AMBIENTE
Laghetto degli Alfieri a rischio degrado, parte il progetto di recupero e fruizione
FONDI – È stato approvato nei giorni scorsi un importante protocollo d’intesa tra l’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e la Lipu per il recupero ecologico e funzionale dell’area del Laghetto degli Alfieri: un’area di proprietà della Regione Lazio e affidata in gestione all’Ente Parco, contenente attualmente anche edifici e strutture e individuata nel piano dell’area naturale protetta come zona di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale.
Con l’accordo raggiunto la Lipu si impegna a fornire collaborazione all’Ente Parco sia nella progettazione delle azioni necessarie al ripristino ambientale dell’area al fine di salvaguardarne la
biodiversità che oggi è a rischio di degrado, sia anche nella definizione degli interventi di recupero, ove possibile, delle strutture esistenti e di realizzazione di nuove strutture che incentivino e agevolino in modo sostenibile la fruizione di una delle zone di maggiore interesse naturalistico del territorio del Parco. Lo specchio d’acqua, vicino al Lago di Fondi con le zone umide che lo circondano “offre – spiegano dall’Ente – condizioni di habitat ideali a una ampia varietà di specie di avifauna nidificante, stanziale e di passo. Studi recenti hanno registrato la presenza in loco di oltre 100 specie, alcune delle quali non comuni”. E infatti la località è da tempo meta degli appassionati di birdwatching.
“Gli uccelli selvatici – ha dichiarato il direttore dell’Ente Parco, dott. Lucio De Filippis – sono uno dei principali indicatori della salute generale di un ecosistema. Per alimentarsi e nidificare, infatti, essi hanno bisogno di un habitat speciale: per questo la distribuzione di determinate specie permette di misurare il grado di salute di un territorio. L’azione di tutela dell’Ente Parco ha consentito negli anni passati di evitare che il patrimonio di biodiversità dell’area del Laghetto degli Alfieri venisse seriamente compromessa da vari fattori di degrado. Si tratta ora di mettere mano a un programma complessivo di ripristino ambientale e di dotazione di strutture del sito”.
Un’azione in linea con gli obiettivi di tutela della biodiversità e di contrasto al cambiamento climatico, fissati dall’European Green Deal e dall’ottavo Programma d’Azione per l’Ambiente della Commissione Europea varato nell’ottobre 2022, oltre che perfettamente coerente con le finalità della Nature Ente Parco Naturale Regionale Restoration Law, approvata dal Parlamento Europeo nel febbraio 2024, e volta a realizzare il recupero degli ecosistemi degradati nella misura del 20% entro il 2030.
“La conclusione dell’accordo con la Lipu offre all’Ente Parco l’opportunità di avvalersi della consulenza e delle capacità operative di un’associazione che già oggi gestisce, in collaborazione con Amministrazioni pubbliche (Enti Parco, Regioni, Province, Comuni) ed Enti privati (società e fondazioni), un sistema di 31 aree protette denominato ‘Oasi e Riserve della Lipu’. Non potremmo avere migliore garanzia per la riqualificazione di un sito così importante proprio per la ricchezza e la varietà della sua avifauna” spiega il Commissario straordinario dell’Ente Parco, Giuseppe Incocciati .
Immediata la disponibilità data dal presidente Lipu, Alessandro Polinori: “La tutela della biodiversità è fondamentale non solo come valore collettivo in sé, ma anche come strumento per combattere i cambiamenti climatici e vivere in un ambiente più in salute e fonte di benessere per la gente”.
Sul fronte operativo il progetto prevede lo start già nei primi mesi del 2025. “Sarebbe ideale ampliare le zone a canneto e più in generale ad acque basse, allo scopo di favorire uccelli e biodiversità che, sia a livello europeo che italiano, stanno subendo contrazioni numeriche proprio a causa della scomparsa di questo particolare habitat – dichiara Ugo Faralli, responsabile Oasi e Riserve – Occorre poi operare interventi negli edifici esistenti per organizzare una fruizione in linea con le aree protette in generale e nello specifico con questa porzione di Parco, quindi prevedendo un accesso controllato, un parcheggio per auto e bici, un Centro visite con annessa una ludoteca per attività con i bambini e ragazzi delle scuole, un sentiero con la presenza di capanni di osservazione”.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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