CRONACA
Abc, Zuliani: ” Conti sbagliati e il Consiglio comunale non viene informato”
LATINA – Ha presentato – come spesso accaduto durante questa consiliatura – richiesta di accedere agli atti della Abc, spinta dalle dimissioni del dirigente all’ambiente Sergio Cappucci. E, una volta avute le carte, ha rilevato “importanti fatti di cui il consiglio comunale non è mai stato reso partecipe”. Nicoletta Zuliani del Pd non ha dubbi: “ABC è un costo incontrollato: esattamente ciò che non dovrebbe essere”.
La consigliera di opposizione evidenzia “problemi che riguardano la revisione del contratto che inevitabilmente dovremo attuare perché nel 2018 non inizierà nessuna differenziata spinta”, e non si raggiungerà il 40% della raccolta differenziata come invece previsionato e che “la mancata erogazione del mutuo da parte della cassa depositi e prestiti è la causa principale di questo ritardo che comporterà la revisione del contratto che il 5 luglio ABC ha chiesto all’Ente in una nota. Rivedere un contratto significa modificarne principalmente i numeri economici. Ed evidentemente non saranno a favore del Comune”.
IMPOSSIBILE NEL 2018 AUMENTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA – L’azienda – secondo quanto scrive in una lunga nota la consigliera – sostiene l’impossibilità di poter procedere ad un ampliamento della raccolta differenziata per tutto il 2018, il che rende il servizio di ABC identico a quello della LATINA AMBIENTE del 2017. Ecco perché l’azienda speciale richiede che venga corrisposto mensilmente lo stesso importo di canone oltre i 4 primi mesi del 2018 e per tutto il 2018. Chi pagherà? E la cosa più grave – conclude Zuliani – è che nessuno ha fatto menzione di questi problemi al consiglio comunale.
COMMISSIONE URGENTE – La richiesta è di convocare con urgenza una commissione per audire i direttori dell’esecuzione del contratto per conoscerne lo stato di attuazione, e sapere come l’ABC intende modificare il contratto e soprattutto quali saranno le ripercussioni economiche a carico del Comune.
CRONACA
Sequestri preventivi tra Roccagorga, Sezze e Roma: nel mirino beni e società riconducibili a due persone
È in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina per l’esecuzione di un decreto di sequestro anticipato finalizzato alla confisca. I controlli interessano i territori di Roccagorga, Sezze e Roma. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma, Sezione speciale per l’applicazione delle misure di prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina. Il sequestro riguarda beni mobili e immobili, oltre a beni aziendali appartenenti a tre società riconducibili a due soggetti. Ulteriori dettagli sull’operazione non sono stati al momento comunicati.
CRONACA
Tamponamento a catena sulla Pontina, lunghe code in direzione Roma
Tamponamento a catena sulla Pontina, in direzione Roma, all’altezza di Selciatella, nel territorio di Aprilia. Nell’incidente sarebbero rimasti coinvolti almeno sette veicoli, con pesanti ripercussioni sulla circolazione. Sul posto la polizia stradale di Aprilia e i sanitari del 118 con due ambulanze. Secondo le prime segnalazioni, si registrano almeno tre chilometri di coda. Il traffico procede a rilento, con rallentamenti anche sulla corsia di sorpasso.
CRONACA
Pontinia, sequestrato un impianto a biomasse di quasi 16mila metri quadrati: tre denunce
Un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse, esteso su una superficie di 15.839 metri quadrati, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a Pontinia nell’ambito di un’attività di contrasto agli illeciti ambientali. L’operazione ha portato anche al sequestro di circa 1.000 metri cubi di materiale organico e inerte, 100 metri cubi di rifiuti indifferenziati e diversi silos in vetroresina in disuso.
Gli accertamenti sono stati condotti dai finanzieri del Gruppo di Latina con il supporto tecnico del personale di Arpa Lazio. Secondo quanto emerso dalle verifiche, sarebbero state riscontrate irregolarità nella gestione dei rifiuti e delle acque reflue industriali. In particolare, gli investigatori hanno rilevato il deposito incontrollato e l’abbandono di rifiuti, scarichi non autorizzati e la presenza di una presunta discarica abusiva.
Nel materiale accumulato illegalmente sono stati individuati anche plastica, vetroresina e materiale ferroso. Il sequestro dell’intero opificio industriale è stato disposto per interrompere le condotte contestate e prevenire ulteriori danni all’ambiente.
Al termine delle attività di polizia giudiziaria, tre persone, tra cui il rappresentante e alcuni soci della società che gestisce l’impianto, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Latina. Le ipotesi di reato riguardano violazioni del Testo Unico Ambientale. È stata inoltre segnalata una società di capitali per la responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato.
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Annamaria anelli
22 Agosto 2018 at 20:19
Anche l’ABC non mantiene le promesse,Latina è sempre più sporca,come fare?come migliorare se il comune non interviene?Non ci sono speranze……