AMBIENTE
“L’orma di dinosauro subito al Procoio di Sabotino”. Poi un Museo Condiviso a Fogliano

Il masso su cui è impressa l’orma di dinosauro
LATINA – Portare immediatamente il masso con le impronte di dinosauro trovato a Rio Martino, al Procoio di Borgo Sabotino. Il presidente della Commissione Cultura del Comune di Latina, Fabio D’Achille ha proposto l’idea nel corso di un incontro che si è tenuto presso la Mostra Homo Sapiens ed Habitat di San Felice Circeo con la Fondazione Zei e Italia Nostra. Le due realtà però guardano anche oltre, a un Museo Condiviso da realizzare all’interno del Borgo di Fogliano “intorno al quale potrebbero lavorare le principali associazioni naturalistiche e culturali della zona. Il Museo potrebbe essere un luogo di confronto, condivisione, didattica e comunicazione con il pubblico proprio per argomenti come questi, sul paesaggio e la storia naturale del nostro territorio”, spiegano i promotori.
I RISCHI ATTUALI – Attualmente il canale di Rio Martino è un cantiere e i lavori di movimento terra previsti dal progetto di sistemazione della foce e il masso con le impronte è stato seppellito come hanno testimoniato Giancarlo Bovina di Italia Nostra e Marco Loreti della Fondazione Zei che si sono recati sul posto per valutare l’impatto dei lavori sulle impronte, segnalando il rischio di danneggiamento alla direzione dei lavori ” ignara dell’esistenza del reperto il quale è inoltre molto difficile da individuare”. Lo stesso allarme è stato lanciato dall’ associazione Sempreverde, mettendo in allarme la Soprintendenza, l’Ente Parco Nazionale del Circeo e il Comune di Latina.
“Sappiamo che per una adeguata musealizzazione del reperto fossile è necessario il coinvolgimento degli scopritori e dei ricercatori che hanno studiato le impronte”, dice D’Achille assicurando che il Comune si impegnerà a mettere in campo tutte le iniziative necessarie allo scopo.
UN PO’ DI STORIA – La scoperta venne fatta dal fotografo Bruno Tamiozzo che la condivise con l’amico e geologo Stefano Panigutti il quale giunto sul luogo del ritrovamento confermò l’ipotesi dell’amico: si trattava di impronte di dinosauro, probabilmente un specie di Teropode. “I due scopritori – racconta D’Achille – a quel punto segnalano immediatamente la scoperta all’equipe del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma diretta del prof. Umberto Nicosia che conferma l’attribuzione delle impronte ad un piccolo dinosauro carnivoro appartenente al gruppo dei “Teropodi”, proprio come ipotizzato dal geologo Stefano Panigutti. Il gruppo di ricerca della Sapienza coordinato dal prof. Nicosia, composto dai ricercatori Paolo Citton, Iacopo Nicolosi, Roberto Carluccio e Marco Romano, esegue uno studio delle impronte pubblicando,qualche mese dopo la scoperta, i risultati della ricerca su importanti riviste scientifiche internazionali”.
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A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
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Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

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Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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