il caso

Un anno di carcere a Bali, Gaetano Sciaudone: “Prego il Governo indonesiano di restituircelo. Carmine non sta bene”

Farnesina, Ambasciata, il sindaco Coletta e l'on Fautilli chiedono la liberazione del ragazzo. Oltre 20mila persone hanno firmato la petizione su Change.org

LATINA – “Sono preoccupato per mio figlio, per la sua salute e per la sua stabilità”. Ad un anno dall’arresto di Carmine Sciaudone, giovane film maker di Latina fermato a Bali con l’accusa di svolgere un’attività non consentita dal visto da turista, il papà Gaetano, lancia un appello perché venga rilasciato.

“Carmine non stava lavorando, era su un’ imbarcazione da invitato ad una festa, e data la sua altezza, gli è stato chiesto di sistemare un videoproiettore.  Aiutava solo alcuni amici,  il resto è tutto un equivoco”. Prima l’arresto, poi il processo che si è concluso con l’assoluzione in primo grado. Quindi, la mancata scarcerazione perché la pubblica accusa ha presentato appello contro l’assoluzione.

 IL RACCONTO

“Paradossalmente, proprio perché Carmine è stato assolto, non ci è possibile presentare né una domanda di grazia, né la richiesta di estradizione, abbiamo le mani legate. Il tempo passa, senza che ci venga comunicato nulla. Siamo esausti e Carmine ora è davvero provato. Ci chiediamo perché le autorità locali non lo espellano, magari anche vietandogli di tornare in futuro sull’isola”.
Il giovane di Latina ha anche contratto una fastidiosa infezione ben visibile sul volto. “Sappiamo che è stato visitato, e che il problema non passa, anche se si sta alleviando”, dice Gaetano Sciaudone.
Del caso sono state interessate le autorità: hanno scritto alla Farnesina, oltre alla famiglia Sciaudone, la onlus Prigionieri del Silenzio, l’onorevole pontino Federico Fauttilli, mentre il sindaco Coletta si è appellato al capo del Governo, Paolo Gentiloni e al Ministro Angelino Alfano. E’ stato chiesto un incontro con l’Ambasciata indonesiana Roma che ha voluto leggere le carte, mentre l’Ambasciata di Jakarta ha fatto visita a Carmine in carcere.
“Rivolgo una preghiera alle autorità locali perché mi restituiscano mio figlio. Lo ripeto ha bisogno di cure mediche e soprattutto di rivedere la sua famiglia”.

Intanto, la petizione per la liberazione del ragazzo promossa su Change.org è stata sottoscritta da oltre 20mila persone.

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