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Continuano a doparsi per lavorare come schiavi. Marco Omizzolo: “Realtà drammaticamente evoluta”
LATINA – “Da quando pubblicammo il dossier “Doparsi per lavorare come schiavi“, nel corso degli anni, questo fenomeno è drammaticamente evoluto e oggi mette il luce l’esistenza di liberi professionisti votati a truffare lo Stato violando i diritti fondamentali delle lavoratrici e delle lavoratrici”. Marco Omizzolo, il sociologo di Sabaudia, esperto di agromafie e caporalato esprime “apprezzamento alla Procura di Latina e ai Carabinieri per l’operazione No Pain di oggi che ha scoperto – sottolinea – in via ufficiale un sistema organizzato di diffusione di medicinali dopanti”. E’ stato arrestato un medico di medicina generale di Sabaudia e sospesi dalla professione una farmacista e un avvocato.
I racconti dei migranti impiegati in agricoltura, raccolti sistematicamente da Omizzolo, avevano già messo in luce il fenomeno, “ma ora ci sono i nomi”, dice. La memoria va subito al 2014 quando il dossier di In Migrazione fece scalpore: “A quelli che ci sostennero (pochi) e a quelli che dicevano (tanti) che era tutto inventato o comunque marginale o eccessivo. Ora c’è chi può parlare e approfondire e chi è meglio che taccia e infatti tace. Continuo a pensare che nel Pontino le istituzioni più avanzate su questo fronte siano la Procura e le Forze dell’ordine, che non ringrazierò mai abbastanza per tante e tante ragioni”.
Ma che cosa è cambiato in questi otto anni. Il fenomeno è emerso, se ne parla di più, ci sono state inchieste e processi, morti sul lavoro: “Io dico sempre che la situazione non è diventata né migliore né peggiore, ma è diventata più complessa – aggiunge Omizzolo – Non ci sono solo indiani, ma pakistani, bangladesi, sempre più africani, non solo uomini, ma anche donne. Il fenomeno si è anche inabissato, perché in alcuni casi la risposta di alcuni padroni e liberi professionisti è più sofisticata e scoprirlo richiede una professionalità più ampia. Il covid ci ha fatto fare passi indietro, è vero che grazie agli scioperi sono aumentate le retribuzioni e abbassati i livelli di tensione, stiamo registrando una situazione a macchia di leopardo in tutta la provincia e dove la macchia è nera parliamo di nero vero, con uomini e donne minacciati con armi in pugno. Il nostro asso nella manica sono le forze dell’ordine e la Procura che hanno compreso più della politica quello che accade”.
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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”
- The Great Gatsby
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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).
“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra sogno, illusione e realtà.
Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.
“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.
Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.
Info e prenotazioni 3925407500
https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra
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Il Latina chiude il ritiro di Fiuggi, Condò sul caso Parigi: “Chi lo vuole deve pagare”
LATINA – Si chiude con una vittoria su rigore, l’ultima amichevole del ritiro di Fiuggi per il Latina Calcio 1932. Contro l’Anzio, che milita in Serie D, i nerazzurri hanno avuto feedback positivi sia sul piano atletico sia sotto il profilo del gioco. Un test utile e una vittoria che permettono al Latina di chiudere nel migliore dei modi il ritiro di Fiuggi – assicurano dalla società sportiva che ora si trova ad affrontare il “caso Parigi”, l’attaccante che è stato decisivo per il Latina nella scorsa stagione ha infatti manifestato il desiderio di fare nuove esperienze. Dal Club nerazzurro non ci sono stati veti nonostante il contratto in essere con il giocatore, ma l’operazione ha un costo e le offerte – ha spiegato il direttore sportivo Condò – dovranno arrivare entro il 15 agosto.
Ecco che cosa ha detto il Ds sulla squadra e poi sulla vicenda che riguarda l’attaccante
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Latina, l’allarme della Facoltà di Medicina suona da 24 ore e nessuno lo stacca
LATINA – Un quartiere di Latina è stato “ostaggio” per un’intera giornata, quella di sabato 1° agosto, e la situazione prosegue anche oggi, della sirena dell’allarme della facoltà di Medicina. Il fastidioso suono è cominciato intorno alle 11 della mattina ed è rimasto attivo per tutta la notte e questa mattina, senza sosta per oltre 24 ore. Siamo in Corso della Repubblica, nel pieno centro di Latina, in una zona abitata, alle spalle di Piazza Roma, ma nessuno dei residenti è riuscito a ottenere aiuto. Anche il numero verde della Sapienza è stato bersagliato di chiamate, ma non esiste un sistema di controllo da remoto da parte dell’Ateneo e dal Polo Pontino, per ragioni non ancora note, nessuno è intervenuto.
Un gruppo di residenti preoccupato dall’insistenza dell’allarme, posizionato sulla facciata che si trova su Via Lago Ascianghi, la parte dell’edificio di recente ristrutturata, ha dichiarato di aver segnalato la situazione alle forze dell’ordine e in particolare ai vigili del fuoco, temendo inizialmente che si trattasse di un dispositivo antincendio, ma quando si è appurato che non c’erano fiamme all’interno della sede universitaria, l’allarme ha continuato a suonare ininterrottamente mettendo a dura prova i nervi di chi è obbligato a subire.
aggiornamento – Intorno alle 10 del mattino di domenica sono arrivati in Via Lago Ascianghi mezzi da cantiere con due squadre di operai e un escavatore che ha cominciato il suo lavoro facendo saltare il manto stradale appena rifatto. Al momento non è chiaro se le due cose siano direttamente collegate, ma l’ipotesi è che si possa trattare di una guasto alle reti di alimentazione dell’energia elettrica che ha generato anche l’avvio dell’allarme. Solo un’ipotesi.
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