CRONACA
Migranti, Monsignor Felice Accrocca: “Per molti sono un business, occorre visione ampia del problema”
LATINA – Sul caso della nave Acquarius, dopo la chiusura dei porti da parte dell’Italia, ha scritto una lettera ai fedeli dell’Arcidiocesi di Benevento che guida da due anni, Monsignor Felice Accrocca, il sacerdote di Cori, parroco a lungo anche a Latina che in una lunga ed efficace riflessione invita a non essere nel coro di chi dice: “Ognuno deve starsene a casa sua”. Accrocca, che è uno studioso ed è sempre stato molto stimato per la sua capacità di analisi e di approfondimento dei fenomeni sociali, critica la politica “che ha lasciato campo libero all’economia” e sottolinea che il fenomeno è inarrestabile. I bisogni prodotti dalla fame, la crescente desertificazione d’intere zone del pianeta , gli sconvolgimenti climatici lo sfruttamento da parte di multinazionali che impoverisce le realtà locali – dice ancora l’arcivescovo pontino – continueranno a generare una massa crescente di poveri disperati, disposti a tutto pur di fuggire dalla situazione nella quale si vedono intrappolati. “La Chiesa deve aiutare le coscienze a maturare una visione ampia e ragionata del problema, senza dimenticare il valore e il primato della persona umana”. Una riflessione che, comunque la si pensi, vale la pena di leggere (e non solo a Benevento).
IL TESTO INTEGRALE
“Carissimi fratelli e figli dell’amata Chiesa beneventana,
le notizie relative all’Aquarius – imbarcazione vagante per il Mediterraneo che non trasporta pesci nelle proprie reti, ma fragili, inermi esseri umani – non possono lasciarci indifferenti né, ancor meno, vederci tra coloro i quali alzano la voce per urlare che “ognuno deve starsene a casa sua”. Non dobbiamo, in quanto cristiani, unirci a un tale coro, poiché il Signore Gesù ha insegnato tutt’altro, con la parola e con la vita. Sento perciò mio dovere, in questo momento, dire una parola chiara in proposito non solo alla mia Chiesa: mi rivolgo perciò ai Confratelli che con me condividono l’Ordine sacro del sacerdozio e del diaconato, agli Operatori pastorali impegnati a vario titolo negli uffici diocesani, nelle diverse comunità parrocchiali e nelle varie realtà ecclesiali, ai cristiani praticanti, a quanti, pur non vivendo una pratica religiosa, si riconoscono credenti, a quanti in tutta sincerità credono in un Dio che non è il Dio di Gesù Cristo e a tutti gli uomini di buona volontà.
In quella pagina straordinaria conosciuta come “il giudizio universale”, il Maestro afferma: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36). È in ragione di ciò che san Giovanni della Croce ci ricorda come alla sera della vita saremo giudicati sull’amore. Torna quindi attuale il monito di san Giovanni Crisostomo, il quale avverte che non possiamo gioire onorando il Cristo con gli arredi sacri e poi disprezzarlo nella persona dei poveri, perché quello che vorremmo adorare dentro il tempio e poi rifiutare al di fuori del tempio è sempre il medesimo Figlio di Dio.
Quale tristezza, dunque, danno gli eventi di questi giorni per quanti desiderano seguire le orme di Cristo (1Pt 2,21), tanto più se si ha la consapevolezza che sulla sorte di quei disgraziati si costruiscono le fortune di altri, siano esse fortune politiche o economiche, stante il business da molti avviato a riguardo.
Non possiamo dimenticare, ad esempio, come pochi mesi fa l’Austria avesse persino minacciato d’inviare i carri armati ai confini con l’Italia per salvaguardare il proprio territorio dall’invasione migratoria, quando era ben noto a tutti che il Brennero non era sulla rotta dei migranti. Quella voglia sfacciata di mostrare i muscoli su un ring deserto, dal momento che già si sapeva che l’avversario da lì non sarebbe passato, si risolse tuttavia in un significativo guadagno in termini di consensi elettorali, il che la dice lunga sugli umori della popolazione. Neppure dobbiamo scordare che qualche tempo addietro, al largo delle acque greche, si giunse a sparare su gommoni pieni di gente indifesa. Ora, noi non possiamo tacere come tutto ciò, il costruire cioè le proprie fortune sulla pelle altrui, sia altamente immorale!
Certamente il fenomeno migratorio va affrontato con intelligenza: è un problema, questo, che richiede competenza, coraggio, generosità, un’ampia visione strategica, ed esige, al tempo stesso, rispetto delle regole sia da parte dei paesi che accolgono sia da parte delle persone che ricevono accoglienza. Il tema è di una portata tale che non consente semplificazioni assolutizzanti, spesso invece proposte – da una parte o dall’altra – quali soluzioni risolutorie.
Di una cosa possiamo esser certi, che non sarà possibile arrestare il fenomeno, perché i bisogni prodotti dalla fame, la crescente desertificazione d’intere zone del pianeta a causa dello sfruttamento selvaggio del territorio, gli sconvolgimenti climatici continueranno a generare una massa crescente di poveri disperati, disposti a tutto pur di fuggire dalla situazione nella quale si vedono intrappolati. Al contempo, è pure illusorio dire che bisogna creare sviluppo nelle terre d’origine di questi uomini e donne, favorendone la permanenza nei loro paesi, perché prima da lì dovrebbero andarsene gli stessi che vorrebbero crearvi sviluppo: gran parte dei territori del terzo e quarto mondo sono infatti dominati da multinazionali che certo non risparmiano lo sfruttamento dei terreni e del sottosuolo, contribuendo a creare, sul posto, nuove sacche di povertà.
Se le otto persone più ricche del mondo possiedono quanto tre miliardi e seicento milioni di propri simili, com’è possibile sperare che tutto ciò non finisca per produrre sconvolgimenti e tensioni dei quali non possiamo prevedere la portata?
Il vero problema, in realtà, è il nodo economia-politica: negli ultimi trent’anni, infatti, la politica ha finito per abdicare sempre più al proprio ruolo, lasciando campo libero all’economia, con conseguenze che non possono essere che disastrose. Il livello stesso del dibattito politico si è progressivamente abbassato, al punto da ridurre le capacità argomentative di tutti coloro che dovrebbero sentirsene coinvolti, siano essi rappresentanti della cosa pubblica o semplici cittadini.
Se poi, per tornare al fenomeno migratorio, volessimo dirla tutta, allora dovremo ammettere pure che “noi”, cioè gli abitanti del nord del mondo, in realtà abbiamo bisogno di “loro”, cioè di quelli che bussano alle nostre porte: senza immigrati, infatti, dove troveremmo le badanti necessarie per i nostri anziani, gli operai per i forni, i manovali per l’edilizia, coloro che curano e mungono le nostre mucche e badano al nostro patrimonio zootecnico, quanti prestano la loro opera nei campi? E quante volte costoro vengono sottoposti a orari massacranti con una paga che resta molto al di sotto del valore del lavoro da essi prodotto? Ancora, quante classi scolastiche, in piccoli centri, si sono salvate e si salvano proprio per la presenza dei figli degli immigrati? Neppure può dirsi che “vengono a togliere il lavoro agli italiani”, perché in realtà fanno lavori per i quali si fatica a trovare mano d’opera. Altri paesi occidentali hanno del resto già compreso il valore della posta in gioco e hanno adottato una politica diversa: basti considerare quanto le presenze “straniere” in Italia siano numericamente insignificanti rispetto alla Francia e alla Germania.
Né possiamo dimenticare che l’Italia, terra di migranti e sottoposta essa stessa a un rilevante fenomeno migratorio interno (dal sud verso il nord), è un paese che invecchia progressivamente. Nelle aree interne, molti piccoli centri si svuotano ogni anno di più: vi restano in prevalenza le persone anziane, sulle quali sembra scendere, sempre più, un velo di tristezza. La nostra amata Diocesi costituisce, di ciò, un esempio significativo. Ora, proprio i centri soggetti a spopolamento, dove gli affitti sono più bassi e dove è facile trovare case perché sono moltissime quelle vuote, potrebbero diventare dimora ideale per molti che giungono nel nostro paese. Il fenomeno migratorio, quindi, da problema potrebbe divenire un’effettiva risorsa, se affrontato con intelligenza, altruismo e supportato da progetti di ampio respiro.
A Petruro Irpino, il più piccolo Comune della Diocesi (180 abitanti), ho amministrato – negli anni scorsi – il battesimo a due bambini, evento che non si verificava ormai da diverso tempo: erano due bambini di colore, figli di coppie che in quel centro hanno stabilito la propria dimora, accolte con affetto dalla popolazione locale che vede in tal modo rinascere la speranza. Quei piccoli che gironzolano per il paese, coccolati da tutti, vezzeggiati e forse anche viziati, hanno restituito il sorriso a molti nostri anziani e non solo a loro.
Forse anche Gesù Bambino fece sorridere qualcuno degli anziani vicini, quando con Giuseppe e Maria fu esule in terra d’Egitto. La Santa Famiglia ci aiuti dunque a unire le nostre forze: come Chiesa siamo infatti chiamati a svolgere un’opera di evangelizzazione che su tali questioni non può assolutamente tacere, ma deve piuttosto aiutare le coscienze a maturare una visione ampia e ragionata del problema, senza dimenticare il valore e il primato della persona umana.
Nell’invocare l’intercessione di Giuseppe e Maria, di fatto anch’essi dei rifugiati politici (furono costretti a fuggire dalla Palestina perché Erode voleva ucciderne il figlio), tutti voi benedico di cuore”.
Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento
CRONACA
Tragedia sulla via Appia, lutto a Monte San Biagio per la morte di Lorenzo Casale
Si chiamava Lorenzo Casale il giovane che ha perso la vita nella notte in un tragico incidente stradale avvenuto lungo la via Appia. Il ragazzo, appena ventenne, viaggiava a bordo della sua moto quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo finendo contro un’automobile che procedeva in direzione opposta. L’impatto è stato violentissimo e per il giovane non c’è stato nulla da fare. Lorenzo è morto sul colpo, a pochi chilometri da casa. Alla guida dell’auto coinvolta una giovane di 24 anni, rimasta sotto shock dopo l’accaduto. Sulla dinamica del sinistro sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.
La notizia della morte del ventenne ha profondamente colpito la comunità di Monte San Biagio, dove Lorenzo era molto conosciuto. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla tragedia. Tra questi anche quello del sindaco di Monte San Biagio e presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale: «La comunità di Monte San Biagio si stringe attorno alla famiglia di Lorenzo Casale in questo momento di grande dolore. A loro giungano la mia vicinanza e le più sincere condoglianze».
CRONACA
Blocco linea ferroviaria Roma-Napoli da Cisterna a Latina: bus sostitutivi l’8 giugno
A causa di lavori di manutenzione programmata da parte di RFI nella stazione di Latina, nella giornata di lunedì 8 giugno 2026, la circolazione ferroviaria sulla linea Roma-Napoli subirà significative modifiche.
Per garantire la continuità del servizio e ridurre al minimo i disagi dei pendolari e dei viaggiatori, la società Busitalia (Gruppo FS Italiane) ha predisposto un servizio di pullman sostitutivi.
L’interruzione della tratta ferroviaria avverrà in particolare per i treni diretti da Cisterna verso Latina nella fascia oraria dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
Al fine di permettere la sosta regolare dei mezzi, nonché il trasbordo e lo spostamento in sicurezza dei passeggeri, l’Amministrazione Comunale ha individuato come area di fermata dei bus sostitutivi quella di Via delle Province (cosiddetta “Area Mercato”), limitatamente al tratto adiacente all’entrata del Palazzetto dello Sport.
La Polizia Locale ha emanato l’ordinanza n. 107 del 06.06.2026 che dispone il divieto di sosta con rimozione forzata in via delle Province (Area Mercato), nel solo tratto adiacente all’entrata del Palazzetto dello Sport a partire dalle ore 09:30 fino alle ore 14:00 del giorno lunedì 8 giugno 2026 (e comunque fino a cessate esigenze).
Si invita la cittadinanza alla massima collaborazione e a prestare attenzione alla segnaletica temporanea che verrà installata sul posto.
I canali di vendita di Trenitalia sono già aggiornati con le modifiche ai treni regionali (tra cui cancellazioni e variazioni di percorso che interesseranno lo scalo di Cisterna).
Per ulteriori dettagli sugli orari specifici dei treni e dei bus, è possibile consultare il sito internet www.trenitalia.it o i canali digitali di Trenitalia.
CRONACA
Formia, controlli della Polizia nei locali pubblici: nessuna irregolarità riscontrata
Proseguono i controlli amministrativi della Polizia di Stato negli esercizi pubblici del territorio di Formia. L’attività rientra nei servizi predisposti dalla Questura di Latina con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme che regolano le attività commerciali e la sicurezza dei cittadini.
Gli agenti hanno effettuato una serie di verifiche in diversi locali e attività aperte al pubblico, concentrando l’attenzione soprattutto sugli esercizi maggiormente frequentati nelle ore serali e notturne.
Nel corso dei controlli sono state esaminate le autorizzazioni amministrative, la documentazione prevista dalla normativa di settore e il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza, igiene e ordine pubblico. Gli operatori hanno inoltre identificato numerosi avventori e verificato l’eventuale presenza di persone con precedenti di polizia.
Dalle verifiche non sono emerse irregolarità né anomalie.
L’iniziativa si inserisce nelle attività di prevenzione promosse dalla Polizia di Stato in vista dell’avvio della stagione estiva, periodo in cui il sud pontino registra un significativo aumento delle presenze turistiche.
La Questura ha annunciato che analoghi servizi di controllo e monitoraggio proseguiranno nelle prossime settimane su tutto il territorio di competenza per garantire il rispetto delle regole e la tutela della collettività.
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