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Una gara di generosità per far rinascere il Centro Vaccinazioni Pediatriche della Asl di Latina

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LATINA –  Un livello di attenzione che commuove, un’umanizzazione che non è facile trovare. E credo che questa sia la via per unire gli intenti. Alla Asl spetta avere attenzione alla prestazione sanitaria, ma è indubbio che il luogo che accoglie le prestazioni, qualunque esse siano, di tipo ospedaliero, emergenziale, ambulatoriale, debba tener conto delle necessità delle persone e delle necessità e delle fasi della vita. E sull’infanzia, avere degli ambienti che siano così umanizzati porta il bambino verso un rapporto di non paura e di positività verso le prestazioni sanitarie che, anche  in base alla sua fortuna, dovrà ricevere. Il lavoro che avete fatto è davvero molto bello”. Le parole commosse della  direttrice generale della Asl Silvia Cavalli hanno accompagnato il taglio del nastro al Centro Vaccinale Pediatrico della Asl.

L’edificio in piazzale Carturan è stato interamente ristrutturato e ampliato: ambienti a misura di bambino, impianti e arredi nuovi, grazie al progetto dell’Associazione Alessia e i suoi Angeli Onlus e alla generosità di aziende e singoli, alcuni dei quali hanno voluto restare anonimi. L’inaugurazione oggi, 20 aprile, perché la piccola Alessia Mastrogiovanni, la bambina morta di meningite fulminante a 18 mesi,  nel cui ricordo i genitori hanno deciso di fondare l’associazione benefica, avrebbe compiuto 15 anni. “Oggi ricorre il quindicesimo compleanno di Alessia e sono contenta di festeggiarlo così, non potendolo festeggiare con lei,  è il modo  che mi rende più orgogliosa come mamma, so che festeggiamo con l’inaugurazione di questo centro che spero possa essere ben accolto dalla collettività e soprattutto dai più piccini”, ha detto la mamma Amelia Vitiello rimarcando: “La tutela dell’infanzia è sempre stata una priorità per l’Associazione. Il nuovo progetto di ristrutturazione del Centro Vaccinale Asl di Latina rientra proprio in questa ottica: contribuire a rendere questo presidio sanitario a misura di bambino, rassicurante e accogliente ma anche funzionale per mamme e persone con disabilità. Questa pandemia ha dimostrato quanto i Centri Vaccinali siano il primo presidio di contrasto alla pandemia da Covid19, ma non dobbiamo dimenticarci che gli altri virus non spariscono per magia e che è necessario garantire la continuità del Piano Vaccinale, soprattutto per i più piccoli”.

Ha ringraziato l’associazione anche a nome della città che beneficerà del progetto, il sindaco di Latina Damiano Coletta: «Congratulazioni all’Associazione Alessia e i suoi Angeli per questo importante intervento che dimostra ancora una volta quanto siano importanti, soprattutto in questi tempi, i valori della solidarietà, della generosità e della sensibilità verso chi è più fragile. Ai genitori di Alessia e ai donatori che hanno finanziato e reso possibile il progetto rivolgo il mio ringraziamento a nome di tutta la comunità».

Ci sono voluti 70mila euro. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, senza di loro non sarebbe stato possibile. In primis il Comune di Latina, oltre alla stessa Asl. Sono stati impiegati circa 70.000 euro provenienti da donazioni all’Associazione, sia spontanee sia dal 5×1000, tra cui un lascito testamentario. Gli stessi membri del Direttivo dell’Associazione si sono rimboccati le maniche partecipando personalmente allo svolgimento dei lavori. – racconta il Presidente Alessandro Mastrogiovanni – Ora gli ambienti sono più accoglienti soprattutto per i piccoli pazienti che arriveranno per ricevere le vaccinazioni, e speriamo più rassicuranti. In futuro ci auguriamo di raccogliere altri fondi necessari a ristrutturare anche l’area verde che si trova all’esterno del Centro vaccinale. Ricordiamo infatti che questo, come altri Centri in tutta Italia, avranno un ruolo fondamentale in questa lotta senza quartiere alla pandemia ed alle altre patologie che ciclicamente espongono i nostri bambini, quindi facciamoci trovare pronti”.

 

 

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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