verità per don Cesare Boschin e tanti altri e per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l’Agro Pontino». Sono le prime parole di don Ciotti nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, organizzata da Libera, che si celebra oggi a Latina. Don Ciotti, alla testa del lungo corteo partito da via Isonzo, ha voluto sottolineare di aver «trovato migliaia di ragazzi, qui c’è un’Italia intera che si è data appuntamento», ricordando che ieri «il papa è stato chiaro: ‘piangete e convertitevi, in ginocchio chiedo di cambiare vità». «Le nostre antenne di cittadini ed associazioni ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nel settore dell’economia e della finanza. Se fosse solo un problema di criminalità basterebbero le forze dell’ordine ma è anche un problema di case, di povertà e di politiche sociali». Sul caso rifiuti e sulle dichiarazioni del pentito Schiavone, don Ciotti ha ricordato che: «si sapeva da vent’anni, mi sono stupito di chi si è stupito. Boschin vedeva tutto questo dalla sua finestra e della sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c’è strage in Italia di cui si conosca la verità».

«Basta parole e più fatti – ha detto ancora il sacerdote Antiomafia – . Basta deleghe, basta prudenze, basta timidezze. È arrivato il momento di cambiare». il fondatore di ‘Liberà ha aggiunto “Abbiamo solo questa vita Non sprechiamola e impegnamoci tutti, perchè la speranza è adesso». Dal palco è stato letto da personaggi delle istituzioni, autorità forze dell’ordine ma anche semplici cittadini l’elenco di 900 vittime innocenti delle mafie. Tra questi, 189 militari e poliziotti, 25 magistrati e avvocati, 154 deceduti per pallottole vaganti o per uno scambio di persona, 67 vittime innocenti uccise perchè parenti di mafiosi o testimoni scomodi, 107 persone esposte a racket e pizzo, 88 sindacalisti e contadini, sette lavoratori nella sanità uccisi perchè si opponevano alla corruzione, 12 giornalisti e 80 minorenni. Libera chiede «verità e giustizia» per le stragi e le vittime perchè, fa sapere, il 70% dei familiari delle 900 vittime innocenti ancora non conoscono la verità.

Don Ciotti ha anche chiesto che la politica decreti per legge che il 21 marzo sia la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Chiediamo che lo Stato riconosca questo giorno. Pronta la risposta ai nostri microfoni del ministro della giustizia Andrea Orlando

ASCOLTA IL MINISTRO ORLANDO

ministro libera

La città fin dalle prime ore del mattino si è riempita di tantissimi ragazzi, studenti delle scuole di ogni ordine e grado, anziani e famiglie arrivati a bordo di treni e pullman per marciare accanto a Libera. Per le strade ha sfilato anche un lungo corteo di biciclette della «Transumanza per la legalità partita ieri da Roma e che ha poi alimentato a pedali il palco di piazza del Popolo».

Accanto a Don Ciotti, anche il presidente del Senato Pietro Grasso, il procuratore Giancarlo Caselli, la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, le autorità e le istituzioni locali e decine di familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie.
“Essere qui ha un significato ben preciso” ha detto Grasso la lotta alla criminalità è una priorità».

ASCOLTA PIETRO GRASSO

grasso

ASCOLTA ROSY BINDI

bindi

«È bellissimo questo abbraccio nelle le strade della nostra» ha detto il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi.

ASCOLTA IL SINDACO DI LATINA GIOVANNI DI GIORGI

gdg libera

«Siamo lieti che questa giornata si svolga a Latina. È un’occasione per tutti i cittadini e soprattutto per i tanti giovani presenti di fare da argine alle infiltrazioni delle organizzazioni mafiose». Sono le parole del prefetto di Latina Antonio D’Acunto in occasione della Giornata della memoria organizzata nella città di Latina da Libera. «Questo – ha aggiunto il prefetto – è un territorio bello e ricco di risorse, ma proprio per questo fortemente esposto agli interessi della criminalità organizzata. Vogliamo che diventi un corridoio di legalità. Questa giornata deve essere il simbolo di una forte denuncia ma anche di una grande speranza».

ASCOLTA IL PREFETTO ANTONIO D’ACUNTO

prefetto libera

Organizzare questa giornata a Latina è un segnale importante perchè questo è un territorio contiguo a terre di mafia. Le presenze ci sono, le abbiamo accertate e continuiamo a individuarle». Lo ha detto il questore di Latina Alberto Intini, che, insieme al comandante dei carabinieri e al comandante della Guardia di Finanza, ha partecipato alla manifestazione organizzata da Libera in ricordo delle vittime di mafia. «Che si celebri qui questo evento – ha aggiunto il questore – è un fatto importante. Il momento della lettura del lungo elenco delle vittime innocenti di mafia ne scandisce tutto il suo più profondo significato». Il questore si è poi soffermato sulla presenza delle organizzazioni mafiose sul territorio pontino: «Il territorio più a rischio – ha precisato – è il sud della provincia, perchè più vicino alle zone geografiche dominate dai casalesi, il cui potere si estende anche oltre il Garigliano. Qui la nostra attenzione è altissima. Ma lo è anche nella parte nord della provincia, in particolare ad Aprilia, più vicina a Roma, dove pure abbiamo individuato e accertato la presenza di clan».

ASCOLTA IL QUESTORE ALBERTO INTINI

intini libera

ASCOLTA IL COMANDANTE DEI CARABINIERI GIOVANNI DEL CHIARA

de chiara libera

gdg libera

Il programma della XIX edizione della Giornata della memoria e dell’impegno prosegue, nel pomeriggio, con diversi seminari, incontri, dibattiti e mostre che si svolgeranno in diverse zone della città.

[flagallery gid=189]

PIAZZA – Il corteo sfila fino a piazza del Popolo dove è stato allestito il palco dal quale prenderà la parola anche il presidente di Libera Don Luigi Ciotti e da cui verranno letti i nomi delle vittime di mafia.

 ASCOLTA I NOMI DELLE VITTIME DI MAFIA DURANTE IL CORTEO

nomi libera

Sono migliaia i ragazzi, non solo studenti di Latina, ma anche quelli provenienti da tutta Italia quelli che stanno prendendo parte all’iniziativa di Libera e Avviso Pubblico.

[flagallery gid=186]

CICLISTI – Sono un centinaio i ciclisti che da Capoportiere hanno raggiunto il corteo di via Isonzo. Tra le autorità in bicicletta c’è anche il presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori con il figlio.

ASCOLTA I PEDALATORI

pedali

LE FOTO DELLA TRANSUMANZA

[flagallery gid=187]

ROBERTA SOTTORIVA HA PARLATO CON FABRIZIO MARRAS

roberta e marras

PAPA FRANCESCO – L’appuntamento è stato preceduto ieri a Roma dall’incontro di Papa Francesco con i familiari delle vittime di mafia e da una veglia di preghiera nella chiesa romana di San Gregorio VII dove erano presenti con Don Ciotti, anche il sindaco di Latina Di Giorgi e il vescovo di Latina Mariano Crociata. Presenti anche il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il sindaco di Roma Ignazio Marino, Maria Falcone, sorella del giudice ucciso da Cosa Nostra. A Roma sono arrivati da tutta Italia 700 familiari delle vittime delle mafie, tutti hanno potuto ascoltare le parole di Papa Francesco “Mafiosi convertitevi, cambiate vita, vi aspetta l’inferno altrimenti”. Prima della benedizione finale nella veglia con i familiari delle vittime di mafia, don Luigi Ciotti ha consegnato a papa Francesco la stola che era di don Giuseppe Diana, il prete assassinato dalla camorra a Casal di Principe, di cui due giorni fa è ricorso il ventesimo anniversario della morte. Il Papa l’ha quindi indossata, impartendo poi la benedizione ai presenti nella chiesa di San Gregorio VII.

 

vigili urbanivigili urbani 2VIABILITA’ – Vigili in azione questa mattina dalle prime ore per rimuovere le auto lasciate sul opercorso del corteo e nelle strade interdette alla sosta.

 [flagallery gid=185]

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto