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Il ponte a Borgo Santa Maria va demolito e ricostruito, ci vorranno 18 mesi. Nel frattempo sarà puntellato e riaprirà a senso alternato

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LATINA – Ci vorranno 18 mesi per la demolizione e  ricostruzione del ponte a Borgo Santa Maria dichiarato inagibile il 13 agosto scorso a seguito di un incendio che ne ha compromesso la staticità, ma nel frattempo, entro 40 giorni, sarà completato il puntellamento della struttura, un intervento realizzato in somma urgenza con sistemi impiegati anche in altre situazioni di emergenza dalla Protezione Civile, che consentirà la riapertura del ponte in senso alternato al traffico leggero e ai mezzi di soccorso. Lo spiega in una nota la sindaca di Latina Matilde Celentano che ha ricevuto il Comune oggi l’amministratore unico di Astral, Pino Simeone.

Dopo lo studio eseguito sulla struttura da Astral, la notizia è che il ponte originario è da buttare e che per questa ragione  “è stata già affidata la progettazione esecutiva dell’intervento che prevede la demolizione della struttura attuale, risalente al 1932, e la sua completa ricostruzione. I lavori avranno una durata stimata di 18 mesi, con tempi di gara ridotti grazie all’utilizzo dell’accordo quadro. La fase di ricostruzione, tuttavia, comporterà una nuova sospensione della viabilità, con inevitabili ricadute sul territorio”, si legge in una nota nella quale la prima cittadina di Latina assicura che si farà “promotrice dell’apertura di un tavolo tecnico specifico, coinvolgendo la Regione Lazio, gli enti competenti e tutti i soggetti interessati, per individuare soluzioni alternative e sostenibili che garantiscano la mobilità durante l’intero periodo dei lavori”.

In pratica, il problema, dopo questa prima fase di riutilizzo parziale del ponte, si ripresenterà al momento dei lavori veri e proprio: “Stiamo già lavorando a una strategia più ampia che tenga conto anche delle esigenze future. Abbiamo già incontrato i cittadini, ai quali va la nostra completa vicinanza, e continueranno a essere aggiornati e coinvolti attraverso il lavoro diretto degli assessori competenti: il vicesindaco Massimiliano Carnevale, per i Lavori pubblici, Gianluca Di Cocco, per la Viabilità e Annalisa Muzio con la delega ai Borghi. Il nostro obiettivo è garantire risposte tempestive, efficaci e condivise”.

“Abbiamo lavorato su un duplice fronte – spiega l’amministratore unico di Astral, Giuseppe Simeone – . Da un lato, l’emergenza verrà gestita con l’immediata esecuzione dei lavori di puntellamento, un intervento fondamentale per garantire ai cittadini del Borgo il rapido ripristino della viabilità e la sicurezza necessaria per spostarsi senza rischi. Dall’altro lato, però, grazie all’impegno del Sindaco abbiamo stabilito cosa fare oltre l’urgenza contingente. Istituiremo un tavolo parallelo di lavoro, che avrà il compito di studiare e individuare soluzioni alternative in vista della futura ricostruzione del nuovo ponte. È importante sottolineare che, una volta conclusi i lavori di puntellamento, si dovrà procedere con l’abbattimento della struttura esistente, una fase delicata che comporterà inevitabilmente limitazioni alla viabilità. Per questo motivo, il tavolo tecnico lavorerà per definire modalità e strategie che garantiscano l’accesso e l’uscita dal Borgo senza creare disagi ai residenti, assicurando così la continuità della mobilità locale. Sarà un confronto costante e approfondito, finalizzato a identificare la soluzione più efficace, sostenibile e rapida, in modo da tutelare al meglio la comunità e favorire un percorso di ricostruzione efficiente e condiviso”.

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Gaeta, mezzo secolo di declino: persi oltre 3.000 residenti mentre la provincia cresce

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Gaeta vive da decenni una lenta ma costante crisi demografica. Dai 23.379 abitanti del 1981, anno del massimo storico, la popolazione è scesa a 19.137 residenti nel 2024, con una perdita superiore al 12%. Un dato che contrasta con l’andamento della Provincia di Latina, cresciuta nello stesso periodo di oltre il 50%, e con quello dei vicini comuni di Formia e Minturno, entrambi aumentati di circa il 29%.

Sono i dati del Report presentato dall’ambientalista Beniamino Gallinaro

Alla base del declino, spiega nel Report Gallinaro, c’è soprattutto la progressiva scomparsa del tessuto industriale locale. La chiusura della vetreria AVIR nel 1981, seguita da quella di altre realtà produttive come Italcraft, Panapesca e il deposito ENI, ha lasciato un vuoto occupazionale mai colmato. Oggi l’economia cittadina si regge prevalentemente sul turismo stagionale e sui servizi, incapaci però di trattenere le giovani generazioni.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno degli aspetti più critici. Nel 2025 si contano 314 anziani ogni 100 giovani, contro i 137 del 2002. L’età media ha raggiunto i 50 anni e le nascite sono crollate a 82 nel 2024, il minimo storico, mentre i decessi sono stati 245.

Anche i flussi migratori confermano la difficoltà della città ad attrarre nuovi residenti. Tra il 2019 e il 2025 il saldo migratorio interno è stato negativo, con molti cittadini che si sono trasferiti altrove per motivi di studio e lavoro. L’immigrazione straniera, che in altri territori ha compensato il calo demografico, a Gaeta resta limitata e rappresenta appena il 4,4% della popolazione.

A rendere ancora più evidente il paradosso cittadino è il patrimonio immobiliare: il 41% delle abitazioni risulta non occupato da residenti. Migliaia di case restano seconde abitazioni o immobili inutilizzati, mentre la popolazione continua a diminuire.

Nel frattempo il consumo di suolo è aumentato. Oggi oltre il 18% del territorio comunale è impermeabilizzato, uno dei valori più elevati della costa pontina. Una crescita edilizia che non ha prodotto un aumento dei residenti e che ha contribuito alla trasformazione del paesaggio.

I numeri descrivono quindi una città che perde abitanti, invecchia rapidamente e fatica a creare opportunità economiche stabili. Una crisi non improvvisa, ma il risultato di decenni di cambiamenti economici e sociali che hanno progressivamente ridotto la capacità di Gaeta di attrarre e trattenere popolazione.

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80° Festa della Repubblica, l’omaggio della prefetta di Latina Ciaramella alle donne e alle Madri Costituenti

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LATINA – Un discorso dedicato principalmente alle donne, al contributo che le 21 Madri Costituenti, elette in seno all’Assemblea che scrisse la Costituzione, diedero nel predisporre le basi della partecipazione di tutte le donne alla vita sociale, economica e culturale del Paese, quello tenuto oggi in Piazza della Libertà dalla Prefetta di Latina Vittoria Ciaramella in occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana e degli 80 di voto alle donne.

“Non possiamo dimenticare che la nascita della Repubblica – ha esordito Ciaramella – coincide con una delle più grandi conquiste della democrazia del nostro Paese, il diritto di voto alle donne. Il 2 giugno 1946, per la prima volta, milioni di cittadine italiane parteciparono da protagoniste alla costruzione del futuro nazionale, contribuendo con il loro voto alla scelta repubblicana. Da allora, il cammino delle donne è stato un percorso di progressiva affermazione nella vita sociale, economica e istituzionale del Paese.  In quel giorno storico, il popolo italiano, chiamato a scegliere tra Repubblica e Monarchia, elesse anche i membri dell’assemblea costituente, segnata dalla presenza delle prime 21 donne passate alla storia come Madri costituenti”.

Onorare oggi l’ottantesimo anniversario significa rinnovare l’impegno ad abbattere ogni tipo di barriera e di stereotipo culturale, economico e sociale, affinché l’uguaglianza diventi reale e tangibile. In questo sforzo sinergico e collettivo, la Costituzione rimane la nostra bussola valoriale,  il punto di riferimento costante e immutabile per superare gli ostacoli e le derive dell’individualismo e dell’indifferenza”.

In piazza della Libertà, dopo gli onori e l’alzabandiera, la cerimonia è proseguita con la lettura di un emozionante brano di Pietro Calamandrei sull’importanza di agire per preservare i valori garantiti dalla Costituzione, interpretato dall’attore e doppiatore Luca Ceccherelli.

La prefetta si è rivolta anche ai giovani richiamandoli al dovere di conoscere e difendere i valori della Carta Costituzionale. “A voi giovani spetta il compito più nobile e difficile difendere e far vivere i valori costituzionali attraverso la partecipazione, lo studio e rispetto dell’altro e la legalità. Esorto quindi a non essere spettatori passivi del tempo in cui vivete, ma cittadini attivi, critici e partecipi della vita della nostra comunità. La Repubblica ha bisogno della vostra energia, della vostra freschezza  e della vostra sete di giustizia. Per rendere concreto e simbolico questo passaggio di testimone tra generazioni, tra poco  – ha poi anticipato nel suo discorso – verrà consegnata una coppia della Costituzione italiana a tre giovani della nostra provincia che proprio oggi compiono il diciottesimo anno di età entrando a pieno titolo nella comunità dei cittadini”.

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Chirurgia robotica, IA e telemedicina: a Roma il congresso internazionale CILR 2026

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La chirurgia del futuro, sempre più precisa, connessa e supportata dall’intelligenza artificiale, sarà al centro della XXII edizione del congresso internazionale “Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI” (CILR), in programma a Roma dal 3 al 5 giugno. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alla chirurgia mini-invasiva, robotica e alle nuove tecnologie applicate alla medicina e vedrà la partecipazione di oltre mille specialisti provenienti da circa sessanta Paesi.

Tra i temi al centro del congresso ci saranno l’evoluzione della chirurgia robotica, le prospettive della telechirurgia, le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica e le nuove tecnologie che stanno trasformando il modo di operare e curare i pazienti.

A promuovere l’iniziativa è il professor Vito Pansadoro, urologo e ideatore del congresso, che nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento internazionale per il confronto tra professionisti, ricercatori e aziende impegnate nello sviluppo delle tecnologie mediche più avanzate.

L’appuntamento offrirà l’occasione per fare il punto sulle innovazioni che stanno rivoluzionando il settore sanitario, con particolare attenzione all’integrazione tra competenze umane e strumenti digitali sempre più sofisticati. Un confronto che coinvolgerà esperti provenienti da tutto il mondo e che contribuirà a delineare gli scenari della medicina dei prossimi anni, come ha spiegato il professore, ospite nella trasmissione di Alessio Campanelli, ai microfoni di Radio Immagine:

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