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Latina, minacce ed estorsioni con l’account “Puro Sangue Ciarelli”: così il clan continuava a fare paura

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LATINA –  Dopo le operazioni che negli ultimi due anni hanno messo all’angolo i clan Di Silvio e Travali, gli investigatori della squadra Mobile di Latina diretti dal vicequestore Giuseppe Pontecorvo assestano un duro colpo al clan Ciarelli-Di Silvio. Sono 15 gli arresti eseguiti questa mattina nell’inchiesta coordinata dai Sostituti Luigia Spinelli e Corrado Fasanelli  della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma con la collega Valentina Giammaria della Procura della Repubblica di Latina, che ha fatto emergere come, anche dal carcere, i Ciarelli continuassero a gestire attività illecite con metodo mafioso, anche utilizzando i social network per far arrivare alle vittime i propri messaggi attraverso l’account “Puro Sangue Ciarelli”.

I NOMI – L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a: Manuel Agresti, Matteo Ciaravino, Carmine Ciarelli, Ferdinando Ciarelli detto Macù, Ferdinando Ciarelli detto Furt, Antongiorgio Ciarelli, Pasquale Ciarelli, Roberto Ciarelli, Gianluca Di Silvio, Costantino Di Silvio detto Patatone, Francesco Iannarilli, Rosaria Di Silvio, Mariagrazia Di Silvio, Valentina Travali. La misura degli arresti domiciliari è stata stabilita solo per Ferdinando Ciarelli, 23 anni. Nell’ordinanza anche il nome di Samuele Di Silvio, morto all’età di 32 anni, il 15 febbraio nel carcere di alta sicurezza di Agrigento dove era detenuto e sulla cui morte è stata aperta un’inchiesta.

In campo questa mattina con la Squadra Mobile, quattro equipaggi del reparto Prevenzione Crimine di Roma, le unità cinofile antidroga e anti esplosivo e il reparto Volo di Partica di Mare, in collaborazione con le Squadra Mobili di Perugia, Teramo, Siracusa e Lecce, oltre che del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale Lazio e dei reparti penitenziari degli altri istituti interessati.

Abbiamo chiuso il cerchio eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare (emessa dal Gip di Roma Simona Calegari) nei confronti di 15 persone indiziate di vari reati aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità mafiosa – spiega il dirigente della squadra Mobile di Latina Giuseppe Pontecorvo –  Le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni e l’ascolto di molte vittime di estorsioni che ha consentito di riscontrare le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che, nei numerosi interrogatori, ci hanno permesso di ricostruire uno spaccato della storia criminale di Latina e provincia”.

INTIMIDAZIONI E PIZZO ANCHE IN CARCERE – Secondo gli investigatori, la detenzione, almeno fino ad alcuni mesi fa,  non impediva ai Ciarelli di proseguire nelle loro attività illecite. Dal carcere riuscivano a tenere sotto scacco cittadini e imprenditori esercitando il loro potere con metodo mafioso, facendo valere la forza intimidatrice del loro nome e di più: “Gestivano anche in carcere una sorta di protezione pretendendo dai detenuti somme di danaro”.

“La capacità di intimidazione che il clan Ciarelli, in termini di gravità indiziaria, è in grado di esercitare ancora oggi nella città di Latina  – spiega ancora Pontecorvo – è emersa attraverso azioni criminali che i giovani rampolli di famiglia, spendendo il nome del sodalizio e dei suoi esponenti di vertice, avrebbero posto in essere fino alla scorsa estate nella zona della cosiddetta Movida, nel centro storico di Latina, e in alcuni stabilimenti balneari sul lungomare di Terracina, laddove addetti alla sicurezza venivano fisicamente aggrediti, per avere impedito l’accesso al locale o la consumazione gratuita di cibi o bevande”.

SPACCIO DI COCAINA NELLA CASA DI UN AVVOCATO OCCUPATA– Dalle indagini è anche emerso che alcuni membri della famiglia Ciarelli avevano occupato arbitrariamente un immobile di proprietà di un avvocato di Latina, senza più versare nel tempo alcun pagamento di affitto, ma trasformando al contrario l’appartamento nella base logistica di una piccola attività di spaccio di cocaina che veniva portata avanti per mantenere i familiari detenuti.

DIECI EPISODI – Dieci gli episodi estorsivi per cui si procede che descrivono perfettamente le modalità operative del clan: dalla prospettazione di ritorsioni alle vittime in chiave plurale, alla spendita del nome dei Ciarelli come segno di appartenenza a un gruppo criminale per amplificare l’efficacia delle azioni intimidatorie e violente, il riferimento a problemi giudiziari nonché alle spese relative ai processi degli appartenenti al gruppo per coartare la volontà delle vittime e l’affermazione del potere di riscossione del pizzo in quanto derivante dal controllo del territorio. “In molti degli episodi ricostruiti, le vittime non hanno denunciato i fatti subiti per timore di ritorsioni, lasciando emergere un diffuso stato di assoggettamento ed omertà, determinandosi addirittura a mutare in alcuni le proprie abitudini di vita”, si legge nella nota della Questura di Latina.

” Le indagini restituiscono fiducia, i cittadini devono trovare il coraggio di denunciare per essere veramente liberi. Abbiamo fatto tanto fino ad ora, ma credo si possa fare ancora molto”, ha detto il dirigente della squadra mobile di Latina

GIUSEPPE PONTECORVO

 

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Rosso Visciola, l’evento “slow” piace. Lola Fernandez: “Elegante come il rosso del nostro frutto”

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SEZZE – Non una sagra, ma un evento “slow”: “Raffinato come il colore delle nostre visciole”. Così L’assessore alla attività produttive del Comune di Sezze, Lola Fernandez racconta Rosso Visciola 2026, terza edizione della manifestazione nata per mettere il luce il frutto che condivide con il carciofo il podio di prodotto identitario del centro lepino che si è svolta sabato sera a Sezze.

Non soltanto marmellate e confetture, ma la visciola reinterpretata: gelatina di visciole, gin tonic alla visciola e spritz alla visciola combinato con il ghiacciolo di visciola, hanno accompagnato le storiche e insuperabili crostatine.

“Stiamo cercando – spiega Lola Fernandez  di promuovere un format diverso di animazione territoriale per un’eccellenza nostra che è la visciola, simbolo particolarmente importante del nostro territorio. Un evento un po’ diverso, non vogliamo fare una sagra, ma una serata più tranquilla, più elegante all’insegna appunto del Rosso visciola, che è un colore elegante. Essendo però un evento sperimentale, è logico che l’affluenza di visitatori è diversa, anche se devo dire che i numeri di questo evento sono molto interessanti”.

“Sono stati presenti diverse Pro Loco promoter del territorio, sei operatori della “Spesa nel borgo”, dieci artigiani, quattro stand gastronomici che sono stati animati dai nostri commercianti, quattro spettacoli dal vivo, un’ attrazione che veniva da Rocca Massima, il Fly in the Sky. Poi 40 cerchi artigianali che sono stati messi a disposizione nel Cid di Sezze e un giardino dove delle persone hanno potuto assaggiare la visciola, le marmellate, le crostatine. Un evento organizzato anche in collaborazione con la parrocchia Santa Lucia e anche loro sono stati protagonisti o coprotagonisti di questo evento con un loro stand gastronomico che è stato ubicato a Porta Pascibella, la processione di Sant’Antonio che quindi ha avuto il suo passaggio nel perimetro dell’evento. In totale più di 26 organizzazioni hanno collaborato, tra le altre voglio ringraziare in modo particolare la Confcommercio Lazio Sud che ha dato una grossa mano, ma anche la Provincia di Latina che ha messo a disposizione tutta la sua rete della Via Appia, la Camera di Commercio che ha patrocinato l’evento, tutti i componenti del comitato locale per l’occupazione del Cibo nella Terra del Mito e anche la Proloco di Sezze che è stata sempre presente e ha dato un grande supporto. Ci sarebbero altri da nominare, nella nostra locandina abbiamo messo tutti, richiamo ad esempio la Capol di Latina, la Castagna di Rocca Massima, così come Media 4, ente del terzo settore che ci  ha dato una mano per la parte della comunicazione e la selezione La Macchia che ha condotto il talk, un talk al quale tra l’altro hanno partecipato sia il sindaco, che i consiglieri regionali, Vittorio Sambucci e Salvatore La Penna,  Pasquale Gasalini consigliere provinciale e Fabrizio Di Sauro direttore della Compagnia dei Lepini”.

Lola Fernandez qui per Gr Latina

 

 

 

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Minori non accompagnati, ripartono i corsi per tutori. La Garante del Lazio: “Figura-faro, proviamo ad alleviare le sofferenze di questi ragazzi fragili”

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LATINA –  Ripartono lunedì 15 giugno alla LUMSA di Roma i nuovi corsi di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione strategica tra l’Ateneo romano e la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, per preparare cittadini e cittadine di tutto il Lazio che lo vogliano, a diventare un punto di riferimento per i minori che arrivano in Italia senza una famiglia. Una risposta a esigenze concrete dei ragazzi più fragili. Tra gli iscritti anche tanti i cittadini della provincia di Latina che hanno partecipato alla prova preselettiva e ora potranno partecipare alla prima lezione in presenza a Roma e poi seguire il corso anche a distanza.

​”Un impegno che unisce etica e legalità in un territorio in cui i minori non accompagnati sono sempre in crescita e queste figure sono carenti. Dietro questo importante traguardo c’è il grande lavoro di squadra della struttura di supporto al mio Ufficio, potendo contare anche sul recente insediamento della nuova dirigenza che ha collaborato fattivamente per dare rapidità ed efficacia operativa all’iniziativa”, spiega la Garante Monica Sansoni.

CHE COSA SI IMPARA – “Un corso molto completo, ci sono moduli psicologici, giuridici, sociologici e sanitari – aggiunge la Garante  – . Quindi si vanno a toccare tutte le materie di diritto che un tutore deve conoscere, perché il tutore volontario di un MISNA è una figura faro per questo minore straniero che lo accompagna durante tutto il suo percorso personale, che siano visite mediche,  che sia un disbrigo burocratico, che sia un’udienza in Tribunale dove il minore deve presentarsi, perché magari il giudice ha bisogno di stilare un nuovo decreto.  Insomma è una figura importantissima, anche io sono docente all’interno del corso perché porto i casi pratici che in questi anni ho potuto completamente toccare con mano e sarò accompagnata da tutori formati da noi negli anni precedenti che racconteranno agli aspiranti proprio come funziona un tutore, cosa fa, e quello stato anche di empatia che si innesca tra il tutore e il minore straniero che è una parte molto delicata che io curo molto  nel mio modulo criminologico perché avvicinarsi, sintonizzarsi con il minore è importante. Non guasta conoscere una lingua straniera, perché i ragazzi che arrivano da noi all’inizio non parlano italiano e quindi bisogna associarli almeno con il francese, con l’inglese e questo lo abbiamo cercato un po’ di attenzionare tra i numerosissimi curricula che ci sono pervenuti. Felice che molti cittadini del nostro territorio hanno partecipato, questo mi ha reso molto orgogliosa”.

LA RETE – ​I corsi si muovono nel solco della legislazione italiana ed europea sulla protezione dell’infanzia: ” Attraverso questo progetto, non adempiamo però solo a un dovere normativo, diamo vita a una rete umana qualificata e sensibile”, aggiunge Sansoni.

 

 

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Latina Bene Comune al debutto nazionale di Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato

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LATINA – Un gruppo di aderenti a Latina Bene Comune, guidato dall’ex sindaco Damiano Coletta e dalla segretaria del movimento Elettra Ortu La Barbera, ha raggiunto venerdì il Palazzo dei Congressi dell’Eur  a Roma per essere presente al debutto nazionale di Progetto Civico Italia, la realtà politica nata dal lavoro dell’assessore al turismo e ai grandi eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato, che raggruppa 400 comitati e 685 amministratori.

I civici di Latina, del 2016 al 2021 maggioranza assoluta, oggi rappresentati da tre consiglieri (con l’ex primo cittadino siedono nel Consiglio Comunale di Latina, Dario Bellini e Floriana Coletta), avevano annunciato la loro adesione al progetto nei giorni scorsi con una nota ufficiale, spiegando: “L’adesione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Latina Bene Comune, che dopo oltre dieci anni di esperienza amministrativa e politica maturata sul territorio con il sindaco Damiano Coletta, ritiene necessario contribuire alla costruzione di uno spazio nazionale capace di mettere in rete le migliori esperienze civiche italiane”.

Il leader Alessandro Onorato dal palco dell’Eur ha ringraziato il suo esercito pacifico: “Noi vogliamo aggiungere e non togliere. Noi siamo abituati a unire”.

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