CRONACA
Semprevisa, rubata la targa in memoria di Daniele Nardi. La denuncia del Cai
SEZZE – Lui lo percorreva correndo, il sentiero 710 della Semprevisa è ora a tutti gli effetti il Sentiero Daniele Nardi, in memoria dell’alpinista scomparso a fine febbraio sul Nanga Parbat, che per primo utilizzò i Lepini come palestra per preparare le sue imprese e si batté per valorizzare le piccole montagne vicino casa, considerandole una preziosa risorsa. Peccato però che la targa di dedica a Nardi, sia stata già rubata.
“La cerimonia di inaugurazione si era svolta il 18 maggio, ma non era stato possibile quel giorno posizionare la targa di dedica a causa del maltempo – spiegano dal Cai – Dopo diversi rinvii, alla fine mercoledì scorso, come possibile vedere nella prima foto scattata il giorno della posa, la targa è stata posizionata. Fin qui niente di particolare, senonchè oggi (domenica 9 giugno), come si può osservare nella seconda foto, mi è stata segnalata la scomparsa della targa. Non credo – commenta il Presidente del CAI Sezione di Latina Federico Cerocchi – che la sparizione sia da attribuire a qualche animale, la targa in tal caso sarebbe rimasta sul palo, magari deformata, oppure, se staccata, sarebbe rimasta in prossimità del palo. L’atto deve quindi essere attribuito a qualche bestia bipede, le cui elucubrazioni mentali sono di difficile interpretazione”.
ATTUALITA'
Spaccatura su via Epitaffio, la lunga crepa è profonda circa 10 cm
Continuano a peggiorare le condizioni dell’asfalto lungo via della Stazione e via Epitafio a Latina. Proprio in questi giorni si è evidenziata una profonda spaccatura all’altezza della Dublo, sulla corsia in direzione di Latina, poco prima del semaforo dell’Appia. Un cedimento che, in alcuni punti, raggiunge anche i dieci centimetri e che rappresenta un concreto pericolo per la circolazione. Prestare attenzione
CRONACA
Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno
Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.
I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.
Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.
CRONACA
Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia
SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.
“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.
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Maria Teresa Terry
10 Giugno 2019 at 8:18
senza parole…..che schifo!
Sandro Tartaglia
10 Giugno 2019 at 8:20
un mondo di imbecilli
Germano Buonamano
10 Giugno 2019 at 8:22
Quel posto dovrebbe essere videosorvegliato
Giuseppe Leonardo Paniccia
10 Giugno 2019 at 8:28
Ma come si fa. Meritiamo l’estinzione.
Ada Amoriello
10 Giugno 2019 at 8:36
Che vergogna…
Roberta Tempera
10 Giugno 2019 at 8:38
Che vergogna e ‘, incredibile
Cinzia Rosati
10 Giugno 2019 at 8:40
Che vergogna maleducati senza cuore
Claudio Ceck
10 Giugno 2019 at 8:50
Viviamo in un paese di merda, dove non solo non c’è mai stato rispetto per il prossimo, ora nemmeno per i defunti… per carità!!!
Ivan Eotvos
10 Giugno 2019 at 8:52
Boh…?!
Vincenzo Albanesi
10 Giugno 2019 at 9:03
Questo è il motivo , tra i tanti , per cui ci chiamano terroni
Vanessa Di Rezze
10 Giugno 2019 at 9:05
No vabbè basta!
Maurizio Recine
10 Giugno 2019 at 9:08
veramente una vergogna imbecilli chi la rubata
Daniela Claretti
10 Giugno 2019 at 9:12
Che tristezza ..
Daniela Monosi
10 Giugno 2019 at 9:14
Mammamia come siamo ridotti
Luca Lucchin
10 Giugno 2019 at 9:29
Non è la prima volta che succede
Clara Gatto
10 Giugno 2019 at 9:51
Ma che vergogna, sono indignata!!!!
Alessandro Di Marco
10 Giugno 2019 at 10:16
Lì ci và solo gente che ama la montagna, non credo l’abbiano rubata o fatto scempio.
Anna Maria Arcese
10 Giugno 2019 at 10:19
Ma come si fa’?!!!!!!!
Maria Stella Prezioso
10 Giugno 2019 at 10:20
Vergognoso!!!
Manuela Atterga
10 Giugno 2019 at 10:31
Gente malata
Chantal Graziani
10 Giugno 2019 at 11:34
Ma che schifo. Che vergogna.
Giuseppe Mazzocchi
10 Giugno 2019 at 11:43
Vergogna
Maurizio
10 Giugno 2019 at 11:49
Forse forse la portata via una ventata….di pura demenza umana…
Daniele De Santis
10 Giugno 2019 at 11:59
Fino a venerdì c’erano
Riccardo Romanzi Romanzi
10 Giugno 2019 at 12:52
La mamma degli inbecilli partorisce in continuazione!infame balordo!bastardo!
Alfano Sottile
10 Giugno 2019 at 12:57
Sciacalli!
Gian Carlo Terella
10 Giugno 2019 at 13:09
Ma per questo schifo non esiste nessuna legge divina che li faccia icenerire
Rosa Federico Fotografa
10 Giugno 2019 at 13:10
Ma dai … Che gente …
Fabrizio Randa
10 Giugno 2019 at 14:56
A dire che fate schifo e come un complimento
Elisa Croce
10 Giugno 2019 at 16:04
Stiamo davvero messi male!!
Sandra
10 Giugno 2019 at 22:17
Merde