CRONACA
Aprilia, il Tribunale applica la sorveglianza speciale per due presunti capi del clan
Il Tribunale di Roma – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione – ha disposto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, nei confronti di due uomini ritenuti figure apicali del sodalizio criminale sgominato nei mesi scorsi con l’operazione “Assedio”. Il provvedimento, proposto dal Questore di Latina, è frutto dell’attività della Divisione Anticrimine, che ha raccolto elementi tali da dimostrare la pericolosità sociale attuale dei due soggetti, nonostante siano già sottoposti a regime detentivo.
Entrambi risultano indagati per associazione mafiosa e, secondo gli inquirenti, ricoprivano ruoli centrali nella gestione dell’organizzazione: uno con compiti di coordinamento delle attività del clan, fino a svolgere le funzioni di reggente nei momenti di assenza del “capo”; l’altro avrebbe avuto un ruolo operativo di rilievo, contribuendo in modo significativo alla commissione dei cosiddetti “reati fine” come estorsioni e minacce, rendendosi anch’egli punto di riferimento del gruppo criminale sul territorio.
La misura di prevenzione, prevista dal Codice Antimafia, avrà una durata di quattro anni per il primo soggetto e di tre per il secondo, e scatterà una volta conclusi i rispettivi periodi di detenzione.
Nella decisione del Tribunale si evidenzia come neppure il carcere sia stato sufficiente a interrompere i legami dei due con l’ambiente criminale di riferimento. Gli elementi raccolti mostrano la capacità dei due uomini di continuare a esercitare influenza sul territorio di Aprilia, mantenendo relazioni con altri esponenti di clan legati alle cosiddette “mafie storiche”, imponendosi con modalità violente, in grado di generare assoggettamento e omertà nella popolazione.
Il Questore di Latina, che ha avanzato la proposta nell’ambito dell’azione di monitoraggio e prevenzione dei soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica, ha sottolineato l’importanza della misura come strumento per contrastare l’azione dei clan anche al di fuori del solo ambito penale. Un’azione preventiva, ha ribadito, che serve a proteggere la tranquillità e la legalità del territorio.
L’operazione “Assedio”, portata avanti dall’Arma dei Carabinieri nei mesi scorsi, aveva già condotto all’arresto di numerosi soggetti ritenuti appartenenti a una consorteria mafiosa radicata nel Comune di Aprilia e attiva nel traffico di droga, nelle estorsioni e nella gestione criminale di risorse economiche locali.
CRONACA
Arrestato il giovane che ha sparato il 25 aprile a Roma: è un 21enne autodefinitosi della Brigata Ebraica
APRILIA – E’ Eithan Bondi il 21 enne fermato dalla polizia per aver ferito il 25 aprile a Roma, durante le celebrazioni per la Festa della Liberazione, due iscritti all’Anpi, tra cui Rossana Gabrieli, una psicologa di Aprilia. Il ragazzo che si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica sarebbe accusato di aver premuto il grilletto di una pistola soft air che sparava pallini bianchi di plastica dura. Identificato, si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica. Fra gli elementi che lo avrebbero incastrato ci sono i filmati delle telecamere di vigilanza che hanno consentito alla Digos di ricostruire la targa dello scooter Sh bianco con cui è arrivato e fuggito dopo aver colpito due iscritti all’Anpi. Nelle stesse immagini, il giovane si ferma restando a cavallo del motorino, allunga il braccio e prende la mira sparando pallini contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, 62 anni lei e 65 anni lui.
I pm dell’antiterrorismo che coordinano le indagini ipotizzano il reato di tentato omicidio.
La donna di Aprilia ha raccontato di aver pensato di morire e di non riuscire ancora oggi a cancellare l’immagine della pistola puntata contro: “Non sapevo che fosse ad aria compressa, ho pensato di morire”. La donna ha anche ringraziato i poliziotti intervenuti sottolineandone il profilo umano: “Ci hanno protetto”. La 62enne e il compagno di 66 anni potrebbero essere ascoltati di nuovo proprio per il riconoscimento.
Un incredibile corto circuito: un appartenete alla comunità ebraica, dunque discendente degli ebrei perseguitati durante la Seconda Guerra Mondiale che spara ai discendenti di chi ha lottato per salvare anche gli ebrei condannati allo sterminio dal regime nazista-fascista e lo fa nel giorno in cui si ricorda la festa di Liberazione dalla dittatura. “Che tristezza vedere un ragazzo così giovane imbevuto di odio”, ha detto Gabrieli.
CRONACA
Ponza, vende borse e pochette prive di indicazioni, sequestrati 200 pezzi e multa fino a 26mila euro
PONZA – Oltre 200 articoli sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a Ponza in un punto vendita del settore accessori e abbigliamento. Si tratta di borse e pochette provenienti da Paesi in paesi extra-UE, sono risultati privi delle indicazioni minime di sicurezza imposte dal Codice del Consumo, totalmente sprovvisti di indicazioni circa la provenienza, la tipologia del bene, il nome dell’importatore o del produttore e le informazioni destinate al consumatore finale rese in lingua italiana.
L’operazione dei finanzieri della Tenenza di Ponza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina si è svolta nell’ambito di un intervento mirato intervento sull’isola per il contrasto alla contraffazione e della vigilanza sulla sicurezza dei prodotti, nel quadro delle direttive volte a salvaguardare il “Made in Italy” e a impedire la diffusione di merci non conformi agli standard legislativi, a garanzia della salute dei consumatori e della leale concorrenza.
A seguito degli accertamenti, la posizione del rappresentante legale e socio amministratore della società, un italiano, è stata segnalata alla competente Camera di Commercio (C.C.I.A.A.) per violazione al Codice del Consumo, con l’irrogazione della sanzione amministrativa fino a un importo massimo di circa 26.000 euro.
“Contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire un mercato competitivo nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza, nonché una protezione efficace dei consumatori”, dicono in una nota dal comando Provinciale di Latina.
CRONACA
Minaccia la tifoseria con un coltello, calciatore del SS Cosma e Damiano espulso dagli stadi di tutta Europa
SS COSMA E DAMIANO – Un calciatore del SS Cosma e Damiano è stato raggiunto da provvedimento di D.A.SPO. (Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive) emesso dal questore di Latina Fausto Vinci per “condotta gravemente pericolosa posta in essere in occasione di un incontro di calcio dilettantistico”. Dopo le indagini dei Carabinieri, sui fatti verificatisi il 12 aprile scorso sul campo sportivo di Roccagorga dove si giocava l’incontro tra ASD Roccagorga e ASD SS Cosma e Damiano, è emerso che il calciatore della squadra ospite, un 35enne, dopo essere stato espulso dal direttore di gara, si è recato negli spogliatoi e ha successivamente fatto rientro sul terreno di gioco impugnando un coltello multiuso, mostrandolo in modo intimidatorio nei confronti della tifoseria avversaria, generando grave allarme e turbativa per l’ordine pubblico.
L’uomo denunciato per il reato di porto abusivo di armi, con sequestro dell’arma, alla luce della pericolosità del comportamento e del contesto pubblico in cui lo stesso è maturato, ha ora ricevuto il divieto di accesso a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale e degli Stati membri dell’Unione Europea ove si disputano incontri di calcio, per la durata di anni due.
Il provvedimento, notificato questa mattina, si estende anche alle aree limitrofe agli stadi e ai luoghi di transito e sosta delle tifoserie, nelle fasce temporali immediatamente antecedenti e successive agli eventi sportivi.
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