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CRONACA

Rossella Angelico, a trent’anni dal brutale assassinio avvenuto a Latina, un post su Fb la ricorda

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candelaLATINA –  Sono trent’anni che Rossella Angelico è stata uccisa: era il 9 novembre del 1985. Per lei, queste sono le Giornate della Memoria: “perché la cosa più importante è NON DIMENTICARE”, è il post su Facebook di un amico.

Quello di Rossella è stato uno dei delitti più atroci che Latina abbia conosciuto. La ragazza aveva 17 anni, era sabato sera e il suo fidanzatino le aveva dato appuntamento sulla strada Cicerchia per un incontro che lei immaginava romantico. Era buio, Rossella arrivò in motorino senza sapere che Giuseppe, un anno più di lei, si sarebbe presentato con due amici, chiedendo di avere un rapporto a tre. Era il suo primo amore, le crollò il mondo addosso: si ribellò e fu uccisa a bastonate senza pietà con un paletto di legno trovato lì nelle campagne.
I tre, il più grande allora aveva 22 anni, tornarono a casa, mentirono, poi sotto interrogatorio crollarono. Furono arrestati per il delitto su ordine del sostituto procuratore Giuseppe Mancini con le accuse di tentata violenza carnale, sequestro di persona e omicidio pluriaggravato. Poco prima, a casa Angelico avevano chiesto ai genitori della ragazza notizie sulla data dei funerali.
Per Rossella, gioviale e allegra, che allora frequentava la IV Magistrale ed era rappresentate di classe, oggi è il Giorno del Ricordo, per i suoi assassini, quello dell’oblio. Solo per i vivi, infatti, quando hanno scontato la loro pena, esiste il diritto “a non restare esposti ai danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare all’onore e alla reputazione”. Rossella invece non c’è più. E di storie di donne martoriate ne abbiamo lette troppe.

2 Comments

2 Comments

  1. so io

    13 Aprile 2017 at 19:12

    E’ vero.. gli assassini si devono tutelare…che schifo.Non si sa mai che abbiano altri traumi

  2. Io.

    1 Novembre 2018 at 10:11

    Ancora che dopo anni riportate quest’articolo…non sapendo neanche come sono andati realmente i fatti.

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Pianura allagata, l’appello del Consorzio di Bonifica: “Ognuno deve fare la sua parte, tanti i danni prodotti dall’uomo”

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PONTINIA – I vertici del Consorzio di Bonifica hanno incontrato oggi pomeriggio nella sede di Mazzocchio dove si trova il maggiore impianto idrovoro del comprensorio, agricoltori e categorie produttive del settore che hanno ricevuto danni anche gravi dall’alluvione che si è registrata nella notte tra il  20 e 21 ottobre.  In collegamento da remoto anche l’assessore regionale Giancarlo Righini.

E’ stata ribadita anche con l’aiuto di immagini e dati, l’eccezionalità del fenomeno che ha obbligato gli impianti a gestire 140 ml di metri cubi di acqua, tre volte quella che viene usata in un anno a scopo irriguo. Sottolineate anche le difficoltà dovute ai danni ambientali prodotti dall’uomo: argini crollati a causa degli incendi e una quantità di rifiuti gettati nei canali che ostruiscono il deflusso regolare delle acque che, in questo caso era reso difficile sia dalla quantità delle piogge meteoriche sia dal livello del mare con onde di tre metri.

“Abbiamo trovato opere manomesse dalla mano dell’uomo, argini bruciati. Chiediamo collaborazione a tutti, ognuno deve fare la sua parte”, è stato l’appello del il presidente del Consorzio di Bonifica Lino Conti

“Abbiamo 32 impianti che erano tutti in funzione. La manutenzione è costante, ma non dipende solo da noi”, ha detto il direttore generale Natalino Corbo

L’assessore Righini ha confermato il sostegno economico alle attività danneggiate raccomandando puntualità nella presentazione delle domande.

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CRONACA

Pericoloso inseguimento a Sperlonga, presa coppia che aveva appena truffato una 88enne

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GAETA – La Polizia di Stato di Gaeta ha tratto in arresto un uomo di 50 anni e una donna di 38 anni, entrambi di origini siciliane, trovati in possesso di denaro e preziosi risultati provento di una truffa appena consumata ai danni di un’anziana di Sperlonga. E’ accaduto nel pomeriggio del 27 ottobre, i poliziotti della Squadra Anticrimine del Commissariato di P.S. di Gaeta, durante un servizio di controllo del territorio, hanno intercettato un’autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con andamento irregolare verso il centro cittadino. All’alt intimato dagli operatori, il conducente avrebbe accelerato, tentando di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un lungo e pericoloso inseguimento, al quale ha preso parte anche un equipaggio della Squadra Volante. Durante la fuga, il conducente ha anche percorso tratti contromano, attraversato un incrocio con il semaforo rosso e urtato altri veicoli, tra cui un’auto in sosta e una vettura di servizio. L’inseguimento si è concluso nel territorio di Sperlonga, dove l’auto si è immessa in una strada senza uscita. Nel tentativo di invertire la marcia, il conducente ha nuovamente urtato il mezzo della Polizia.

Bloccati e identificati i due occupanti, i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione personale e veicolare, rinvenendo 4.060 euro in contanti, occultati dall’uomo negli indumenti intimi, e numerosi preziosi custoditi nel bagagliaio: collane, bracciali, orecchini, una fede e monete, per un peso complessivo di circa mezzo chilogrammo e un valore stimato di 40 mila euro, poco dopo ricollegati alla truffa di cui era stata vittima un’anziana di 88 anni residente a Sperlonga.

Anche in questo caso ad agire un finto appartenente all’Arma, qualificatosi come “comandante dei Carabinieri”.

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CRONACA

Terracina, botte e maltrattamenti sulla compagna, arrestato un 31enne

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TERRACINA  – Ha picchiato la compagna convivente al volto con pugni e schiaffi e le ha strappato il cellulare dalle mani mentre lei cercava di chiedere aiuto. E’ l’epilogo di una serie di maltrattamenti che andavano avanti da tempo. E’ finito in carcere un 31enne di Terracina, arrestato dagli agenti di polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Latina. E’ accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Era stata la donna la mattina seguente con i sgni delle botte ricevute a contattare i suoi familiari facendosi portare al pronto soccorso. La procura ha poi richiesto e ottenuto la misura della custodia cautelare più grave e il giovane è ora rinchiuso nella casa circondariale di Latina.

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