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Cori, cerimonia e targa per il sindaco Romolo Palombelli, le toccanti parole del nipote

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CORI – Una mattinata di ricordi e di racconti, personali e non, una carrellata di immagini che scorrevano attraversando decenni di politica locale e provinciale, tanti spunti di riflessione sulla politica di ieri e quella di oggi. Anche questo è stata la cerimonia di intitolazione del complesso sportivo di Stoza a Romolo Palombelli, il sindaco che fortemente volle quella struttura per Cori.

Dopo l’esibizione degli sbandieratori dei Rioni di Cori e l’apertura affidata al sindaco Mauro De Lillis, numerosi gli interventi di chi lo ha conosciuto personalmente e non ha voluto far mancare la sua presenza e la sua testimonianza, tutti ricordando con affetto e stima la figura di quello che è stato il sindaco più longevo di Cori, rivestendo anche un ruolo non secondario nella provincia e nella comunità lepina come presidente dell’EPT e come consigliere provinciale. Da Tommaso Conti (che da primo cittadino promosse l’intitolazione concretizzatasi con la cerimonia di oggi) al consigliere regionale Salvatore La Penna, da Pier Giacomo Sottoriva (già direttore dell’Ente provinciale che si occupava di Turismo – EPT prima, APT poi), a Pietro Vitelli e Antonio Belliazzi (entrambi ex sindaci di Cori), dall’On. Lelio Grassucci e dall’On. Sesa Amici (già deputati) a Tommaso Agnoni (suo vicesindaco) e a Ignazio Vitelli (già consigliere comunale).

Diversi gli aspetti emersi di un uomo e un amministratore che ha dedicato tutta la sua vita alla politica: l’umiltà, la solerzia nel lavoro, la capacità di ascolto ma anche la decisione nell’affermare le proprie idee, talvolta la durezza, sempre l’onestà: “Commemorare la figura di Romolo Palombelli con l’intitolazione del complesso sportivo di Stoza – ha detto il primo cittadino Mauro De Lillis –  significa ricordare, dandogli il giusto risalto, un personaggio tra i maggiori che abbiano improntato nel nostro dopoguerra la vita pubblica, la vita politica e quella amministrativa della nostra città, colui che ha governato Cori come primo cittadino, ininterrottamente, dal 1964 al 1978 e poi ancora dal 1988 al 1990, e per onestà va detto che nel 1978 lasciò la sindacatura, soltanto perché venne eletto alla prestigiosa carica di presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Latina, e chi lo ha conosciuto bene affermava di una certa sua riottosità ad assumere quella carica, perché lui sempre sindaco della città si vedeva e alla sua Cori rivolgeva il proprio sguardo”.

A chiudere gli interventi le parole di uno dei figli di Romolo Palombelli, Gaetano: “Sono contento di vedere qui tanti amici, tante persone care, uomini e donne di diverse età riuniti per intitolare il complesso sportivo al sindaco Palombelli. Avremmo voluto farlo a luglio dello scorso anno, in occasione dei 90 anni dalla sua nascita, ma la pandemia ce lo ha impedito. Siamo però particolarmente contenti di poterci ritrovare oggi a ricordare il sindaco Romolo Palombelli, il cui ricordo è ancora vivo nel cuore della gente perché ha dedicato la sua vita alla comunità di Cori e Giulianello”.

Commovente e profondo il ricordo del nipote Marco, 21enne figlio del primogenito di Romolo, Lorenzo: “Nei suoi occhi – ha rammentato il giovane tra i ricordi personali e intimi di un nonno conosciuto quando era ormai anziano – un’incrollabile fiducia nella comunità che egli aveva servito ed accudito”.

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Il vescovo Crociata e la preghiera per la pace: «Gesù ci indica la via della pace: il dono di sé e il servizio»

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vescovo crociata

Un momento di preghiera e riflessione sulla pace nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, che sabato scorso si è riunita nella chiesa di Chiesa di San Luca, a Latina, in occasione dell’ordinazione diaconale del seminarista pontino Agostino De Santis. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Mariano Crociata, che ha voluto richiamare con forza il tema della pace, accogliendo anche l’invito alla preghiera promosso da Papa Leone XIV. Nel corso dell’omelia, Crociata ha sottolineato la drammaticità del tempo presente, segnato da conflitti che producono sofferenze diffuse e rischiano di avere ripercussioni sempre più ampie. Un richiamo forte alle parole del Pontefice, che ha condannato le violenze e ribadito come nessun interesse possa giustificare il sacrificio di vite innocenti. Il vescovo ha poi indicato ai fedeli la strada da seguire, richiamando il messaggio evangelico: la pace come frutto del dono di sé e del servizio agli altri. Un percorso opposto a quello segnato da violenza e sopraffazione, che – ha ribadito – non può portare ad alcuna forma di convivenza autentica. La celebrazione si è conclusa con un momento di preghiera dedicato alla pace, condiviso dall’intera comunità.

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Latina Storia@fest, apertura con le scuole al D’Annunzio. La sindaca Celentano: “La storia siamo noi”

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LATINA – Tanti studenti al Teatro D’Annunzio questa mattina per l’apertura della terza edizione Latina Storia@fest la manifestazione che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare quest’anno ai giovani e all’incontro-confronto con loro. Presenti al dibattito in programma per la prima di tre giornate, il questore Fausto Vinci, la Garante per l’Infanzia del Lazio, Monica Sansoni e il sostituto commissario Tommaso Malandruccolo, esperto di bullismo.

Ad aprire la giornata, organizzata dall’ufficio Cultura del Comune, la sindaca Matilde Celentano che ha salutato i ragazzi spiegando l’importanza del dialogo intergenerazionale e con le istituzioni soffermandosi sul binomio storia-giovani per illustrare il senso dell’iniziativa. “Abbiamo fortemente voluto questo confronto fra istituzioni, forze dell’ordine e giovani, quest’anno verrà affrontato il tema del disagio giovanile, dei rapporti generazionali e della legalità. In ogni evento verrà portato un periodo storico particolare che verrà contestualizzato per trarre delle proiezioni per il futuro”,  spiega la prima cittadina.

“Siamo qui per raccontare i principi che ci guidano, il tema di oggi è il rispetto, la legalità e il bullismo. Questi incontri con le scuole a noi fanno piacere perché cerchiamo di trasmettere loro dei valori,  anzi è un confronto con loro, ci dicono cosa pensano e spesso in che modo possiamo essere utili, per cui è una bellissima giornata, so che è un evento che durerà tre giorni, fatto proprio per i ragazzi, quindi ringrazio il Comune e il Teatro d’Annunzio che hanno organizzato questo incontro”.

“Incontriamo i ragazzi insieme alla Questura di Latina in questo teatro meraviglioso che ha organizzato una settimana importante dedicata proprio alla cultura, alla legalità e alla formazione dei nostri giovani. Parleremo di bullismo, cyberbullismo e tutto ciò che è attinente alla violenza tra i giovani. Proprio per la mia funzione di Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio è importante per me incontrare i giovani e parlare con loro per trasmettere quelli che sono gli strumenti, le metodologie per loro di difesa, perché tante volte i nostri giovani commettono azioni e non sanno bene cosa stanno facendo.  Oggi a loro voglio dare proprio questo messaggio, uno spunto di riflessione importante (0:48) cioè conoscere se stessi per conoscere l’altro e questo è un punto da cui vogliamo partire”, sottolinea la Garante, Monica Sansoni.

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Una ragazza di Minturno tra gli Alfieri della Repubblica: è Angelica Maria Masella

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MINTURNO  – C’è anche una ragazza di Minturno tra i 28 Alfieri della Repubblica nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha gli Attestati d’onore a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto per l’edizione 2025 è infatti “Sperimentare e comunicare la solidarietà”.

E’ Angelica Maria MASELLA, 1/11/2010, residente a Minturno, scelta “per la maturità con cui promuove una cultura del dialogo, del rispetto, del confronto. I suoi gesti riflettono un’idea di pace vissuta nella semplicità del quotidiano”. “Angelica  – prosegue la nota della Presidenza della Repubblica Italiana – è una ragazza attenta agli altri e sempre partecipe delle attività di carattere solidale. In classe è un punto di riferimento, dando prova che le relazioni tra pari sono possibili e arricchiscono tutti. Offre un supporto fondamentale a un compagno in grave fragilità, aiutandolo nella vita scolastica e quotidiana, favorendo la sua autonomia, condividendo momenti di gioco e socializzazione”.

A Angelica è arrivato il plauso del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli: “Si tratta di un traguardo speciale. Il suo impegno è una testimonianza preziosa: Angelica è diventata un punto di riferimento fondamentale per un compagno più fragile, aiutandolo a conquistare maggiore autonomia e condividendo con lui ogni momento del percorso scolastico. È proprio questa sua attenzione verso gli altri a renderci orgogliosi: la capacità di trasformare la solidarietà in un gesto spontaneo, naturale, capace di lasciare il segno e far crescere l’intera comunità, ricordandoci che la vera forza sta nel sapersi tendere la mano. Complimenti Angelica! Siamo fieri di te!”

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