CRONACA
Piscina comunale, il privato non riapre la vasca esterna e il Comune imbocca la strada della revoca della concessione
LATINA – La gestione privata della piscina comunale potrebbe avere i giorni contati e magari l’impianto trovarsi con le utenze staccate, dunque nell’impossibilità di ospitare atleti e corsisti, anche nella vasca interna (mentre quella scoperta, come è noto, è già chiusa). Arriva così alle sue estreme conseguente il braccio di ferro tra concessionario dell’impianto e Comune di Latina. Una settimana fa infatti, l’amministrazione ha ordinato alla Nuoto 2000 di riaprire immediatamente la piscina scoperta utilizzata dalla pallanuoto, in attesa poi di rivedere e ridiscutere le norme del contratto. Il privato non si è mosso, e l’ente locale, rilevata l’inottemperanza, l’ha notificata al concessionario con la conseguenza che fra pochi gorni la Procura si troverà un altro faldone di cui occuparsi. L’ente valuta anche il distacco del gas che, da sempre, è a totale carico della parte pubblica per una somma che si aggira intorno ai 250mila euro l’anno. In sostanza, quello che era un vantaggio sfacciato riservato alla Nuoto 2000 da una normativa discutibile e modificata strada facendo anche con atti di dubbia legittimità, potrebbe oggi trasformarsi in un’arma nelle mani del Comune. Ma non c’è da gioire.
“Basta cerotti – dice il sindaco Damiano Coletta – l’Amministrazione ha il dovere di fare quello che è giusto per restituire trasparenza e legalità a questa situazione, tutelando il Comune da futuri guai. Sappiamo anche che questa nostra strategia sta creando disagio all’utenza e ce ne dispiace, ma l’obiettivo è garantire una fruizione secondo diritto”.
A fare la cronistoria dell’ingarbugliata questione relativa alla concessione della discordia, è il vicesindaco Paola Briganti che però dichiara subito: “La questione ci sta prendendo molto tempo e non è ancora definita. Vogliamo però spiegare quello che abbiamo trovato mettendoci a lavorare sulle carte, per far capire ai cittadini in che situazione ci troviamo”. Ovvero come sia possibile che il Comune negli anni passati abbia stipulato una convenzione con il privato che palesemente in alcuni importanti punti non risponde alle esigenze per le quali è nata.
La storia comincia nel 2004: il Comune decide che Latina ha bisogno di una piscina scoperta per sostenere il movimento della pallanuoto. Nel 2006 ne viene appaltata la costruzione a licitazione privata ad una società che ci mette il 10% di capitale, mentre per il restante 90% viene stipulato un mutuo garantito dal Comune. Una volta costruito l’impianto però, il Comune (che paga il gas per riscaldare l’acqua), con una determina dirigenziale, cambia il contratto e stabilisce che (nonostante i campionati e relativi allenamenti di pallanuoto si svolgano nei mesi invernali) il privato può gestire la vasca scoperta solo in estate. Nulla viene invece stabilito in merito a chi debba gestire l’impianto nei mesi freddi. “Perché – si chiede allora la Briganti – se la piscina viene costruita per sostenere la pallanuoto, viene anche stabilito che nessuno la gestisca nei mesi in cui serve alla pallanuoto?”. E’ solo uno dei nei della convenzione.
Per non parlare delle utenze, mai separate e regolate addirittura da due distinti punti del contratto che suonano più o meno così: “I costi delle utenze restano a carico del Comune fino a quando lo stesso ente non decida di separarle”. Cosa che non avviene. Non ci riesce nemmeno il commissario prefettizio Giacomo Barbato che nel corso del suo mandato ha dovuto arrabbiarsi più di una volta per leggere gli atti della piscina, volendo regolarizzare la situazione così come fatto con il Latina Calcio, obbligato a saldare al Comune quanto dovuto per il Francioni.
Sempre nella convenzione, ci sono gli spazi acqua destinati al Comune: tre ore al giorno (una di mattina e due nel primo pomeriggio) che l’ente paga la bella somma di 160mila euro circa l’anno (molto prossima a quella che il privato paga per il mutuo) per ospitare le società che ne facciano richiesta, principalmente gli atleti diversamente abili. Dalle carte emergono anche compensazioni tra debiti e crediti e altre questioni che secondo l’attuale maggioranza impongono una rivisistazione complessiva dell’accordo.
Inutile dire che la materia è già oggetto di due contenziosi, uno in sede amministrativa e uno in sede civile. Che la notifica di inottemperanza apre anche il fronte penale. E che l’intero caso delle piscine di Latina sarà sottoposto all’Autorità Anticorruzione e gli atti trasmessi alla Corte dei Conti.
CRONACA
Sabaudia, i Carabinieri denunciano un 36enne per truffa
Una truffa costruita sfruttando la fiducia e il legame familiare. È quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Sabaudia, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 36 anni, residente in provincia di Rimini, ritenuto responsabile del raggiro ai danni di una donna del posto. L’indagine è partita dalla querela presentata dalla vittima, una 68enne, e ha consentito in tempi rapidi di individuare il presunto autore. Secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe contattato la donna tramite una piattaforma di messaggistica, fingendosi la figlia e sostenendo di aver cambiato numero di telefono. Con la scusa di un’urgenza economica, sarebbe riuscito a convincerla a effettuare due bonifici, per un totale di 3.460 euro. Gli accertamenti svolti dai militari hanno poi permesso di verificare che sia l’utenza telefonica utilizzata per il contatto sia la carta prepagata su cui sono confluiti i soldi erano riconducibili all’indagato. Al termine dell’attività investigativa, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di truffa.
CRONACA
Ad Aprilia la Guardia di Finanza trova il deposito dello Snus, il tabacco pakistano illegale
APRILIA – La Guardia di Finanza ha individuato ad Aprilia un deposito di tabacco pakistano “Snus”. Scoperte 40 scatole trovate nascoste tra i bancali di prodotti alimentari che contenevano 650 chilogrammi del tabacco umido in polvere destinato all’uso orale, la cui vendita è espressamente vietata in tutta l’Unione Europea. L’introduzione e la commercializzazione sul territorio nazionale di questo prodotto – spiegano dalla Guardia di Finanza – costituiscono a tutti gli effetti contrabbando.
L’operazione ha preso le mosse dopo il ritrovamento a Roma di 300 kg della stessa sostanza. La successiva analisi della documentazione acquisita, ha permesso di individuare in provincia di Latina il sito di stoccaggio del tabacco. I sospetti dei militari si sono concentrati su un’autovettura elettrica di lusso uso dalle persone sospettate, notata mentre era collegata a una stazione di ricarica installata sulla parete esterna di un magazzino formalmente intestato a un prestanome. La successiva perquisizione del locale, eseguita in sinergia operativa tra il Comando Provinciale di Roma e il Comando Provinciale di Latina, con il supporto sul campo dei finanzieri della Tenenza di Aprilia, ha permesso di rinvenire il quantitativo.
I 950 chilogrammi complessivi di Snus avrebbe potuto garantire proventi illeciti stimati in oltre 200.000 euro, determinando un danno per le casse dello Stato, in termini di accise e IVA evase, di circa 190.000 euro.
Per i responsabili è scattata la denuncia piede libero all’autorità giudiziaria di Latina, mentre il tabacco e il magazzino di stoccaggio sono stati posti sotto sequestro.
AUDIO
Trasporto pubblico, stipendi a rischio, Giuliano Errico (Ugl): “Abbiamo scritto a Comune, Regione e Prefetto”
LATINA – Una crisi di liquidità annunciata dall’azienda Csc che gestisce il trasporto pubblico a Latina, mette a rischio gli stipendi dei lavoratori. Lo denunciano i sindacati di Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Autoferro che chiedono un incontro al Comune per chiarire la situazione. “Questa mancanza di liquidità sembrerebbe dipendere da somme che il Comune di Latina deve all’azienda a cui si aggiunge il contributo chilometrico da parte della Regione Lazio ancora non versato”, ci ha spiegato Giuliano Errico segretario provinciale della Ugl Autoferro.
Errico racconta di una situazione “pesante sotto tutti i profili”, che potrebbe mettere a rischio già la prossima mensilità. “Sono tre mesi – aggiunge – che è stato sospeso il secondo livello di contrattazione, che già di per sé sta mettendo in difficoltà economica i lavoratori. Questa mancanza di liquidità sembrava un argomento superato, visto l’impegno del Sindaco e del Presidente della Regione, proprio per la città di Latina, ma oggi invece la prospettiva è completamente cambiata, sembra che questa situazione sia ancora ferma ai box e che quindi stia mettendo in difficoltà l’azienda
Che cosa chiedete? 
“UGL, insieme a CGL e UIL, abbiamo indirizzato una nota a Regione, Comune, Prefetto e a tutta l’amministrazione comunale, dove chiediamo di fare chiarezza su tutto l’iter burocratico, perché di questo stiamo parlando, e di adempire pagando le somme dovute all’azienda, così da non mettere in difficoltà i lavoratori. Abbiamo fatto questa nota proprio con senso di responsabilità perché non vorremmo incorrere in uno sciopero che bloccherebbe e penalizzerebbe ancora di più i lavoratori e anche la cittadinanza tutta, quindi ci aspettiamo a breve una convocazione per trovare una via di uscita a questa situazione di stallo”.
Il sindacalista mette in rilievo anche la situazione che riguarda lo stato dei mezzi.
“A tutta la situazione che abbiamo appena descritto che già di per sé è problematica, si aggiunge che il parco macchine che oggi raggiunge il suo ottavo anno di servizio. Ci sono dei problemi importanti che abbiamo già segnalato, quindi abbiamo chiesto all’azienda di intervenire, non solo sui display, ma su una manutenzione più completa e più programmatica, perché la manutenzione dei bus, compresi i display, diventano un problema per l’utenza, nelle ore notturne, ma anche diurne. Senza un indicatore di direzione, anche per gli utenti diventa complicato andare a trovare l’autobus che li deve portare al lavoro o a casa, quindi anche su questo è un tema importante su cui abbiamo acceso i riflettori e su cui bisogna intervenire, ricordando che Latina è il secondo capoluogo del Lazio e probabilmente merita un’attenzione superiore a quella avuta fino a oggi dalla Regione per quanto riguarda il trasporto pubblico. Chiediamo che questi fondi arrivino il prima possibile e che si mettano in condizione tutte le parti di lavorare nel miglior modo possibile”.
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