PRIMO PIANO
Cisterna diventa città cardioprotetta, defibrillatori in punti strategici
CISTERNA – Cisterna si dota di una rete di undici defibrillatori e diventa “città cardioprotetta”. I primi sono stati installati martedì 19 novembre a cura dell’Amministrazione comunale che ha sottoscritto una convenzione con l’associazione Latina cuore ODV, presieduta da Giovanni Stivali, per il potenziamento dei servizi sociosanitari a Cisterna. Gli apparecchi semiautomatici DAE si trovano uno a pochi metri dal Palazzo dei Servizi di via Zanella, nei pressi della farmacia comunale di San Valentino, al Cimitero comunale e alla Stazione ferroviaria. Oggi sarà la volta del Centro Polivalente nel quartiere San Valentino e della Biblioteca comunale “Adriana Marsella” di Palazzo Caetani.
Ma ci sarà anche un secondo step di intervento che prevede nelle prossime settimane l’installazione di altri cinque defibrillatori semiautomatici in altrettanti luoghi strategici: l’Ufficio postale centrale di via Porta Agrippina, l’Ufficio postale di Le Castella, il Palazzetto dello sport di viale Adriatico al San Valentino, la parrocchia di San Valentino e la farmacia di Borgo Flora in via dei Bonificatori.
All’inaugurazione erano presenti con il Sindaco di Cisterna Valentino Mantini e l’amministrazione comunale, il Direttore Sanitario della ASL di Latina Sergio Parrocchia in rappresentanza della commissaria straordinaria della ASL di Latina Sabrina Cenciarelli, il prof. Francesco Versaci, responsabile del Reparto UOC Cardiologia, UTIC ed Emodinamica dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, il direttore del Distretto sociosanitario LT1 Vincenzo Lucarini e il presidente di Latina cuore ODV Giovanni Stivali.
«Sono davvero grato per la breve cerimonia che abbiamo potuto fare questa mattina insieme con il prof. Versaci, eccellenza della cardiologia in Italia, il direttore sanitario della ASL di Latina Parrocchia, il direttore del nostro Distretto Lucarini, il presidente di Latina cuore Stivali – ha detto il Sindaco di Cisterna Valentino Mantini –. Quello che abbiamo concretizzato è un percorso virtuoso per l’implementazione dei servizi sociosanitari nella nostra comunità, grazie alla partecipazione delle cittadine e dei cittadini che potranno essere formati dall’associazione Latina cuore sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici. Abbiamo posizionato i dispositivi in punti coperti dal sistema della videosorveglianza ma chiediamo comunque rispetto da parte di tutta la cittadinanza, giovani e meno giovani, dei beni comuni che sono patrimonio di tutta la nostra comunità. Un ringraziamento, infine, seppur non presente per questioni strettamente personali, al consigliere comunale e cardiologo Francesco Maggiacomo per il lavoro svolto e l’impegno profuso in questo progetto».
«Ringrazio il Sindaco e la sua squadra per la sensibilità mostrata nell’avvio e concretizzazione di questo percorso – ha detto il prof. Francesco Versaci – è un segnale confortante che ci consente di comprendere che la salute può essere curata grazie ad una rete di collegamento con i presidi ospedalieri, cosa che fanno i defibrillatori nelle situazioni di lontananza dagli stessi presidi ospedalieri. In questo modo, il Comune diventa un link di connessione tra il cittadino ed il bene più prezioso che è la vita, dove i cittadini e le cittadine formate hanno la possibilità di svolgere un intervento immediato. Sono piccole azioni che servono a salvaguardare la vita di ognuno di noi».
CRONACA
Pretende 500 euro da un commerciante, arrestato per estorsione aggravata 28enne di Fondi
FONDI – Ha preteso da un commerciante 500 euro come ristoro per un presunto debito contratto da suo figlio. I carabinieri hanno arrestato a Fondi con l’accusa di estorsione aggravata un 28enne del posto già noto alle forze di polizia. L’indagato aveva chiamato la vittima al telefono, poi l’aveva raggiunta sul posto di lavoro, un’attività commerciale di cui è titolare, e qui, sotto la minaccia di ritorsioni, si era fatto consegnare la somma in contanti. Il debito era riferito a droga per uso personale non pagata dal figlio del commerciante. L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha consentito di bloccare il ragazzo trovato in possesso della somma appena ricevuta che è stata sottoposta a sequestro insieme con altro danaro contante, circa 110 euro, e uno smartphone trovati nella sua abitazione.
L’arrestato è stato portato presso la Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Volontaria della Protezione Civile di Ponza ustionata durante un intervento
PONZA – Una volontaria della Protezione Civile delle Isole Ponziane ha riportato gravi ustioni mentre era in servizio impegnata in operazioni di spegnimento di un incendio svolte in collaborazione con i vigili del fuoco.
«Desidero esprimere, a nome della Regione Lazio, la più profonda vicinanza e solidarietà a Deborah, giovane volontaria dell’Associazione di Protezione Civile delle Isole Ponziane, rimasta gravemente ferita mentre era impegnata nelle operazioni di spegnimento di un incendio sull’isola di Ponza – dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca – . A lei va il nostro pensiero più affettuoso, insieme a un sentito ringraziamento per il coraggio, la generosità e l’alto senso civico dimostrati. Il suo impegno è un esempio autentico dello spirito di servizio che anima le donne e gli uomini della Protezione Civile, ai quali va la gratitudine dell’intera comunità regionale. Siamo in costante contatto con il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Sant’Eugenio, dove Deborah è ricoverata e seguiamo e seguiremo con la massima attenzione e costanza l’evolversi delle sue condizioni, fino alla piena guarigione. A Deborah e alla sua famiglia voglio dire che non sarà lasciata sola e le rivolgo i miei più sinceri auguri».
Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale al ramo Pasquale Ciacciarelli che ha richiamato la necessità di rafforzare le misure di protezione per i volontari e garantire strumenti adeguati:
«La notizia dell’infortunio subito da una nostra volontaria di protezione civile, appartenente al gruppo di volontariato delle Isole Ponziane, nello svolgimento delle attività di spegnimento di un incendio in corso sull’isola di Ponza ci induce a riflettere ancora di più sulla complessità del ruolo del volontario e sulla necessità di lavorare sempre più intensamente per garantirne una degna tutela – scrive Ciacciarelli in una nota – La nostra volontaria, infatti, ha riportato ferite da ustioni nell’ambito di una attività di spegnimento che la protezione civile ha avviato in collaborazione con i vigili del fuoco, dimostrando una forte dedizione al senso civico ed un importante senso di appartenenza e di squadra».
L’assessore alla Protezione Civile della Regione Lazio sottolinea ancora: «Accanto alla misura del fondo di solidarietà, introdotto per garantire il necessario ristoro dei volontari che subissero infortuni nel corso delle proprie attività, ho sempre ritenuto necessario implementare le attività di prevenzione dei rischi, nella consapevolezza della importanza di evitare l’accesso al fondo, ossia il subire dell’infortunio. Esprimo la mia più sincera solidarietà alla nostra volontaria, augurandole una pronta e celere guarigione e una forte vicinanza al sindaco Ambrosino ed al Presidente della Associazione di Protezione Civile delle Isole Ponziane Romano», conclude Ciacciarelli.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Il racconto in TV del padre del piccolo Gabriele, morto nella piscina termale a Suio
La morte del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di appena sette anni risucchiato da un bocchettone in una piscina termale a Suio, continua a scuotere l’opinione pubblica. Durante la trasmissione “Dentro la Notizia” su Canale 5, condotta da Gianluigi Nuzzi, il padre Antonello Petrucci ha ricostruito quei drammatici momenti. “La giornata doveva essere una festa: un compleanno da celebrare insieme ad amici in una struttura termale. Gabriele, che sapeva nuotare ed era abituato alle piscine, si muoveva con sicurezza” Poi, in pochi istanti, la tragedia. Il padre racconta che mentre posava il telefono dopo una videochiamata, ha perso di vista il figlio. Inizialmente ha pensato si fosse semplicemente spostato, ma subito è scattato l’allarme. Poco dopo la scoperta: il bambino era rimasto incastrato con un braccio nel bocchettone di aspirazione. Nonostante il tentativo disperato di liberarlo, nemmeno tre adulti sono riusciti a tirarlo fuori. Solo dopo lo spegnimento dell’impianto di aspirazione è stato possibile estrarlo.
“Faccio un giro veloce di perlustrazione – racconta papà Antonello – perché pensavo che si era spostato perché lui si muoveva in autonomia nelle terme quando mi sono sentito questa sensazione maledetta, questa sensazione negativa, sono andato a vedere ho visto il corpicino di Gabriellino rannicchiato con il braccio inserito in questa condotta di aspirazione dell’acqua e la prima istinto è stato quello di prenderlo con le mie mani e ho avuto una resistenza, ho subito cacciato un urlo altre persone e immediatamente sono corsi ad aiutarmi in tutto tre uomini non siamo riusciti a tirarlo fuori fino a che non hanno spento il sistema che tirava l’acqua. Alla fine ho tirato fuori il corpicino di mio figlio un braccio completamente violaceo senza altre contusioni sul corpo perché lui ha lottato come un leone per poter per potersi liberare da quella morsa
Tra i presenti c’erano un medico e un’infermiera che hanno iniziato immediatamente le manovre di soccorso. In pochi minuti sono arrivati i sanitari, con ambulanze ed eliambulanza. Per oltre tre ore si è tentato di rianimare il bambino. Il cuore, inizialmente ancora attivo, ha poi cessato di battere. Una scena drammatica, avvenuta davanti agli occhi dei genitori e degli altri bagnanti.
Secondo il padre, la tragedia sarebbe stata causata da una grave negligenza. “Non chiediamo vendetta, ma giustizia”, ha dichiarato. L’obiettivo della famiglia è evitare che una tragedia simile possa ripetersi. Durante la trasmissione, l’avvocato della famiglia, Francesco Lauri, ha sollevato interrogativi cruciali: com’è possibile che mancasse una protezione obbligatoria? perché il sistema non si è bloccato automaticamente? Saranno le indagini della Procura a stabilire le responsabilità e la corretta qualificazione del reato.
L’avvocato della struttura, Gianfranco Testa, raggiunto telefonicamente ha dichiarato che i controlli vengono effettuati quotidianamente e le griglie sarebbero state presenti. Una versione contestata dal padre, che sostiene che la griglia fosse distante decine di metri e che il bocchettone fosse di fatto scoperto.
La famiglia ha annunciato l’intenzione di creare un’associazione a nome del piccolo Gabriele, con l’obiettivo di: monitorare la sicurezza delle piscine, prevenire incidenti simili e sensibilizzare sulle norme di sicurezza
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