giudizio abbreviato

Alba Pontina, i pm chiedono 80 anni di carcere per i fratelli Di Silvio e per gli altri 6 imputati

I pm Spinelli e De Lazzaro ricostruiscono in aula l'indagine coordinata dalla Dda. Le parti civili si associano alle richieste della Procura

LATINA –  Pene pesanti e considerato che gli imputati hanno scelto il giudizio abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena, le più alte possibili. Per la mafia pontina, la pm Luigia Spinelli con il collega Claudio De Lazzaro non fanno sconti: hanno chiesto complessivamente 80 anni di carcere dopo aver ricostruito l’inchiesta e le modalità di azione del gruppo che gestiva affari illeciti nel capoluogo.

Davanti al gip di Roma, imputati i tre figli di Armando Di Silvio, capo dell’organizzazione criminale. Sono Samuele, Gianluca e Ferdinando detto Pupetto Di Silvio, 18 anni ciascuno per i primi due, 16 e 8 mesi per l’ultimo accusati di associazione di stampo mafioso finalizzata al traffico di droga alle estorsioni ai danni di commercianti, avvocati e commercialisti. In tutto 80 anni circa per loro per gli altri 6  imputati che hanno scelto l’abbreviato.

Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune di Latina, la Regione Lazio e l’Associazione Antonino Caponnetto, i cui legali nell’udienza di martedì si sono associati alle richieste dei due pubblici ministeri. La sentenza è prevista per la metà di luglio, prima, il 24 maggio  parleranno i legali degli imputati.

Intanto, questa mattina in Tribunale a Latina va avanti il processo Alba Pontina per gli altri imputati, Armando Di Silvio detto Lallà considerato il capo indiscusso dell’organizzazione criminale mafiosa autoctona nata e prosperata a Latina, per sua moglie e per le altre donne del clan, oltre che per due gregari.

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