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Latina, il sogno “Capitale della Cultura” prende forma

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LATINA – È stato presentato ieri in una conferenza stampa presso il comune di Latina il dossier di candidatura del capoluogo a capitale della cultura 2026. Tre linee principali: una su Latina come città modello sociale, una come città dell’architettura e dell’arte del Novecento, una su Latina città dell’agricoltura e delle imprese. “Una gara tra 26 comuni candidati di 14 diverse regioni, per questo teniamo ancora il dossier secretato senza svelare tutte le carte” ha detto la sindaca Celentano.

I tavoli tematici inoltre sono ancora a lavoro e potranno emergere ulteriori elementi prima che il dossier venga consegnato al ministero della cultura a fine settembre. Secondo la prima cittadina c’è stata un’ampia partecipazione per quella che è un’operazione di marketing territoriale che ci vede tutti interessati.

Domenico Ippoliti nel ha parlato anche con la responsabile del progetto, dottoressa Cavallo

Per l’assessora Annalisa Muzio, Latina fa vedere il suo volto di città aperta, inclusiva, giovane

La diocesi di Latina ha appreso nei mesi scorsi, con vivo interesse, la notizia della candidatura di Latina a Capitale della Cultura 2026, promossa anche dal Comune di Latina, che dovrà essere presentata entro alcune settimane al Ministero della Cultura.

Lo stesso vescovo Mariano Crociata incoraggia tale iniziativa, augurandosi che si riveli anche una possibilità di sana crescita non solo per la città Capoluogo ma anche per il territorio circostante. Infatti, i percorsi di crescita risultano tanto più efficaci se impostati in una dinamica di rete tra gli enti locali e le varie realtà territoriali.

Considerando, dunque, l’importanza di tale iniziativa, il vescovo Crociata ha deciso di istituire un Gruppo di Lavoro, interno alla Diocesi, per studiare il contributo che può offrire la comunità ecclesiale pontina nel caso Latina sia nominata Capitale della Cultura 2026.

Il lavoro di questo gruppo proseguirà anche in caso di diniego del titolo, in quanto per la Chiesa cattolica pensare alla dimensione culturale significa pensare all’uomo stesso. Con un riferimento proprio a San Tommaso d’Aquino, di cui stiamo celebrando i tre centenari, è utile ricordare che il significato essenziale della cultura sta nel suo essere una caratteristica della vita umana in quanto tale, così che si può ben dire che l’uomo vive di una vita veramente umana grazie alla cultura.

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  1. Lorena

    31 Agosto 2023 at 14:38

    Latina Capitale della cultura….per carità!!! Non sono di Latina ma mi ci sono dovuta trasferire…non ho mai visto una città più legata all’apparenza come Latina…benessere ostentato ma finto, valori quasi inesistenti….una città allo sbando e in mano a chi ancora ne detiene le redini

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Si è insediato il neo procuratore di Latina Gregorio Capasso: “Grande emozione e grande responsabilità”

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LATINA – Nell’aula di corte d’assise del Tribunale di Latina si è svolta oggi l’affollata cerimonia di insediamento del Procuratore Capo di Latina, Gregorio Capasso, presente il procuratore generale di Roma, Giuseppe Amato. Ad aprire gli interventi il Presidente del Tribunale di Latina Antonio Masone, presenti le massime autorità cittadine e provinciali e i tre figli. Presenti anche i presidenti dell’Ordine degli Avvocati e della Camera Penale.

Dopo il passaggio di consegne con l’Aggiunta Luigia Spinelli che ha retto la Procura della Repubblica di Latina nell’ultimo anno, il neo procuratore ha ripercorso brevemente i 37 anni di attività cominciati da sostituto procuratore in Calabria, poi i vent’anni trascorsi in Procura a Latina, e da ultimo, gli otto anni in cui ha diretto l’Ufficio di Tempio Pausania in Sardegna. Ora, il ritorno a casa.

“E’ una grande emozione e una grande responsabilità, un incarico che richiede un grande impegno – ha sottolineato nel suo discorso – Cercheremo di garantire al nostro territorio che il nostro ufficio sia un presidio di legalità e fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti”, ha detto.

La nomina ufficiale era arrivata da parte del Consiglio Superiore della Magistratura lo scorso 21 gennaio

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Crocevia di arti e partecipazione: presentata a Latina l’undicesima edizione di Lievito

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Torna a Latina la rassegna culturale Lievito, che dall’anteprima del 24 aprile fino al 3 maggio animerà la città con oltre 30 eventi diffusi. Giunta all’undicesima edizione, la manifestazione si conferma come uno dei principali appuntamenti culturali del territorio, capace di mettere in dialogo linguaggi diversi e pubblici eterogenei, trasformando il capoluogo in un crocevia di idee, arti e partecipazione.

Un’edizione ricca e articolata, come ha sottolineato il direttore artistico Renato Chiocca:

Tra gli eventi di punta dell’edizione 2026, dunque, ci sarà anche l’incontro con Rocco Papaleo, che verrà a presentare il film “Il bene comune”, di cui è regista e interprete. L’evento chiuderà la rassegna il 3 maggio al cinema Corso. Gli altri eventi di spicco saranno lo spettacolo-incontro con Daniele Silvestri in programma il 2 maggio al teatro comunale D’Annunzio, e lo Strega Tour il 27 aprile a Palazzo M con i 12 autori candidati al premio letterario più ambito d’Italia.

Cuore pulsante del festival sarà proprio, ancora una volta, Palazzo M, che ospiterà la maggior parte degli eventi, confermandosi come spazio centrale della rassegna.

Nel programma ci sarà spazio anche per la narrativa contemporanea, saggistica e fumetto con otto presentazioni di libri alla presenza degli autori, mentre il cinema sarà protagonista con cinque proiezioni accompagnate da incontri con registi e interpreti. Grande attenzione al mondo della scuola con una sezione dedicata e alla divulgazione scientifica con Lievito Scienza, che proporrà quattro appuntamenti, tra cui una tavola rotonda su chimica, nutrizione e salute.

Continua a crescere Lievito Kids, la sezione pensata per i più piccoli, con sei eventi curati dall’associazione “Tre mamme per amiche” e dalla libreria “A testa in giù”. Laboratori creativi, letture animate e attività che negli anni hanno saputo conquistare un pubblico sempre più numeroso, come ha spiegato Ilaria Sabatini:

A completare il cartellone, spettacoli teatrali, danza, concerti serali e degustazioni enogastronomiche, in una formula che unisce cultura e territorio.

Clicca QUI per il programma completo.

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L’addio di Stefanelli a Italia Viva: “Entro nel Pd senza padrini e senza tessere. Metto a disposizione 25 anni di esperienza politica”

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LATINA – Una data non casuale quella scelta da Gerardo Stefanelli per illustrare le ragioni della sua uscita da Italia Viva e per chiedere di entrare nel Pd. In una conferenza stampa che si è tenuta al Foro Appio Mansio Hotel, l’ex presidente della Provincia e sindaco di Minturno ha ripercorso la lunga carriera e guardato al futuro.

“Oggi è un giorno particolare perché sono esattamente 25 anni che ho iniziato il mio impegno politico. A casa mia non si era mai fatta politica, quel giorno un mio caro amico, Aldo Forte, mi chiese se volevo partecipare alla campagna elettorale di suo padre, quello che con l’Udc diventerà il senatore Michele Forte, e accettai”. Un percorso che ha investito tutti gli ambiti, dentro il partito e da eletto, in Provincia e in Comune, per un soffio in Regione, tra alti e bassi, ma sostanzialmente mai interrotto, nemmeno quando sono arrivati i problemi di salute. Ora, l’inizio di una nuovo cammino.

“Ho fatto una grande esperienza che voglio mettere a disposizione soprattutto dei giovani. Ho bisogno di lavorare in un partito che non leghi il suo destino a quello di una persona sola (Matteo Renzi ndr) e che mi consenta di lavorare bene sul territorio, per quello che so fare, per le mie comunità. L’obiettivo di Renzi, nei confronti del quale mantengo tutta la stima e la riconoscenza, al contrario riguarda solo le elezioni politiche. Non mi basta più”, ha spiegato, rimarcando: “Chiedo la tessera a Pd, ma entro senza padrini e senza pacchetti di voti”.

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