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CRONACA

Disposti gli arresti domiciliari per Don Maurizio Verlezza. I salesiani: “Impossibile pensare che lo abbia fatto volontariamente”

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LATINA  – E’ stato posto agli arresti domiciliari, dunque il gip ha convalidato l’arresto, ma ha disposto una misura meno afflittiva del carcere, per Don Maurizio Verlezza, il sacerdote salesiano 63enne, ex parroco di San Marco a Latina, da alcuni mesi cappellano del carcere di Velletri, arrestato mentre giovedì mattina entrava nella struttura penitenziaria con una busta di abiti dentro la quale c’era anche della droga. Le prime notizie di stampa riportavano anche del sequestro  di una ingente somma di contanti nell’alloggio del sacerdote, che però non risulta dagli atti.

E dopo l’interrogatorio di convalida avvenuto davanti al giudice del Tribunale di Velletri, una nota ufficiale dei Salesiani dell’Italia Centrale, rompe il silenzio siderale che si era creato dopo l’episodio che ha generato forte sgomento tra i tantissimi estimatori del sacerdote che non credono ad un gesto volontario e attendono spiegazioni.

“Abbiamo appreso con profondo dolore e preoccupazione le notizie giudiziarie riguardanti fatti relativi al Salesiano Sacerdote Don Maurizio Verlezza – si legge nella nota – . Siamo consapevoli che tutto ciò lede gravemente la convivenza civile, la comunità ecclesiale, ed in modo particolare l’istituzione carceraria nella sua funzione rieducativa e riabilitativa: istituzioni e organismi coinvolti in una unitaria finalità civile e sociale nella quale si inserisce anche la missione della Congregazione Salesiana e che consiste nell’operare costantemente per formare buoni cristiani e onesti cittadini.

Confermiamo la stima e la fiducia nella persona di Don Maurizio, sempre generoso e appassionato nella sua quotidiana dedizione specie per le persone adulte e giovani in particolari situazioni di disagio e difficoltà, e stentiamo anche solo a ipotizzare che volontariamente e coscientemente abbia agito in contraddizione con quei valori sui quali fonda la sua vita.

Confidiamo nella autorità giudiziaria e negli organi inquirenti impegnati a delineare quanto realmente accaduto, e accogliamo positivamente la decisione con la quale don Maurizio è stato posto agli arresti domiciliari”.

nella nota anche alcune “doverose alcune correzioni a evidenti errori riportati dalle varie testate giornalistiche”. “Don Maurizio Verlezza, finora domiciliato a Genzano, non è Superiore dell’Istituto; non è Parroco; non è Direttore dell’Oratorio che è invece affidato per il coordinamento delle attività a un gruppo di laici. Solo da alcuni mesi fa parte degli operatori che svolgono servizio all’interno della Casa Circondariale di Velletri. Dalla perquisizione e dagli atti non risulta il sequestro di alcuna somma di denaro”, riferisce il portavoce Don Gian Luigi Pussino.

Don Maurizio resta per la comunità di fedeli, un sacerdote unico, carismatico, capace di aiutare e al servizio degli altri, come prevede il suo ministero.

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CRONACA

Latina, tenta di rubare rame e ferro dal deposito ABC: arrestato dopo un inseguimento

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Ha tentato di rubare materiale ferroso dal deposito dell’azienda speciale ABC, ma è stato sorpreso dalla Polizia di Stato e arrestato dopo un breve tentativo di fuga. È accaduto nella serata di ieri a Latina, dove un cittadino tunisino di 50 anni è stato arrestato in flagranza con l’accusa di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112. Il richiedente aveva riferito della presenza di una o più persone all’interno del deposito dell’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, mentre rovistavano tra i contenitori destinati al materiale ferroso. Gli agenti della Squadra Volante, una volta sul posto, hanno individuato un varco nella recinzione perimetrale del deposito e avviato le ricerche nell’area circostante. Poco dopo hanno notato un uomo che cercava di allontanarsi attraverso la vegetazione. Il sospettato non si è fermato all’alt della Polizia ed è stato rintracciato poco dopo, nascosto tra le sterpaglie. Durante il controllo avrebbe opposto resistenza agli agenti nel tentativo di evitare l’identificazione, ma è stato bloccato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si era introdotto nel deposito attraverso il varco praticato nella recinzione e aveva tentato di impossessarsi di rame e altro materiale ferroso. Il tempestivo intervento della Polizia ha impedito che il furto venisse portato a termine. L’autovettura utilizzata dall’indagato è stata sequestrata.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura fino all’udienza per direttissima celebrata questa mattina. Al termine, il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Come previsto dalla normativa, l’uomo è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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CRONACA

Si rompe la condotta principale, tutta Norma senz’acqua

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NORMA – Si stanno registrando forti disagi a Norma a causa della rottura della conduttura idrica principale che alimenta direttamente il serbatoio comunale. Attualmente  è stata interrotta l’erogazione dell’acqua su tutto il territorio comunale. Ne dà notizia il sindaco Andrea dell’Omo: “Ci rendiamo conto dei disagi che questa situazione comporta per il momento la società Acqualatina ha previsto la presenza di Autobotti in piazza Roma. Per i possessori di autoclave possono fare richiesta ad Acqualatina per il rifornimento da programmare nel pomeriggio”, spiega il primo cittadino. Sono in corso lavori per ripristinare il servizio

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CRONACA

Caldo, due operai edili morti in 24 ore, disposta l’autopsia. I sindacati: “Sciopero venerdì per Francesco e Wladislaw”

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LATINA – Due morti sul lavoro a Latina in meno di 24 ore con il sospetto che il caldo estremo abbia avuto un ruolo in entrambi i casi. Dopo la morte avvenuta lunedì di Wladyslaw Pernal, 64 anni, che si è accasciato mentre lavorava sul balcone di un condominio in viale Paganini, nel quartiere Q4,  un 54 enne, Francesco Gritto è deceduto martedì mattina mentre lavorava in un impianto fotovoltaico  nella zona di Borgo Santa Maria. Su entrambe le morti la Procura ha aperto un’inchiesta anche per accertare il rispetto delle norme di sicurezza legate al caldo estremo, disponendo l’autopsia.

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero per Francesco e Wladislaw: venerdì 24 luglio il settore edile si fermerà per otto ore con presidio a Latina in piazza della Libertà a partire dalle 9,30.

Ieri in un incontro che si è tenuto a Latina, l’allarme dell’Inail che riguardava proprio i rischi per la salute dei lavoratori agricoli e edili, con il caldo estremo e l’invito a istituzioni e stakeholder a impegnarsi nella prevenzione.

 

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