giorno della memoria

Mattarella consegna la medaglia d’onore a Livio Pedron di Formia

L'alta onorificenza ritirata al Quirinale dal figlio - IL DISCORSO DI MATTARELLA

FORMIA – C’è anche un pezzetto di Formia quest’anno nel Giorno della Memoria celebrato al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nell’occasione infatti il Capo dello Stato ha consegnato la medaglia d’onore a Livio Pedron, invalido di guerra che da cinquant’anni vive nella città del  sud pontino. Ha ritirato il riconoscimento il figlio, era troppa l.  E a Latina, lunedì 28, Livio Pedron è stato  invitato dalla  prefetto Maria Rosa Trio a raccontare la sua storia davanti alle scolaresche.

Pedron, che è presidente onorario della Sezione di Formia dell’Associazione dei Mutilati ed Invalidi di guerra, è stato tra i deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Pedron con altri 40mila mila italiani venne utilizzato come manodopera nell’industria bellica del Terzo Reich, in Austria, privato dei diritti, sottoposto,  come gli internati nel lager, a fame, freddo e vessazioni per aver rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini.

LA STORIA DI PEDRON– Di origini trentine, durante il conflitto bellico Pedron  aveva lasciato Mezzocorona, il paesino in cui  era nato, per essere incorporato nel 61° reggimento fanteria motorizzata Trento; dopo l’armistizio, è stato preso prigioniero ed è stato deportato in campo di concentramento, lo stammlager  12/A, dove è stato trattenuto per un mese. Successivamente, è stato costretto a lavorare nella Saurer Werke, fabbrica di Vienna che produceva motori per carri armati, dove fu inquadrato nelle squadre impegnate alla realizzazione di opere in muratura a difesa della fabbrica. Nell’aprile del 1945, approssimandosi l’arrivo delle truppe russe, riesce a fuggire e, dopo 800 chilometri  percorsi a piedi seguendo i corsi d’acqua e nascondendosi nei boschi per non essere nuovamente arrestato dai Tedeschi, ritorna a casa, dove lavora nei vigneti di famiglia e, successivamente, in un altoforno. Assunto in ferrovia, si trasferisce a Formia nel 1963 con la sua famiglia composta da tre figli e e sua moglie.  Andato in pensione, collabora attivamente, insieme ai suoi familiari, con il dott. Annibale Mansillo nelle attività della Sezione di Formia dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di guerra, di cui è una colonna portante, e di cui è stato recentemente nominato, all’unanimità, presidente onorario.

Lunedì 28 gennaio a Latina, con Pedron parlerà alle scolaresche anche un altro testimone, Giuseppe Melappioni, 99, marchigiano di origini, residente a Gaeta.

 

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