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Festival Pontino, si comincia il 3 luglio con un trio al femminile e la voce recitante di Anna Bonaiuto
SERMONETA – Oltre venti concerti e più di cento musicisti coinvolti fra interpreti affermati e giovani talenti, nei luoghi di grande bellezza del territorio pontino. E’ il Festival Pontino di Musica, 61° edizione, che dal 3 al 31 luglio animerà il Castello Caetani e il borgo di Sermoneta, l’Abbazia di Valvisciolo, la corte comunale di Sabaudia e il Parco Naturale Pantanello con solisti ed ensemble, in un repertorio che spazia dal barocco al pop, fra riscoperte, rarità e repertori più noti.
Come sempre, un ruolo di primo piano avranno gli Incontri Internazionali di Musica Contemporanea – spiegano dalla Fondazione Campus Internazionale di Musica – che richiamano studiosi, compositori, interpreti e docenti per una riflessione attenta sulla musica del nostro tempo (il 15 e 16 luglio). Torneranno anche i concerti dei “Giovani artisti dal mondo”: sono gli allievi, che arrivano da diversi Paesi del mondo, dei Corsi di perfezionamento che si tengono a Sermoneta nell’ambito del Festival e di cui sono docenti alcuni fra i musicisti più importanti del panorama musicale internazionale, impegnati anche nei concerti in programma.
“Siamo convinti – dichiara Elisa Cerocchi presidente del Campus Internazionale di Musica di Latina che organizza il Festival – che il Campus debba proseguire il suo percorso perché da decenni svolge un’attività di valenza sociale e culturale. L’intento è di formare e far lavorare i giovani, diffondere la conoscenza della musica e dei luoghi storici del territorio. Ringrazio dunque per la volontà, la disponibilità e la passione dei soci, dei Maestri, di tutti i collaboratori, dei sostenitori e degli sponsor che credono fermamente che il Campus debba avere un futuro, e che debba essere un futuro con una propria identità”.
“La cosa più difficile per un festival, soprattutto in Italia, è mantenere la continuità e la passione, che nonostante tutte le difficoltà il Pontino conserva con dedizione – ha detto Alessandro Solbiati, membro del comitato artistico del Campus, presente da 45 anni nella vita del festival, sia come compositore sia come docente –. Mi piace segnalare, in questa 61esima edizione, alcuni elementi comuni. Una meravigliosa attenzione alla musica al femminile, soprattutto alle compositrici, a partire da Louise Farrenc che viene omaggiata nel concerto di apertura; l’appoggio ai giovani musicisti, sia compositori, sia interpreti; l’attenzione alla musica d’oggi, presente oltre che negli Incontri internazionali di musica contemporanea, nei vari concerti del festival, in cui c’è uno spostamento in avanti delle date di nascita dei compositori che verranno eseguiti. Infine un grande numero di festeggiamenti, da Berio per i 100 anni della nascita a Shostakokich per i 50 anni della morte”.
L’INAUGURAZIONE – Giovedì 3 luglio (ore 21) inaugurazione tutta al femminile, alla riscoperta della pianista e compositrice francese Louise Farrenc di cui nel 2025 ricorrono i 150 anni della morte. Al Castello Caetani di Sermoneta, il trio composto da Mihaela Costea al violino, Silvia Chiesa al violoncello e Linda Di Carlo al pianoforte la ricorda nella serata Louise Farrenc: una donna allo specchio con alcune tra le opere più rappresentative del suo repertorio da camera. Alla musica si alterna la voce recitante dell’attrice Anna Bonaiuto, su testi originali di Antonella Campani. La Bonaiuto veste i panni della stessa musicista e parla in prima persona al pubblico, raccontando la sua storia, le sue battaglie e i suoi successi professionali: il difficile percorso di una donna che fu in grado di sconfiggere i pregiudizi di un ambiente tradizionalmente maschile come quello musicale francese dell’Ottocento e di rivendicare la propria professionalità di docente di Conservatorio, ottenendo lo stesso compenso dei colleghi uomini.
GLI ALTRI CONCERTI – Il 4 luglio all’Abbazia di Valvisciolo, le percussioni di Ars Ludi, Leone d’Argento alla Biennale Musica del 2022, si uniscono all’Ars Trio di Roma nel concerto Cinquant’anni senza Dmitrij Shostakovich con l’impegnativa esecuzione della Quindicesima Sinfonia, l’ultima del compositore sovietico, scritta nel 1972, qui riproposta nell’arrangiamento di Viktor Derevianko.
Il 5 luglio al Parco Naturale Pantanello, Calogero Palermo, primo clarinetto della Tonhalle Orchester Zürich Royal, a Sermoneta anche docente dei Corsi di perfezionamento, si unisce al giovanissimo violoncellista ticinese Sandro Meszaros, violoncellista dell’orchestra zurighese, e alla pianista di Linda Di Carlo per i Trii di Brahms e Zemlinsky.
Il Festival avvia una nuova collaborazione, con l’Accademia Chigiana di Siena, per il concerto del Quartetto d’archi Sincronie del 9 luglio nel Chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo. Il programma mette in dialogo musica antica e musica del XX secolo, passando da Monteverdi a Malipiero, un progetto che il Quartetto ha anche inciso in CD, ricevendo nel 2025 la nomination all’International Classic Music Awards.
L’11 luglio celebri canzoni dal repertorio pop e cantautorale italiano e internazionale per Il Coro non c’è composto da giovani fra i 14 e i 26 anni provenienti da cori scolastici di alcuni licei di Roma che debutteranno all’Abbazia di Valvisciolo.
Arpa delle meraviglie: tra eleganza e ribellione è il titolo scelto dall’arpista Brian Meloni Lebano per il suo recital del 12 luglio al Parco Naturale Pantanello con un programma che spazia fra repertorio operistico, il flamenco e il barocco, fra brani originali e trascrizioni.
Il 13 luglio il secondo omaggio del Festival, per i 150 anni della nascita di Maurice Ravel, spetta al pianista Axel Trolese che esegue alcune pagine del compositore francese, quali la trascrizione per pianoforte della Rapsodie espagnole e Le tombeau de Couperin, cui si affianca la Sonata op. 2 n. 3 si Beethoven.
Gradito ritorno al Festival per Corrado Rojac con la sua armonica a mantice nel concerto al Chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo del 17 luglio che lo vede al fianco del soprano Stelia Doz. La serata è dedicata alla riscoperta delle romanze del compositore mantovano Giuseppe Greggiati.
Il 18 luglio al Castello Caetani di Sermoneta si conclude il workshop di composizione di Alessandro Solbiati, che ogni anno richiama giovani compositori dall’Italia e dall’estero: nell’appuntamento conclusivo l’esecuzione delle musiche scritte durante i giorni di studio a Sermoneta affidate alla cura di mdi ensemble.
Il 19 luglio si cambia genere con Abbrassh, originale compagine di soli ottoni e percussioni dall’ampia versatilità e repertorio. Con Andrea Tofanelli tromba solista, al Belvedere di Sermoneta presentano Blow The Beatles, una carrellata delle canzoni più celebri dei mitici Fab Four.
Tutto irridendo, tutto burlando è il recital voce e pianoforte del 20 luglio al Castello Caetani di Sermoneta con il soprano (anche voce recitante) Maria Eleonora Caminada e il pianista Alfonso Alberti. Sfruttando l’ampio repertorio dei due interpreti, il concerto (che prende il titolo da un verso del poeta Rumi) spazierà dalle Canzoni popolari di Berio ai Péchés de vieillesse di Rossini, fino a Erik Satie e una novità di Luca Mosca.
Particolare organico quello del Trio Zazel (violino, violoncello e fisarmonica), formatosi al Conservatorio di Latina nel 2019 e oggi formazione stabile. Il 22 luglio alla Corte comunale di Sabaudia esegue una trascrizione delle Estaciones Porteños di Piazzolla, il Trio n. 6 Hob. XV:40 di Haydn e una prima assoluta per il Trio di Martina Cavazza Preta.
Trio d’eccezione, quello che si ascolterà il 25 luglio, formato da tre eccellenti musicisti, anche docenti dei Corsi di perfezionamento di Sermoneta: Marco Rizzi violino, Giovanni Gnocchi violoncello e Andrea Lucchesini al pianoforte, ricordano al Castello Caetani di Sermoneta tre importanti ricorrenze che cadono nel 2025 – i 100 anni della nascita di Luciano Berio, i 50 anni della scomparsa di Luigi Dallapiccola e i 150 anni della nascita di Maurice Ravel – eseguendo la musica dei tre compositori, cui si aggiunge il Trio n. 1 op. 99 di Schubert.
Dopo il successo dello scorso anno, torna l’appuntamento Suona con i maestri, uno scambio proficuo e formativo fra docenti e allievi. Rizzi, Gnocchi e Lucchesini saranno di nuovo al Castello di Sermoneta, il 27 luglio, insieme a sei musicisti under 35 selezionati durante i Corsi di Sermoneta per eseguire Trii di Brahms e Schumann.
La chiusura di festival sarà a Sermoneta, il 31 luglio, con il Neos Saxophone Ensemble, formazione pontina diretta da Daniele Caporaso. Salgono sul palco insieme al celebre sassofonista Claude Delangle, storico docente dei Corsi di Sermoneta, e alla moglie Odile Cateline-Delangle al pianoforte. Programma di ampio respiro, da Vivaldi e Mozart fino a Chick Corea e Piazzolla, per apprezzare tutte le sonorità del sax, con due novità in prima assoluta di Paolo Rotili, Christina Athinodorou e Maurizio Furlani.
I CORSI DI PERFEZIONAMENTO – Anche quest’anno arrivano da tutto il mondo, numerosi, giovani musicisti che si ritroveranno a Sermoneta per studiare con i docenti dei Corsi di perfezionamento, interpreti del panorama musicale internazionale: sono Calogero Palermo (clarinetto), Alessandro Solbiati (composizione), Corrado Rojac (fisarmonica), Andrea Lucchesini (pianoforte), Claude Delangle (sassofono), Giovanni Albini (ukulele), Marco Rizzi (violino) e Giovanni Gnocchi (violoncello).
Biglietti 10 euro (a eccezione dei concerti del 4, 5, 25 luglio: 15 euro). Concerti degli Incontri di musica Contemporanea e workshop 5 euro; concerti Giovani artisti del mondo a Sermoneta 2 euro. Riduzioni per i possessori di Youth Card. Per poter assistere ai concerti del Festival Pontino è consigliata la prenotazione via WhatsApp al 329-7540544 oppure via e-mail a biglietteria@campusmusica.it
APPUNTAMENTI
Latina: l’inaugurazione del restaurato monumento ai Caduti di Borgo Grappa
Si è tenuta questa mattina, domenica 26 aprile, l’inaugurazione del restaurato monumento ai Caduti di Borgo Grappa. Alle ore 9.30 si è tenuta la Santa Messa in onore ai Caduti di tutte le guerre presso la Parrocchia San Giuseppe di Borgo Grappa e, alle ore 10.15, la cerimonia di inaugurazione e l’intervento del sindaco Matilde Celentano.
2Certamente dobbiamo ringraziare gli uffici che su questo lavoro ci hanno messo non soltanto l’impegno ma anche un lavoro di squadra, di gruppo che si vede i suoi frutti oggi. Il ringraziamento lo dobbiamo anche a tutta quanta la commissione urbanistica, ai consiglieri comunali, generalmente a tutta l’amministrazione perché questo è l’obiettivo che ci stiamo ponendo, cioè di recuperare quelli che sono i valori storici, i valori culturali, identitari di ogni borgo. Arriveremo fino al 2032 lavorando in questo modo su ogni borgo”. Lo ha detto l’assessore ai borghi Annalisa Muzio
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Domenica 26 aprile debuttano le sezioni Scienza e Kids: sei appuntamenti da mattina a sera
Dopo la maratona del 25 aprile, che ha segnato l’ingresso nel cuore pulsante della rassegna, Lievito prosegue domenica 26 con una giornata che allarga lo sguardo e apre nuove traiettorie. È il giorno delle prime volte: debuttano infatti Lievito Scienza e Lievito Kids, due sezioni che ampliano il racconto del festival con uno spazio dedicato alla divulgazione e uno pensato per le famiglie e i più piccoli. La giornata si apre con il primo appuntamento della sezione curata da Gianni Morelli. Alle 10, nella sala grande di Palazzo M, “Medicina, chimica e nutrizione: la scienza nel rapporto tra cibo e salute” esplora un tema che riguarda da vicino la vita quotidiana. Il legame tra nutrizione e salute è al centro di un dibattito pubblico che spesso, però, è condizionato da informazioni incomplete e luoghi comuni difficili da sradicare. «Sarà un confronto a più voci tra discipline diverse, dalla chimica degli alimenti alla nutrizione clinica, per provare a fare chiarezza su ciò che davvero portiamo in tavola e su come interagisce con il nostro organismo» spiega Morelli. «L’obiettivo è offrire strumenti per orientarsi restituendo complessità senza renderla inaccessibile. La scienza può e deve entrare nel dibattito pubblico con un linguaggio comprensibile, senza rinunciare al rigore». I protagonisti della tavola rotonda saranno la prof.ssa Francesca Rigano dell’Università di Messina, la prof.ssa Cinzia Ingallina dell’Università Sapienza di Roma e Salvatore Battisti, biologo nutrizionista. A moderare il confronto, la dott.ssa Elettra Ortu La Barbera e lo stesso Morelli.
Il pomeriggio, a partire dalle 15, la sala grande si trasforma in uno spazio aperto all’immaginazione con Lievito Kids. Si comincia con “La curva dei colori”, laboratorio a cura dell’associazione Tre Mamme per Amiche pensato per bambine e bambini dai 3 anni in su, da vivere insieme a un adulto: un gioco creativo che unisce manualità e movimento, costruito con pochi materiali e tanta fantasia. A seguire, lo spettacolo di giocoleria “Giocol-Elia”: Elia Bartoli porta in scena un circo contemporaneo fatto di improvvisazione, ironia e coinvolgimento diretto del pubblico, in un continuo dialogo tra palco e platea. Per entrambi gli appuntamenti sono previste prenotazione tramite QR code e, al termine, l’immancabile merenda offerta da NaturaSì.
Nel tardo pomeriggio il festival torna alla parola con un gradito ritorno: alle 18 Carlo Miccio presenta il suo ultimo libro, “Il sutra del pallone di cuoio”, in dialogo con Fabrizio Gargano. Un racconto che attraversa il calcio per interrogare qualcosa di più profondo: la persistenza di una passione collettiva capace di resistere alle contraddizioni, alle derive economiche e alle ombre che attraversano questo mondo. Tra memoria personale e immaginario condiviso, il pallone diventa una lente attraverso cui osservare la società.
La serata si apre poi alla musica dal vivo con Tony Montecalvo e i The Dream Catchers, che alle 19 portano nel cortile di Palazzo M le sonorità del folk’n’roll, una miscela di rock, country, blues e tradizione americana. La band presenterà le canzoni del secondo album “Travellin’ soul”, attualmente in fase di missaggio e mastering: un viaggio musicale che invita a lasciarsi andare, tra strumenti acustici e ritmi che raccontano storie di migrazione e contaminazione.
Alle 20, come di consueto, scatta il momento conviviale con la degustazione, quella di domenica è a cura della Strada del Vino e del bar Tribeca.
Subito dopo si torna in sala grande per il gran finale della giornata. Alle 21 va in scena “Scritto sul corpo”, spettacolo di danza contemporanea nato dal progetto di community dance condotto da Francesca Schipani ed Enrica Felici e prodotto da PinDoc. Sotto la direzione della stessa Schipani, che firma regia e coreografia, oltre dieci interpreti della compagnia Filoturchino danno vita a un racconto corale che mette al centro il tema della resilienza e della rinascita femminile. Il corpo diventa spazio di memoria e trasformazione, attraversato da cadute e ripartenze, distruzioni e nuovi inizi. In una comunità di donne che danzano prende forma una riflessione condivisa sulla possibilità di costruire, anche attraverso l’arte, un mondo più giusto, libero e solidale.
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Gaeta e Tisno: Al via l’iter per il gemellaggio nel segno dei maestri d’ascia, il soggiorno dal 27 al 20 Aprile
Un ponte ideale, lungo secoli e costruito sul legno pregiato delle imbarcazioni tradizionali, unisce Gaeta e la città croata di Tisno. Il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, accoglierà lunedì 27 aprile, presso la Sala Consiliare, una delegazione ufficiale proveniente dalla Croazia per avviare formalmente i rapporti di amicizia e gemellaggio tra le due comunità. La delegazione croata, guidata dal Sindaco di Tisno, Kristijan Jareb, sarà composta dal consigliere comunale Tomislav Bilić, da Marinka Fržop, presidente dell’Associazione «Betinska gajeta», e da Dinko Foretić, presidente dell’Associazione «Hrvatski drveni brodovi». All’incontro istituzionale prenderà parte anche il Presidente del Consiglio Comunale di Gaeta, Gennaro Dies.
Il cuore di questo legame risiede nella frazione di Betina, centro d’eccellenza della cantieristica navale croata, dove dal 1740 si tramanda l’arte dei «kalafati» (maestri d’ascia). Proprio qui è nata la «Gajeta Betina», un’imbarcazione robusta e versatile il cui nome stesso richiama direttamente l’influenza e i modelli costruttivi della gloriosa Repubblica Marinara di Gaeta, adottati e perfezionati dai maestri dalmati.
«È con profondo orgoglio e senso di appartenenza – esordisce il Sindaco Cristian Leccese – che accogliamo la delegazione di Tisno nella nostra città. Non si tratta di un semplice incontro istituzionale, ma del ricongiungimento di due comunità che condividono un DNA marittimo comune. Il nome della ‘Gajeta’ di Betina è la prova storica di come l’ingegno e l’arte cantieristica della nostra antica Repubblica abbiano navigato oltre i confini del Tirreno, influenzando le maestranze dell’Adriatico». Poi il primo cittadino spiega: «Oggi, riscoprendo queste radici legate ai maestri d’ascia e alla costruzione navale in legno – che a Gaeta vanta tradizioni d’eccellenza sin dal periodo ducale – apriamo una stagione di cooperazione culturale e turistica. Vogliamo che questo gemellaggio sia un volano per la valorizzazione del nostro patrimonio immateriale e per il potenziamento delle attività legate alla nostra economia del mare».
Durante il soggiorno (27-29 aprile), gli ospiti croati avranno l’opportunità di immergersi nella realtà gaetana, visitando le principali attrazioni storiche e, in particolare, i cantieri navali locali. Questo confronto tecnico e culturale tra i discendenti delle famiglie Filipi e Uroda di Betina e i maestri d’ascia gaetani rappresenterà il momento clou della visita, volto a salvaguardare un’arte, quella della costruzione in legno, oggi protetta come patrimonio culturale. La visita segna il primo passo verso un patto di gemellaggio che intende unire due territori che, seppur divisi dal mare, parlano la stessa lingua: quella del vento, della vela latina e della sapienza artigiana.
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