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A Latina, il 2025 comincia in musica con il Concerto di Capodanno al D’Annunzio
LATINA – L’orchestra sinfonica di Latina diretta dal maestro Benedetto Montebello sarà protagonista al Teatro D’Annunzio di Latina del 33° Concerto di Capodanno organizzato dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica con il sostegno del Comune, dell’Ance e di Unindustria. Alle 19 del primo dell’Anno, l’appuntamento che consolida una lunga tradizione interrotta a causa della chiusura dei due teatri di Latina per i noti lavori di adeguamento della sicurezza, proporrà musiche viennesi, con celebri arie e valzer di Johann Strauss jr., Čajkovskij, Waldteufel, Bizet e Dvořák.
Nato nel 1988 con un piccolo organico, è cresciuto negli anni accogliendo formazioni italiane e straniere sempre più ampie, presentando repertori noti ma anche ricercati, e affermandosi come tradizione oggi molto sentita, l’evento è stato presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Comune, presso la sala De Pasquale, alla presenza del sindaco Matilde Celentano, della Presidente del Campus Elisa Cerocchi, della direttrice artistica dei Giovani Filarmonici Pontini Stefania Cimino e del direttore Montebello.
“Anche quest’anno – ha affermato Celentano – l’Amministrazione comunale ha voluto fortemente promuovere il Concerto di Capodanno, organizzato dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica, al fine di offrire alla città uno spettacolo di livello. Un atto doveroso verso la nostra comunità, celebrando anche la storia del Campus, fondato nel 1970, che portò a Latina, per la prima volta, il Concerto in stile viennese nel 1988. Un sogno coltivato con cura che nel giro di pochi anni è diventato un appuntamento di eccellenza, irrinunciabile per la nostra città. Grazie ad uno sforzo congiunto, del Comune e degli sponsor Ance Latina e Unindustria, e alla fattiva collaborazione con il Campus, il 33esimo concerto di Capodanno al D’Annunzio sarà più accessibile, con la riduzione dei prezzi dei biglietti di cinque euro rispetto alla scorsa edizione, ripristinata dopo sei anni a causa della chiusura del teatro”.
“Tornare ad aprire l’anno nuovo con il tradizionale Concerto di Capodanno – ha dichiarato la Presidente del Campus Cerocchi – è un orgoglio che ci ha restituito il Sindaco Matilde Celentano che ringrazio per la determinazione con cui vuole che Latina non rinunci al suo Concerto di Capodanno, di cui il 1° gennaio 2025, realizzeremo la 33ª edizione. Abbiamo potuto farlo grazie al sostegno di nuovi sponsors, Ance Latina e Unindustria, cui sono veramente grata per aver creduto in un’iniziativa che non è solo un evento musicale, ma un momento in cui la città può sentirsi comunità e iniziare il nuovo anno nella gradevolezza della musica, affidata anche per questa edizione all’Orchestra Sinfonica di Latina e alla bacchetta del Maestro Benedetto Montebello, che lo scorso anno ci hanno regalato un bellissimo concerto. Accompagnati all’ascolto da Renata Tomasini Guerrini, augureremo buon anno con le tradizionali musiche di Capodanno e un brindisi finale, curato dalla Fondazione Italiana Sommelier di Latina, rappresentata da Barbara Palombo.”
L’Orchestra Sinfonica di Latina è nata recentemente, nel 2022, grazie al lavoro infaticabile di Stefania Cimino, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “I Giovani Filarmonici Pontini” – che opera sul territorio da più di venti anni – e al sostegno dell’imprenditrice Giovanna Flori, con l’intento di creare un’orchestra stabile di musicisti pontini. Torna a dirigerla Benedetto Montebello, direttore di lungo corso molto noto al pubblico pontino. Il Maestro Montebello vanta una carriera trentennale che lo ha portato sul podio in importanti teatri italiani e stranieri.
I biglietti (costo: 25€ in Platea; 20€ in Galleria) potranno essere acquistati in prevendita:
– a Latina presso Blu Ticket (Centro commerciale Latina Fiori)
– a Latina Scalo presso Tabaccheria Il Toscano in via della Stazione 184.
Info What’sApp 329 754 0544
BIGLIETTI platea € 25, galleria € 20.
INFORMAZIONI biglietteria@campusmusica.it • WhatsApp 329 7540544.
33° Concerto di Capodanno
Latina, Teatro D’Annunzio
1° gennaio 2025, ore 19:00
Orchestra Sinfonica di Latina
Benedetto Montebello, direttore
Presenta Renata Tomasini Guerrini
Programma
Pëtr Il´ič ČAJKOVSKIJ, La Polonaise da Evgenij Onegin
Émile WALDTEUFEL, Les Patineurs, valzer op. 183
Antonín DVOŘÁK, Danza slava n° 7 in do min. op. 46
Georges BIZET, Carmen Suite n° 1
Johann STRAUSS jr., Kuss-Walzer, op. 400
Johann STRAUSS jr. Marcia persiana op. 289
Johann STRAUSS jr., Kaiser-Waltz op. 437
Josef e Johann STRAUSS jr., Pizzicato Polka
Johann STRAUSS jr., Sul bel Danubio blu, op.314
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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ExtraInvictus 2026, “ULTRAS”: Lamberto Ciabatti racconta l’altra faccia delle curve
Il mondo degli ultras viene quasi sempre raccontato attraverso le parole “violenza”, “scontri”, “disordini”. Ma cosa succede se, per una volta, si prova ad ascoltare direttamente chi quelle curve le vive e le anima È la prospettiva scelta da Lamberto Ciabatti in ULTRAS, pubblicato da SEM, uno degli otto libri che riceveranno una menzione ExtraInvictus nell’ambito della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus. Il riconoscimento sarà consegnato l’8 settembre, alle 18.30, durante la serata ospitata dal Castello Caetani di Sermoneta, dedicata alle otto opere selezionate dai media partner del Premio per il loro stile narrativo e per il valore delle storie raccontate.
Nel suo libro Ciabatti prova a ribaltare la prospettiva più consueta e a dare voce a chi per decenni ha animato le curve più calde d’Italia. Attraverso testimonianze raccolte da Milano a Roma, da Torino a Bari, da Bergamo a Palermo, emerge una storia alternativa del nostro Paese, dagli anni Settanta fino agli anni Duemila: una storia fatta di appartenenza, rituali, rivalità, trasferte e identità, ma anche di violenza, droga, criminalità e vite segnate da scelte estreme.
Su Radio Immagine abbiamo parlato con l’autore del suo lavoro di ricerca e di un viaggio dentro una realtà complessa e contraddittoria, che non cerca semplicemente di assolvere o condannare, ma di capire:
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